Mi permetto di dire che il legislatore ha imposto ai produttori di e-bike il limite dei 25 km/h, per facilitare il sue mansioni; come se alle auto e moto che sono molto più pericolose per se stessi e per gli altri gli mettessero un motore che non supera i 50Km/h ,per tutti gli usi urbani e extraurbani .Non è assurdo tutto ciò,premetto che un ciclista con una MTB muscolare in pianura viaggia ad una velocità di circa 30 Km/h ,per quale motivo acquistare un e-bike con questi limiti imposti dalla legge ?
Walter Canfora
Il limite dei 25 km/h non nasce per “frenare” la tecnologia o per penalizzare chi pedala, bensì per tenere le biciclette a pedalata assistita dentro una categoria giuridica precisa: quella delle biciclette, e non dei veicoli a motore. È una scelta normativa, prima ancora che tecnica. Superata quella soglia, un mezzo diventa – per legge – un ciclomotore, con tutto ciò che ne consegue in termini di omologazione, assicurazione, targa, casco e responsabilità.
Il paragone con auto e moto, però, regge solo fino a un certo punto. Quelle sono progettate, costruite e omologate per viaggiare a velocità molto più elevate, con strutture, freni, pneumatici e protezioni adeguate. Una e-bike, per definizione, nasce su una base ciclistica: leggera, aperta, pensata per essere condotta anche senza assistenza e in contesti promiscui (piste ciclabili, centri urbani, percorsi misti).
È vero anche che un ciclista allenato può superare i 30 km/h in pianura. Ma lì entra in gioco un altro aspetto spesso sottovalutato: lo sforzo umano è variabile, limitato e “autoselezionante”. Un motore no. Se l’assistenza spingesse sempre e comunque oltre certe velocità, la differenza in termini di massa, accelerazione e gestione degli spazi diventerebbe critica, soprattutto in ambito urbano.
Detto questo, il tema resta aperto e tutt’altro che risolto. Le e-bike stanno evolvendo più velocemente delle norme, e il dibattito su nuove categorie (come le speed pedelec o soluzioni intermedie) è legittimo. Ma oggi il limite dei 25 km/h non è tanto un freno alla mobilità quanto il compromesso che permette alle e-bike di esistere e circolare senza trasformarsi in un problema normativo e di sicurezza ancora più grande.
Perché le e-bike si spengono a 25 km/h quando il ciclista può pedalare anche più forte?







































Le bici muscolari sono pericolose in ambito urbano allo stesso modo delle bici assistite perché i pericoli della circolazione stradale sono presenti grazie agli enormi flussi di mezzi e persone che ci sono nelle città, anche a correre a piedi è facile andare incontro ad un pericolo in città.
Quindi il problema è essenzialmente in grandi centri urbani oppure più semplicemente in orari di punta, però il problema è per tutti i mezzi non solo le e-bike, in tutti gli altri contesti se una e-bike è stata progettata bene può arrivare ad essere assistita da motore elettrico fino a 45 km/h senza nessun pericolo è la normativa europea che crea problemi per tutto e blocca l’innovazione tecnologica con regole e soprattutto tasse che non servono alla sicurezza, guardiamo il mercato delle auto in Cina che il loro prezzo si aggira su un 50% in meno delle auto europee che richiedono omologazioni che fanno lievitare i prezzi rendendoli inaccessibili ormai anche per gli italiani medi, anche in USA le auto costano il 30% in meno.
l’Europa dovrebbe trovare soluzioni per rendere migliore la vita dei cittadini non peggiorare per scopi ambientali ampiamente bisfrattati non più di venti anni fa, è la scusa per coprire il fallimento dell’economia Europea che prendeva in giro la Cina e adesso ne paghiamo le conseguenze.
La legge italiana in merito ai mezzi di mobilità alternativa è stupida e fatta senza il minimo accorgimento sensato, o meglio, volto a migliorare la qualità di vita degli utilizzatori. L’esempio più stupido sta alle velocità: esistono auto e scooter in grado di fare molto più dei massimi consentiti dalla legge, ma non sono illegali. Finché in strada rispettano i limiti di velocità, puoi avere anche una Ferrari in grado di fare 300 kmh. Ma se un monopattino ha un motore da 501 watt (anche se magari non fa i 25 orari) sei fuori legge, idem se monta una sella (che in realtà rende il mezzo PIU sicuro, così come un motore più performante). O rendere illegali i monowheel per assoluta ignoranza (mezzo bistrattato ma affidabilissimo). Volete renderli più sicuri? Limiti di velocità, casco, luce di segnalazione e assicurazione obbligatoria, targa identificativa. Magari vietare certi mezzi ai minori di X anni… Fine! Sanzionte chi passa col rosso, chi eccede in velocità e non rispetta il codice della strada, magari fate più istruzione (esempio del patentino per i 50, estenderlo anche a qualunque mezzo vada per strada non è male.. informazione e formazione magari nelle scuole e gratis.. ah già gratis non si può fare perché…?). Il resto serve solo a fare cassa e far fare cassa. Limitazioni inutili su tutti i fronti possibili.
Certo, una ebike con un motore da 500W che può arrivare a 40/45km/h è pericolosa per la circolazione stradale. mentre girare con una moto superspoetiva da 200cv e 300km/h, sulla stessa medesima strada, è una cosa normale….. idem per un supersuv o auto del genere, spesso prese a noleggio, cpn cui i beoti fanno le dirette web, ecc ecc…..
poi ci si stupisce se il mondo ci passa avanti…. una volta c’erano il ciao, il bravo, il si… perché non possono essere sostituiti da ebike più economiche, più comode e meno inquinanti???
Semplice… L’istruzione e l’informazione, cosa che realmente rende tutto più sicuro, costano.
Limitazioni e leggi creano introiti e guidano il mercato. La risposta su cosa si scelga mi pare ovvia.
Io ricordo gli anni dei ciclomotori dove dagli anni 90 in poi c’è stata un’impennata in ambito prestazionale, e la legislatura non teneva il passo, invece di rendere il guidatore più responsabile hanno pensato bene di imporre più vincoli, ricordo di essermi messo alla guida di ciclomotori senza sapere una cippa di regole, regolamenti e codice della strada e senza che qualcuno mi assistesser, quanti vigili mi hanno detto: sempre così! Non sapete che quella strada è a senso unico. Oppure: non hai visto il divieto? E nessuno vigile ha mai capito che forse bisognava insegnare il codice della strada, allora non esistevano gli smartphone, a cui chiedere informazioni.
Certo automobili e motocicli hanno prestazioni assurde, da vietare, secondo me la produzione di questi mezzi, è vero pure che una persona allenata può fare impressione, ma io che con i miei 125 Watt di potenza arrivo a fatica a fare i 20 km/h, e non sono la persona media in quanto a prestazioni.
Certo un limite deve esserci, poi una critica va alla completa dismissione del 2T dal 2018, e alla infima produzione di ciclomotori che hanno un prezzo ben oltre i 3000€, con 1000€ ti compri una e-bike, fatevi i conti in tasca, se le tasche di chi compra hanno “soli” 1000€ e non 4000€ compreso di messa in strada io 2 o 4 domande me le farei, inoltre con più qualcosa è diffuso più problemi saltano fuori.
Equiparare il monopattino ad una e-bike è pura idiozia: 25 km/ora per un monopattino sono troppi, per una e-bike robusta, con ruote larghe e freni a disco sono ridicoli. La velocità massima per le e-bike andrebbe portata almeno a 35 Km/ora, velocità tranquillamente raggiungibile da qualsiasi ciclista muscolare.
Vorrei.. ma non posso.. abito a 38km dal mio posto di lavoro, dislivello 400m. Con una bici cinese da 1,5kW a 1.200€ su Amazon, potrei fare il percorso in 40′, ma sarebbe un motociclo quindi dovrei immatricolarla, ma non ha i certificati necessari, per il resto del mondo è una bici non un motociclo. Quindi dovrei cercare qualcosa che sia omologabile.. trovata in Svizzera,1,5kw a soli 12.000€. Il dubbio mi assale, come trattenermi dallo spendere 12.000€ invece di sperperarne 1.200€? La normativa è fatta per fare pochi km nelle grandi città in pianura, non certo per ridurre inquinamento o salvaguardare la salute popolare da accidenti, siamo in Italia il cui cibo è patrimonio immateriale dell’UNESCO e si sa che il cibo va degustato lentamente a 25km/h. Le soluzioni sarebbero a portata di mano, ma abbiamo la politica che non riesce a superare l’orizzonte del proprio interesse personale figuriamoci se riesce a fare qualche proposta magari sbagliata, ma almeno diversa dal solito niente assoluto.