A parte il problema delle moto illegali vera piaga urbana, usate irresponsabilmente senza alcun controllo da quasi tutti i rider, anche le mountain bike a pedalata assistita stanno trasformando i sentieri di montagna in luoghi ove ormai è difficile poter camminare in tranquillità senza la preoccupazione di scansarsi ogni minuto per far strada a gente che pedala a 20 kmh illudendosi di fare sport. E non parlo di ultra 70 enne ma di corpulenti 35/40 enni sovrappeso desiderosi solo di arrivare in fretta al rifugio per abbuffarsi di polenta e affettati.
Stesso discorso vale per i parchi storici cittadini ormai in mano a agenzie che organizzano visite guidate in gruppo pretendendo, senza diritto alcuno ma, al contrario il dovere di frenare e aspettare, la strada da chi passeggia, cammina veloce, corre, porta a spasso i bambini o esce col cane. O si mettono regole severe o prima o poi il morto ci scappa. Per me vale regola del ” finché ce la fai”. Se non hai più la forza o la voglia di allenarti, fattene una ragione, riduci le tue pretese e non cercare comode scorciatoie. Anche perché allenandosi seriamente e incredibile di quante soddisfazioni e quanta salute si possa beneficiare ben oltre i 70. Moser faccia pure quel che crede, in fondo è il testimonial più autorevole delle sue bici, anche se non capisco che significhi per un ex campione pretendere di fare con l’aiutino quello che faceva 40 anni fa, lui che potrebbe permettersi ancora di farlo solo un poco più adagio
Claudio Panzironi
Questo è un problema. La bicicletta tradizionale, basata solo su capacità fisiche e allenamento non prepara solo fisicamente ma addestra mentalmente, sia per quanto riguarda le capacità di guida e di gestione del mezzo che per il rispetto degli altri che fanno fatica. È una preparazione graduale, fatta di chilometri in sella che troppo spesso, chi sale su una bicicletta a pedalata assistita, non ha e si comporta da inesperto, ineducato. Da impreparato.
Anche qui toccherà trovare una soluzione prima che a correre i ripari siano “altri” che finiscono per decidere di limitare tutti, anche la maggioranza più silenziosa di educati e preparati. Nei sentieri di montagna c’è già chi sta vietando il passaggio alle bici, tutte. Ed è un peccato. Ma i rischi in qualche caso sono davvero alti, quanto la maleducazione di utenti completamente impreparati ed è un peccato. Mi dicevano che anche il fondo dei sentieri di montagna ne risente di più del passaggio delle e-bike e non solo perché ci sono più utenti a utilizzarle. Qui non è questione di comportamento ma proprio di caratteristiche delle ebike che mettono a terra una potenza che scava il terreno alla lunga rovinando il sentiero.
Buon senso, educazione e tanta informazione sono indispensabili. Prima che calino regole dall’alto. E purtroppo non la vediamo cosa facile da risolvere in maniera indolore.







































Non posseggobl e bike ma solo perche non posso permettermela al monenento. Ritengo comunque che tutto dipende dall educazione del rider. Non ho mai avuto problemi con gli escursionisti assolutamente. Pero se devo fare un appunto quando incrocio turisti tedeschi non hanno nessun problema anzi dopo essersi spostati ti incitano. I locali invece spesso appaiono infastiditi sebbene io li supero a passo d’ uomo.