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Home e-Bike

E-bike sotto accusa: il dibattito che può cambiare (in peggio) il futuro della mobilità

Redazione di Redazione
31 Dicembre 2025
in Città, e-Bike, Mobilità
A A
4
Trek strizza l’occhio alla mobilità urbana

Il dibattito sul limite dei 25 km/h di assistenza alla pedalata per le e-bike continua ad agitare gli utenti che riversano il loro malumore nei commenti ai nostri articoli e anche sui social. Non è un caso e non vogliamo neance chiudere la porta a una discussione riportando semplicemente a quanto dice la legge. Dietro quella soglia apparentemente tecnica si nasconde una frattura sempre più evidente tra chi vede l’elettrico come una naturale evoluzione della bicicletta e chi lo considera un mezzo da tenere rigidamente sotto controllo.

I commenti dei lettori raccontano bene questa spaccatura. C’è chi giudica il limite anacronistico e lontano dall’uso reale delle e-bike, soprattutto considerando che una bici muscolare, in pianura, può superare senza difficoltà i 30 km/h. Per molti, il blocco dell’assistenza a 25 km/h rappresenta più una forzatura normativa che una reale misura di sicurezza. Altri, invece, difendono il limite come elemento necessario per mantenere ordine sulle infrastrutture e distinguere chiaramente le biciclette da veicoli più veloci e pesanti.

Un rischio normativo per tutti

In mezzo a queste posizioni si inserisce un punto spesso sottovalutato, ma centrale per chi oggi amministra il settore: la paura che modificare la normativa apra la porta a nuove restrizioni, invece che a maggiore libertà.
Secondo questa visione, mantenere l’attuale inquadramento delle e-bike come “biciclette”, e non come veicoli a motore, rappresenta una sorta di equilibrio fragile ma prezioso. Toccarlo significherebbe rischiare l’introduzione di targa, assicurazione, revisione, obbligo di casco e ulteriori adempimenti burocratici, trasformando un mezzo accessibile in qualcosa di molto più complesso e costoso. Purtroppo nell’odio generalizzato verso chi pedala e con la ricerca di consensi il rischio diventa concreto.

È un timore tutt’altro che infondato. La storia recente dimostra che ogni volta che un veicolo entra in una nuova categoria normativa, le conseguenze non si limitano alla velocità massima, ma si estendono a omologazioni, responsabilità legali e controlli. Per questo una parte del settore, produttori, operatori e associazioni, preferisce difendere lo status quo, anche se imperfetto, piuttosto che aprire un vaso di Pandora legislativo.

In questo contesto si inserisce l’azione di LEVA-EU, l’associazione europea che rappresenta il comparto dei veicoli elettrici leggeri. Da tempo LEVA-EU segnala come il rischio non sia solo quello di limiti troppo bassi, ma di una regolamentazione sempre più frammentata e punitiva, capace di frenare innovazione, investimenti e diffusione delle e-bike. L’associazione ha più volte messo in guardia contro l’idea di irrigidire le regole senza una visione complessiva, sottolineando come le normative europee siano spesso pensate più per “contenere” che per accompagnare l’evoluzione del settore.

Anche su Cyclinside il tema è emerso più volte: il vero nodo non è semplicemente se 25 km/h siano pochi o troppi, ma se il quadro normativo attuale sia davvero adatto a una mobilità che cambia. Continuare a ragionare solo in termini di limiti rischia di produrre l’effetto opposto a quello desiderato: spingere verso l’illegalità, creare confusione tra gli utenti e rallentare una transizione che, nei fatti, è già in corso.

Alla fine, la questione non è stabilire se una e-bike debba aiutare fino a 25, 30 o 35 km/h, ma decidere che tipo di mobilità vogliamo favorire. Una mobilità regolata con intelligenza, capace di distinguere usi e contesti, oppure un sistema rigido che, nel tentativo di controllare tutto, rischia di bloccare l’evoluzione di uno dei pochi settori davvero in crescita. Al momento, il risultato, è di avere le nostre città invase da mezzi di fatto pericolosi perché modificati senza alcun controllo e potenzialmente senza alcuna sicurezza.

Tag: codice della stardae-bikeevidenzalimitemobilitàsicurezza

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Commenti 4

  1. Marco Fardelli says:
    5 mesi fa

    “Al momento, il risultato, è di avere le nostre città invase da mezzi di fatto pericolosi…” immagino si stia parlando di automobili… battute a parte personalmente il limite dei 25 km/h mi sta stretto, perché normalmente con la bicicletta muscolare, anche in città, anche quando vado al lavoro a far la spesa lo supero senza grossa fatica… ma c’è un dettaglio che credo faccia la differenza… pedalare per arrivare a venticinque o trenta chilometri orari costa sforzo e fa percepire immediatamente la velocità raggiunta, cosa che non avviene con la bicicletta a pedalata assistita… una differenza analoga a quella che si percepisce guidando vecchie automobili rumorose a confronto con quelle moderne molto più silenziose o addirittura a quelle elettriche… aumentare la velocità consentita potrebbe essere effettivamente controproducente… anche perché, specialmente in città una velocità superiore a venticinque chilometri orari potrebbe essere non facile da controllare da parte di qualsiasi utente, specialmente non più in verde età… e tanto quanto temo un anziano che traballando scende da una macchina appoggiandosi ad un bastone, tanto avrei paura dello stesso anziano a bordo di una e bike che arrivasse a una velocita’ di trentatrentacinque chilometri orari… anche se, come spesso ripeto, essere investito da una bicicletta o da una macchina alla stessa velocità, la differenza è palese…

    Rispondi
  2. SEVERINO says:
    5 mesi fa

    mi pare un dibattito inutile, chi dice che le bici (muscolari è un aggettivo inutile, la differenziazione deve avvenire con le bici successive alla bici classica) viaggiano facilmente a 30 kmh dice il falso, sapendolo.
    In città è difficile per ovvi motivi che vanno dal traffico, stop, semafori e curve a gomito.
    Fuori città per quanto tempo i 30 per andare a lavoro o a fare la spesa?
    Se la tendenza è andare a 30 kmh con le auto in centro città (vedasi Bologna capostipite in Italia) è sensato andare con le bici a pedalata assistita alla stessa velocità? Non dimentichiamo che a torto o a ragione quando cadi ti fai male.
    ciao.

    come

    Rispondi
  3. Antonio says:
    5 mesi fa

    Buona sera volevo esprimere un mio giudizio sulle e-bike a pedalata assistita, premetto che sono un ex cicloamatori agonistica,ma vado in bicicletta e avendo qualche piccolo problema e 67 anni vorrei comprare una e-bike MTB ma dato i limiti imposti non la compro, vorrei solo dire che se si spendono da 2500 euro in su per bici performanti freni ecc e non come qualsiasi e-bike da città, perché limitare a 25 km quando anche con un monopattino ti passano a 35 kg, premetto che affitto e-bike per il cammino di Santiago per fare tappe da oltre 100 km ma è una sofferenza perché appena si passano i 25km la bici con il carico si punta, ripeto sono bici performanti con freni a disco, per me tranquillamente a 35/40 sarebbe Ok e giusto obbligo di assicurazione responsabilità civile.Buona serata

    Rispondi
  4. Alex says:
    5 mesi fa

    Secondo me bisogna regolarizzare la situazione.

    Io farei tipo le classi che ci sono negli USA.

    classe 1: solo pedalata assistita, v max assistita 32km/h (pedalando puoi superare questa velocità)
    classe 2: solo acceleratore senza pedalata v max del motore 32km/h.

    Le classi 1 e 2 sono equiparate alle biciclette muscolari

    Classe 3: solo pedalata assistita. vmax assistita 45km/h, obbligo del casco e divieto di utilizzo nelle piste pedo ciclabili, piste miste.

    Diciamo che negli USA sarebbero comunque fuorilegge le ebike con acceleratore che vanno oltre i 32km/h. Poche settimane fa su una strada statale ho seguito io in auto uno con una ebike che non pedalava, senza casco a 70km/h fissi. Spero avesse anche buoni freni.

    Rispondi

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Cyclinside® è una testata giornalistica registrata nel 2008 e poi presso il Tribunale di Varese con n° 1/2019 del 31/01/2019 - Editore Guido P. Rubino P.I. 10439071001
Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione con registrazione n° 35370 aggiornata 8 ottobre 2020.

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