Ci sono appuntamenti che, anno dopo anno, sembrano uguali e invece non lo sono mai. Eroica Montalcino, nel 2026, arriva alla sua decima edizione portandosi dietro entrambe le cose: il movimento e la continuità.
Dieci anni sono lunghi abbastanza per accorgersi di ciò che è cambiato. E brevi abbastanza perché certi dettagli restino identici.
Sono cambiate le dimensioni dell’evento. Sono aumentati i partecipanti, sono arrivati ciclisti da Paesi sempre più lontani, si sono mescolate lingue diverse nelle piazze di Montalcino. Sono cambiati i materiali, i ritmi del viaggio, il modo stesso di vivere il ciclismo. Ma c’è qualcosa che è rimasto immobile, come certi muri di pietra lungo le strade bianche: il desiderio di tornare.

Ogni anno qualcuno arriva per la prima volta e guarda tutto con occhi pieni di scoperta. E ogni anno qualcun altro torna, ritrovando gli stessi luoghi come si ritrovano vecchi amici. Le curve di sterrato, i filari che accompagnano le colline della Val d’Orcia, i ristori nelle piazze, le biciclette appoggiate ai muri dei borghi, la polvere sulle scarpe, i bicchieri riempiti di vino o acqua fresca, le parole scambiate quasi sempre con sconosciuti che per qualche chilometro diventano compagni e si sa già di che parlare.
Forse è qui che Eroica Montalcino ha trovato il suo significato più preciso. Niente numeri da capogiro come a Gaiole in Chianti, ma una dimensione diversa, più raccolta anche nel clamore, paradossalmente più mediatica.
Perché in dieci anni non è stata soltanto una somma di percorsi disegnati sulle mappe. È diventata una geografia umana fatta di relazioni, abitudini, memoria. Non soltanto pedalare, ma abitare per qualche giorno uno spazio comune. Riconoscersi dentro un paesaggio dipinto a olio, senza scarabocchi.
Chi arriva la prima volta scopre tutto questo poco per volta. Chi torna lo cerca di nuovo, sapendo già dov’è, ma non esattamente come lo ritroverà.
Per tre giorni Montalcino cambia passo. Via i turisti scaricati da furgoni lucidi, dentro biciclette e gambe impolverate. Vivere una terra significa farsene avvolgere, non guardarla da un vetro oscurato.

Si parte dal 29 maggio
Dal 29 maggio il centro storico si apre come una piazza allargata, pronta ad accogliere il ciclismo e tutto ciò che gli ruota intorno. Si parla di ambiente, mobilità sostenibile, nuove generazioni. Ci si incontra per ascoltare storie di biciclette e di uomini, di imprese sportive e di memoria. Ci sono libri presentati nei teatri, fotografie appese nei palazzi comunali, laboratori, incontri, racconti.
Poi arriverà la sera.
Piazza del Popolo si riempirà di voci, musica, luci. La celebrazione della decima edizione si mescolerà ai concerti, alle persone ferme con il bicchiere in mano, alle biciclette lasciate contro una parete mentre qualcuno saluterà un volto conosciuto da anni o ne incontrerà uno nuovo.

Il sabato è il giorno dell’attesa
Ci sono ore dense di appuntamenti e preparativi. Il sabato vedrà salire un po’ di tensione, ma il ritmo non cambierà più di tanto. Si punzoneranno le biciclette, si sistemeranno i dettagli prima della partenza, si pedalerà senza fretta tra un incontro e una degustazione, si parlerà di nutrizione e poi si farà tutto il contrario di quel che diranno gli esperti. Si dirà di Bartali e Coppi, di ciclismo vissuto e raccontato. Nel pomeriggio qualcuno sceglierà una pedalata breve, qualcun altro si fermerà in piazza, altri ancora andranno tra i vicoli guardando il continuo passaggio di telai d’acciaio, maglie di lana e mani sporche di grasso.
E la domenica, infine, resta il centro di tutto: pedalare
All’alba le strade di Montalcino torneranno a riempirsi di ruote e di passi. I ciclisti partiranno verso le del Brunello e della Val d’Orcia seguendo cinque percorsi diversi, ciascuno con il proprio carattere. Rievocare o esplorare, anche tutt’e due insieme.
C’è chi sceglierà la distanza lunga, trasformando la giornata in un viaggio fatto di salite, polvere e ore di sella. Chi preferirà una misura intermedia, abbastanza impegnativa da lasciare il segno ma non così veloce da impedire una sosta. E chi invece cercherà il tempo di fermarsi davvero: ai ristori, nei borghi, davanti a un panorama che costringe a scendere di bicicletta non per stanchezza, ma per guardare.
Le strade bianche si allungano tra vigne, cipressi e campagna aperta. Cambieranno colore con la luce, come ogni giorno, sempre diverso. Cambiano consistenza sotto le ruote. Cambiano ritmo durante la giornata.
Dopo dieci anni, tutto sarà cambiato. E nello stesso tempo tutto sarà rimasto esattamente dov’era: su una strada bianca, tra le colline, con qualcuno che parte e qualcuno che ritorna.
Il programma completo degli eventi del Festival di Montalcino è su: https://www.eroica.cc/festival-montalcino/


































