di Guido P. Rubino
E se Chiappucci avesse avuto le gambe di Bugno? E se Moser lo scatto di Saronni? Il ciclismo è pieno di ipotesi, di caratteristiche viste in corridori che mancavano di altro. Ci sarebbe voluto qualcosa di più a volte, il mix giusto per creare il campione. Il ciclista perfetto.
Proviamoci allora e che sia il più forte di tutti, magari anche di Merckx che è pur sempre un uomo. Si potrebbe pensare a un superuomo, uno sintetizzato prima di nascere, così non si sbaglia e niente intrugli, si azzera la necessità sul nascere. E pure se si sbaglia ci si va comunque vicino.
– Sì, ok, ma come facciamo?
Be’, occorre pensare a due campioni, ma non necessariamente due fortissimi, e unire il patrimonio genetico. Verrà sicuramente più forte di tutti, nessuno è stato concepito così, no?
– Dice ok, chi scegliamo?
– Pensa a Gimondi e Merckx
– No dai, troppo così, poi uno è belga, l’altro italiano
– E allora? Che vuol dire?
– Proviamo due meno clamorosi, quelli li conoscono tutti, poi magari si capisce e sembra fatto apposta.
– Allora proviamo uno che ogni tanto perdeva e uno che pure vinceva da forte ma non esagerato, un cagnaccio, che appassionava la gente. E poi?
– Poi magari uno pure molto forte ma non troppo vincente, così non diamo troppo nell’occhio.
– Fammi pensare
– Che ne dici di due tipo Poulidor e Van der Poel?
– Sì, perfetti, dai facciamolo, chi vuoi che se ne accorga. Vediamo che succede.
Nell’Iperuranio ciclistico dev’essere avvenuta qualcosa del genere, un giorno, un po’ di anni fa. Il resto è un “Idea” messa in moto nel modo migliore possibile. Nome in codice: MVDP.
28 giu 2021 – Riproduzione riservata – Cyclinside


































