2 set 2017 – L’ultima mandata di chiave ai portoni di Eurobike, a Friedrichshafen è stata data sotto un cielo autunnale di pioggia e freddo. Nonostante questo qualcuno ha insistito a provare le biciclette anche sotto il diluvio ma si sa, in Germania si pedala di più e la pioggia non può essere un freno. Pian piano lo stiamo scoprendo anche da noi ancora troppo abituati alla rincorsa ad auto che non sappiamo più dove mettere.
Intanto siamo tornati alla base con un po’ di cose da raccontare e alcune curiosità. Presto per fare il conto di tutto. Ci sarà un bel po’ da scrivere ancora oltre alle novità e curiosità già pubblicate in questi giorni. Abbiamo salutato l’ultima edizione di fine estate della fiera tedesca che dall’anno prossimo sarà in pieno luglio. Una nuova data voluta dalle aziende (che iniziavano a disertare i padiglioni sempre più numerose a dispetto di un pubblico che le bici le vuole vedere) e che darà qualche pensiero agli organizzatori. Luglio per i Tedeschi è periodo di vacanza e la logistica già sotto pressione di una zona che non è fatta per accogliere tante persone ne avrà a soffrire ancora di più.
La prossima edizione di Eurobike non avrà più il giorno di apertura al pubblico. Non ufficialmente perché c’è da scommettere che si chiuderà un occhio e anche tutti e due. I biglietti gratuiti mandati anche in Italia quest’anno fanno pensare. Però c’è da preoccuparsi a prenotare gli alberghi. Ansia legittima perché in quel periodo vacanziero qualcuno ha già detto che per soli tre giorni non si accettano prenotazioni: solo una settimana, oppure cercare altrove. È il problema di una fiera cresciuta a dismisura per bravura degli organizzatori ma in una posizione logisticamente pazzesca (molti ormai sono abituati ad avere l’albergo a più di 40 chilometri da Friedrichshafen).
Certo, se in Italia non ci si perdesse in chiacchiere e le aziende fossero consapevoli della loro forza tutte insieme potrebbero diventare una potenza. Ma per ora copiano troppo dalla nostra politica (da cui pure dipendono per vari aspetti) e pensano al proprio orticello. Va così e ci adegueremo. Ma certo di voglia di andare in fiera in giro ce n’è tanta.
Intanto archiviamo fotografie e ordiniamo appunti e cartelle stampa. Il primato dell’idea più originale, per quanto riguarda le cartelle stampa, quest’anno, lo diamo a Tom Ritchey. Poi vi racconteremo anche cos’ha portato in fiera l’artigiano americano assieme a tanti altri produttori.

Voi restate sintonizzati e, se non l’avete già fatto, salvate la pagina delle novità tra i preferiti. Ne troverete di cose interessanti…
Guido P. Rubino


































