Alcune riviste inglesi hanno così tanto apprezzato il Tour de France 2024 da definirlo il miglior Tour di sempre. E, in effetti, è iniziato con un grande spettacolo sin dai primi giorni. Tuttavia, qualcosa è andato storto. Non si è trattato solo dello strapotere di Pogacar, che ha di fatto annullato la suspense per la vittoria finale, lasciando solo la lotta per il podio. Già a metà Tour, tutti avevamo capito che la vittoria era praticamente assegnata.
Innovazione si o no?
Il Tour 2024 è stato innovativo nel presentarsi come una sfida per gli uomini di classifica fin dalla prima settimana, ma non è riuscito a liberarsi completamente della vecchia struttura, che alterna giornate dedicate agli scalatori a quelle per i velocisti.
Giornate difficili fin dalla prima settimana sono ormai necessarie, dato l’altissimo livello dei corridori. Se vogliamo vedere la stanchezza nell’ultima settimana e premiare la gestione più intelligente delle forze, non possiamo pensare che un percorso come quelli di qualche anno fa, con due settimane relativamente semplici e l’ultima con le grandi salite, possa fare la differenza.

Quello che ha deluso è che le tappe di pianura sono state veramente piatte, mentre quelle di montagna sono state estremamente dure. Questo ha chiuso le porte alle fughe di giornata. Ci sono state svariate tappe molto noiose, dove valeva la pena accendere la tv solo negli ultimi 10 chilometri.
Poi c’è stata la trovata di una tappa con tratti sterrati, una sorta di Strade Bianche inserita nel Tour. I tradizionalisti non hanno apprezzato, mentre gli amanti del nuovo sì. Personalmente, sono a favore senza dubbio. Chi vince il Tour è considerato il migliore. È più di un Campionato del Mondo o di una classifica a punti che include tutta la stagione. Chi vince il Tour è il ciclista stradista per eccellenza e, quindi, secondo me, non può aver paura di una tappa con sterrati.

Ho un dubbio: perché le cronometro sono tutte relativamente corte e includono salite? Abbiamo tappe specifiche per velocisti e per scalatori, ma quando si tratta di cronometro, non vogliamo una prova specifica per i cronoman. Pogacar è stato talmente superiore che avrebbe vinto con qualsiasi percorso. Ma la possibilità di vedere Evenepoel giocarsi le sue carte nel suo terreno naturale, durante una bella crono di 50 chilometri relativamente pianeggiante, ci è stata negata.
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