A Eurobike, Francoforte, è il giorno dell’allestimento. Caos e falegnami al lavoro ma anche primi interventi interessanti e la conferenza stampa d’apertura ha detto già qualcosa assieme al primo giro che abbiamo fatto tra gli stand in allestimento.
Si è parlato di mercato, ovviamente, non ci sono rotte diverse rispetto a quanto vi abbiamo già raccontato tra la situazione globale e quella italiana. La bicicletta, oggi, ha più il problema di raccontarsi al pubblico, farsi capire e, quindi, far passare le novità come interessanti perché alcune lo sono davvero e decisamente utili. Il focus è soprattutto sulla mobilità.

La sostenibilità? Non basta più
Tra i temi emersi con maggiore forza c’è quello della comunicazione. Secondo diversi interventi, il messaggio legato alla sostenibilità rischia di non essere più sufficiente per conquistare nuovi utenti. La bicicletta continua a rappresentare una soluzione efficace per ridurre l’impatto ambientale, ma il settore sembra orientato a spostare l’attenzione su aspetti più concreti e immediatamente percepibili, come la salute pubblica, il benessere personale e la qualità della vita.
Un cambio di direzione che nasce dalla consapevolezza che molte persone conoscono già i vantaggi ambientali della bicicletta, ma non per questo scelgono di utilizzarla. Da qui la necessità di uscire da un dibattito spesso percepito come ideologico e costruire una comunicazione più vicina alle esigenze quotidiane degli utenti. Uso la bici principalmente perché mi serve per risolvere problemi quotidiani. Se poi salva il mondo, meglio.
La bicicletta è più facile da rubare
Tra gli ostacoli evidenziati c’è anche il tema della sicurezza contro i furti. Il valore crescente delle biciclette, soprattutto elettriche, rappresenta infatti una barriera concreta all’utilizzo quotidiano. Nel dibattito è stato sottolineato come la mancanza di sistemi di parcheggio realmente sicuri continui a limitare la diffusione della mobilità ciclistica nelle città europee.
Eurobike, intanto, continua a trasformarsi
Le novità più rilevanti riguardano però il futuro della stessa manifestazione. Gli organizzatori hanno confermato una trasformazione già anticipata nei mesi scorsi: Eurobike sarà sempre meno una semplice fiera e sempre più una piattaforma permanente dedicata al mondo della bicicletta e della mobilità elettrica.
L’evento manterrà il proprio ruolo di riferimento internazionale per il business, ma con un nuovo modello. La manifestazione B2B diventerà biennale e continuerà a svolgersi a Francoforte nel mese di settembre. L’obiettivo dichiarato è ridurre la pressione sui budget delle aziende e concentrare maggiormente l’attenzione sulle novità di mercato. Oppure si torna a quell’alternanza che una volta sembrava funzionare così bene tra Italia e Germania (con la fiera di Milano e quella di Colonia che non si facevano la guerra).
Parallelamente verranno sviluppate iniziative dedicate al pubblico finale attraverso festival, eventi territoriali e roadshow, separando quindi in modo più netto le attività professionali da quelle rivolte ai consumatori.
Secondo gli organizzatori, il valore principale di Eurobike continuerà a essere rappresentato dal programma di conferenze, incontri e dibattiti, considerato il luogo in cui si definiscono trend, strategie e visioni future del settore.

La fase critica è superata
Durante la conferenza sono stati presentati anche alcuni dati relativi al clima di fiducia dell’industria. Il quadro emerso descrive un settore che non vive più la fase critica degli ultimi anni ma che non ha ancora ritrovato un reale ottimismo. L’indice utilizzato per misurare il sentimento degli operatori colloca infatti il mercato in una posizione intermedia: lontano dalle difficoltà più acute, ma ancora distante da una situazione di piena fiducia.

Le donne come principale opportunità di crescita
Uno dei dati più interessanti riguarda il mercato femminile. Secondo le analisi presentate, le donne generano già oggi circa 4,5 miliardi di euro di fatturato nel settore della bicicletta, ma rappresentano solo il 38 per cento delle vendite.
Un divario significativo se si considera che costituiscono oltre la metà della popolazione. Secondo le stime illustrate durante la conferenza, il settore potrebbe generare fino a 950 milioni di euro aggiuntivi riuscendo a intercettare meglio questo pubblico.
La questione non viene però interpretata come un problema di domanda. Al contrario, la percezione è che esistano ancora numerose barriere all’accesso. Tra queste emergono soprattutto i temi della sicurezza nel traffico e della sicurezza percepita nell’utilizzo della bicicletta. Elementi che sembrano avere un peso maggiore nelle decisioni d’acquisto delle donne rispetto agli uomini.

Software e intelligenza artificiale sempre più centrali
La tecnologia rappresenta un altro dei filoni destinati a influenzare il futuro del comparto. Gli organizzatori hanno mostrato come strumenti basati sull’intelligenza artificiale siano già utilizzati per favorire il networking tra aziende, espositori e visitatori professionali.
Ma il cambiamento più profondo riguarda il prodotto stesso. Sempre più spesso si parla di biciclette definite dal software, un concetto mutuato dal settore automobilistico. In futuro, secondo questa visione, la qualità dell’esperienza digitale e delle funzionalità software potrebbe diventare un fattore determinante nella scelta di una bicicletta, esattamente come già avviene per altri veicoli.

Resta però un elemento che continua a distinguere il mondo bike: l’esperienza diretta. Per quanto avanzata possa essere la componente digitale, la sensazione di guida, il comportamento dinamico e il feeling di una bicicletta possono essere compresi soltanto utilizzandola realmente. Ed è proprio su questo punto che una manifestazione come Eurobike continua a rivendicare il proprio ruolo.
Più che una vetrina di prodotti, la fiera tedesca sembra voler diventare il luogo in cui l’industria prova a immaginare il proprio futuro.

































