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Home Posta dei Lettori

E-bike truccate: la testimonianza di un rider

Guido P. Rubino di Guido P. Rubino
15 Marzo 2025
in Posta dei Lettori
A A
8
Per favore, non chiamateli ciclisti e non chiamatele biciclette se sono truccate

Troppi veicoli vengono immessi sul mercato non corrispondenti alle normative europee

Buongiorno signor Guido, in quanto ciclista e rider, ho letto il suo articolo in cui un ciclista si scandalizzava per le modalità di spostamento dei rider. Ho notato che lei stesso denunciava certe situazioni nell’articolo, dando l’impressione che il rider fosse un personaggio spericolato, quasi traesse piacere o soddisfazione dal viaggiare con mezzi inadeguati. La realtà è ben diversa: i rider sono costretti a utilizzare tali mezzi dalle piattaforme per cui lavorano, a causa di algoritmi per gli autonomi o di sistemi di performance per i subordinati.

Pur con nomi diversi, i parametri sono gli stessi e determinano il salario e la collaborazione lavorativa, senza lasciare spazio al divertimento. Le diverse forme contrattuali e i nomi dei parametri non cambiano la sostanza ambigua e illecita delle applicazioni, che, basandosi su un’autodichiarazione, non verificano l’idoneità dei mezzi utilizzati dai rider, violando di fatto il D.Lgs. 81/08.

Questa violazione permette alle applicazioni di ampliare il loro raggio d’azione e di consegna, consentendo di avere rider sempre più veloci, clienti soddisfatti per l’attesa ridotta e applicazioni con un giro d’affari sempre più promettente.

Tuttavia, questa dinamica non solo mette a rischio la sicurezza dei rider, ma porta anche altri utenti della strada, ciclisti compresi, a scandalizzarsi per le loro modalità di spostamento, dimenticando che, quando ordinano cibo a domicilio, desiderano che arrivi nel minor tempo possibile.

(utente anonimo)

foto d’archivio


Raccolgo e rilancio questa testimonianza. Non ho mai pensato che i rider si divertissero a violare la legge e lei ha evidentemente ragione dalla sua. Cyclinside, per come è stato pensato, si occupa di biciclette e di queste parliamo. Il problema c’è e va sollevato, urlato pure. Perché a non parlarne i primi a rimetterci sono proprio i lavoratori.

Mi è capitato di parlare con aziende di delivery e le risposte sono state ovvie: si fanno dichiarare che sia tutto in regola, per farla breve.
È deprimente per tutti così, ma pure pericoloso e non si può soprassedere, altrimenti, prima o poi, capiterà qualcosa di grave. Spero che non serva una tragedia a far cambiare la situazione.
Continueremo a parlarne cercando di arrivare più in alto e, ovviamente, siamo a disposizione di eventuali repliche sperando in una presa di coscienza. Anche perché in diversi ci hanno testimoniato di non voler più usufruire dei servizi a domicilio di questo tipo.

Comunicazione di servizio: chiediamo a tutti i lettori che volessero mettersi in contatto con noi di usufruire dei canali dedicati. Leggiamo tutte le email, mentre sui social rischiamo di perdere i messaggi. Grazie a tutti.
Per la posta dei lettori partite da qui:

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Tag: e-bikeE-Bike Truccateposta dei lettori

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Commenti 8

  1. Cicardi Lino says:
    1 anno fa

    Non ruesco a capire quale sia il problema che una bici ekettrica possa superare i 25 kmh, è sufficiente che chi la guidi conosca il codice della strada e abbia una polizza personale di responsabilità civile per danni a terzi

    Rispondi
    • Dorian Mihael says:
      1 anno fa

      Per una polizza danni terzi costa sui 1000 euro annui ho chiesto personalmente alla Assicurazione visto che ho una engwe M-20pro

      Rispondi
  2. MaxTo says:
    1 anno fa

    Il problema si risolve facilmente spostando il limite di velocità a circa 30 kmq, che corrisponde al limite per le auto, e forse a qualche dispositivo xchè faccia aumentare lo sforzo del ciclista. Io personalmente mi sono accorto che mi basta e da soddisfazione.

    Rispondi
  3. Mario says:
    1 anno fa

    Modificare le bici elettriche comporta un reato per il codice della strada per il fatto che le modifiche apportate fanno diventare la bicicletta un ciclomotore e pertanto deve essere targato e con tutte le cose per poter circolare.
    Per esperienza mi sono visto superare da una bici elettrica a più di 35 kmh e io ero su una bici normale io ero a 28 kmh

    Rispondi
  4. Danny says:
    1 anno fa

    Quelle bici non sono truccate ma vendute direttamente così, con l’acceleratore di serie.
    Quando consegnavo pizze a domicilio da ragazzo, come primo lavoretto, lo si faceva con uno scooter targato, tagliandato e assicurato.
    Il controllo non spetta ne ai proprietari delle app ne ai proprietari dei locali.
    Sono le forze dell’ordine preposte che dovrebbero combattere questo fenomeno che ormai sta dilagando,
    Io sono costretto per spostarmi a comprare uno scooter elettrico, a pagarci una RCA e tutto ciò che serve per andare in giro in regola invece la realtà è che loro come altri impunemente vanno in giro con mezzi illegali non dovendo sostenere alcuna spesa se non quella dell’acquisto del mezzo.
    Alla polizia locale tutto ciò va bene, tanto poi ci sono quelli come me da multare se la gomma della macchina parcheggiata tocca la riga…

    Rispondi
    • Walter says:
      1 anno fa

      Pienamente d’accordo, che i portatori di pizze se ne freghino delle regole stradali “perché non fa parte della loro cultura” mi sembra ovvio. Ma che la municipale non fermi le finte ebike che vanno a 50 kmh senza luci né assicurazione e targa è da repubblica delle banane , se fanno un incidente chi ne risponde ?? La pizzeria?

      Rispondi
  5. Paolo abate says:
    1 anno fa

    Quando misero le assicurazioni per i cinquantini fu evidente che fosse un favore alle case assicuratrici e un altro balzello che lo stato imponeva per fare cassa. I casi di ciclomotori che avevano creato danni erano irrisori e 40 km/h non bastavano a giustificare danni a terzi tali da dover imporre nuove tasse con le assicurazioni. Tuttavia le bici modificate con motori a scoppio tipo velosolex fino a 39 km/h e sotto i 50cc erano esclusi da questi furbi balzelli governativi.
    Oggi una bici elettrica fino a 39 km /h è alla stregua dei motorini che non avevano l’obbligo della assicurazione e 25 km orari sembrano una vera provocazione a delinquere dato che le velocità delle auto e dei maxi scooter rispetto a 50 anni fa’ sono raddoppiate e loro davvero mettono a rischio gli altri. Logico che poi non vedano chi circola in monopattino o in bici o gli saltano sopra per l’enorme divario di velocità

    Rispondi
  6. Paolo says:
    1 anno fa

    I veri criminali sono le piattaforme di consegna perchè non danno ai rider nemmeno un minimo di rimborso spese del mezzo, e si lavano le mani lasciando tutta la resposabilità della legalità sul rider, MA se non è veloce a consegnare non prende più le proposte di consegna con la stessa frequenza. Senza contare nessuna vera tutela per i rider, deve fare qualcosa lo stato il governo ma se ne sbattono sono anni che aspettiamo qualche miglioramento

    Rispondi

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Cyclinside® è una testata giornalistica registrata nel 2008 e poi presso il Tribunale di Varese con n° 1/2019 del 31/01/2019 - Editore Guido P. Rubino P.I. 10439071001
Iscrizione al Registro degli Operatori della Comunicazione con registrazione n° 35370 aggiornata 8 ottobre 2020.

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