Qualcuno lo ha paragonato, in maniera un po’ irriverente, a una lavatrice quando parte la centrifuga: certamente il modo di condurre le volate del Jonathan Milan non è composto. Si agita moltissimo sulla bicicletta e muove tantissimo la testa. Una situazione non certo ideale dove si cerca velocità assoluta, quindi regolarità, quindi compostezza. C’è poco da fare con un corridore che si scuote così, tanto più in un fondo stradale, come quello degli ultimi metri dell’arrivo di oggi a Sofia, in Bulgaria, dove non c’era asfalto, ma un rettilineo con fondo piuttosto irregolare.
E allora eccolo lì, il fotogramma che abbiamo isolato del momento cruciale della volata del corridore italiano. Il suo treno non è stato perfetto e, anzi, lui è stato bravo a districarsi. Al punto di decidere di anticipare la volata partendo forte a una distanza per lui insolita.
Ma quando è arrivato a pedalare a modo suo sul fondo irregolare ecco che gli scuotimenti del corpo ha innescato un movimento anomalo della bicicletta che ha perso, per un attimo, l’aderenza della ruota posteriore. La bicicletta si è intraversata e solo per istinto è riuscito a domarla recuperando l’assetto.
I commentatori hanno detto che se l’arrivo fosse stato qualche metro prima avrebbe vinto il nostro al posto del francese Paul Magnier. In realtà, sarebbe bastato non perdere aderenza in quel punto. Ma con i movimenti di Jonathan Milan la sua potenza si dispersa altrove quando, probabilmente, avrebbe potuto essere sufficiente a dargli la vittoria.
A noi, lo confessiamo, piace pure così.
Per rivedere la volata



































