A Rovigo usano tutti una taglia in meno (anche due…), zero spessori manubrio, e attacco da 140mm in su. Poi hanno dolori alla schiena e pedalano sempre in presa alta.
Lorenzo Tienghi
Quella degli spessori è una questione molto sentita che torna ciclicamente. Sfruttiamo il nostro lettore per aggiungere qualche appunto.
1. Utilizzare gli spessori sulla bicicletta da corsa non è “peccato”. Chi esalta le bici del passato (che non erano affatto tutte su misura) dimentica che gli attacchi manubrio si potevano regolare in altezza. E lo si faceva anche con i telai su misura.
- Molti corridori professionisti utilizzano gli spessori sulle loro biciclette. Se ne vedono anche con spessori nella parte superiore dell’attacco manubrio. Probabilmente stanno ancora definendo la posizione ideale o, comunque, vogliono lasciarsi una possibilità di regolazione senza dover ricorrere a una forcella nuova.
- Le biciclette che ci mandano per i test sono, ovviamente, con spessori anche nella parte superiore perché poi verranno utilizzate da altri tester o vendute a prezzo scontato (e sì, le restituiamo, altrimenti saremmo ricchi).
Infine, le biciclette con qualche spessore, se non si esagera e sarebbe anche pericoloso, non perdono di bellezze. Affatto.
Quando ero ragazzino mi era capitato di uscire in bicicletta con un amico che pretendeva di usare rapporti lunghissimi “perché i corridori hanno sempre la catena in questa posizione”, mi diceva. Inutile dire che il suo ritmo di pedalata era bassissimo. Imitare i pro’ è un buono spunto, ma copiare soluzioni di chi sta in bicicletta tutti i giorni senza averne potenza, fisico e anche età, può essere deleterio.


































