È partita su Cyclinside una nuova rubrica chiamata “Ciclosfera”. L’ha inventata Alessandra Ortenzi, brava giornalista arrivata alla bicicletta passando per l’Eroica e guidata dalla passione. Da anni è uno dei consulenti della comunicazione istituzionale del Ministero dell’Ambiente e ci siamo trovati spesso a confrontare le nostre visioni sulla bicicletta. All’inizio mi era apparsa molto istituzionale e le contrapponevo la mia praticità ciclistica fatta dell’esperienza dei lettori che spesso pedalano attenti alla bici, alla forma e poco al resto.
Non è questione di buttare o meno la cartaccia per terra, quella ormai è cosa acquisita (e pensate che una volta non era mica così) grazie anche a un regolamento che punisce i corridori durante le gare se non si disfano dei rifiuti nelle “litter zone” previste. C’è un senso di necessità verso l’ambiente devastato da disastri politici in cui ci sentiamo impotenti, ma portatori sani di buon vivere che inizia da qualsiasi pedalata.
Non siamo solo una goccia nel mare.
E possiamo diventare molto di più con le abitudini quotidiane anche senza dover per forza essere indirizzati da una legge o un regolamento. Le aziende sono sollecitate da imposizioni, noi possiamo scegliere anche solo con l’attenzione che arriva prima del prezzo di cui poi valuteremo la ragionevolezza.
Alessandra Ortenzi ha scritto il suo primo articolo, lo trovate qui e si sta prendendo una responsabilità importante, quella di spiegare che l’attenzione all’ambiente non è il risultato di iniziative più o meno individuali e superficialmente inutili ma un fiume che scorre, composto già da tantissime, azioni, idee e prese di posizione di cui possiamo entrare a far parte nel modo che più ci piacerà. Pensarci è già iniziare a seguire la corrente.






































