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Home Tecnica Materiali fibra di carbonio

Fibra di carbonio, dubbi e controlli (anche a raggi X)

Redazione di Redazione
22 Febbraio 2021
in fibra di carbonio
5
Fibra di carbonio, dubbi e controlli (anche a raggi X)

La situazione è spinosa, come sempre quando si parla di garanzie. Il pubblico è prevenuto, le aziende pure. E parlando di fibra di carbonio ci si metta anche la “misteriosità” del materiale che si presta ad interpretazioni diverse.

Questo articolo nasce da una lettera di un lettore che riassume molti dei problemi in cui si riconosceranno, ahimè, tanti clienti di diversi marchi.

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Gianfranco ha acquistato un telaio di marca. Ha affrontato una spesa importante ed ora, senza aver avuto alcun incidente, si trova tra le mani un telaio inservibile e non riconosciuto in garanzia dalla casa madre.

La vicenda è emblematica e porta con sé diversi spunti. Ecco la lettera di Gianfranco:

“…ho acquistato un telaio Specialized Tarmac Sl3 a ottobre 2010 quando l’ho portato a far montare i componenti avevamo notato una lesione sul tubo orizzontale ma il mio meccanico mi disse che poteva essere un difetto di vernice, dopo la quinta uscita mentre lo stavo pulendo ho visto in quel posto una bella lesione. Ho avvisato il mio rivenditore nel frattempo la domenica successiva ho provato a uscirci ma sono dovuto ritornare a casa perché c’è stato un altro cedimento in quel punto. Ho mandato il telaio dal mio rivenditore il quale l’ha spedito alla Specialized Italia. Dopo l’analisi del responsabile delle garanzie, mi è stato detto che la lesione è causa accidentale. Mi hanno proposto un’offerta commerciale su un telaio nuovo. Ma è mai possibile che un telaio di 2.700 euro di listino uscito difettoso non venga sostituito?…”

Come potete immaginare, la questione è delicata. Da una parte il lettore ha sicuramente diritto a godere del suo telaio perfettamente funzionante, dall’altra l’azienda porta le sue ragioni. Noi di Cyclinside abbiamo contattato direttamente Specialized Italia BC per fare chiarezza.

«Purtroppo il danno presente su quel telaio – ci hanno risposto dal controllo qualità – è chiaramente dovuto ad un fattore accidentale. Le analisi che abbiamo effettuato non lasciano spazio a dubbi».

Che fare dunque? Il lettore, istintivamente (e possiamo capirlo) punta il dito sull’azienda che ha realizzato il telaio. È anche giusto, però, dare delle spiegazioni in più: Specialized Italia non è un semplice importatore, è una filiale che lavora a stretto contatto con la casa madre americana. E il personale segue aggiornamenti continui nella sede centrale per potersi comportare sempre in maniera professionale e agire di comune accordo con la base californiana. «Tant’è che in caso di rotture dubbie – spiegano da Specialized Italia – le indicazioni sono chiaramente a favore del cliente: il telaio va sostituito».

A questo punto, stante la buona fede delle due parti, l’attenzione si sposta sul venditore. Non senza aver tirato le orecchie al meccanico che ha montato il telaio. Un professionista avrebbe dovuto accorgersi del problema e, quanto meno, farsi venire il dubbio. Così, di fatto, ha mandato in giro un suo cliente su una bicicletta potenzialmente pericolosa. Inoltre, avendo usato il telaio, diventa anche più difficile dimostrare che il danno non sia avvenuto per cause dell’utilizzatore. Insomma, un bel pasticcio che, a quanto ci ha informato Gianfranco nella corrispondenza successiva, avrà un seguito in tribunale.

E se il telaio fosse caduto al momento di tirarlo fuori dalla scatola? In questo caso, appunto, la responsabilità potrebbe spostarsi sul venditore, ma anche qui è tutto da dimostrare. Gianfranco, intanto, resta senza telaio, che pure non ha pagato poco e naturalmente avrebbe tutto il diritto di utilizzarlo.

Più in generale il discorso si sposta sulla sicurezza del carbonio. «Possibile che siano così fragili i telai in fibra di carbonio?» iniziano a chiedersi diversi utenti del carbonio. E se cercate, non c’è telai piuttosto famoso che non sia citato tra i vari problemi. In questo caso abbiamo parlato della casa americana perché siamo partiti da un caso specifico, ma c’è anche da considerare una proporzione di diffusione. Specialized sta vendendo tantissimi telai in Italia, così come altri marchi di primo livello. È normale che i problemi siano numericamente di più, ma andrebbero rapportati ai telai venduti per avere una effettiva incidenza delle problematiche. E probabilmente si scoprirebbe di essere comunque nella media. 

Infine, un cenno va fatto alla competenza del personale che verifica i telai. Ormai la fibra di carbonio non è più un materiale giovane e di esperienza se n’è accumulata parecchia in questi anni. Insieme all’esperienza di lavorazione si è accumulata anche esperienza nel valutare i danni ed è quasi sempre possibile distinguere tra difetto di fabbricazione e incidente. Nonostante questo la percentuale di incidenti che si cerca di far passare come cedimenti è molto alto. Ci provano in tanti, insomma, spesso spalleggiati dai propri rivenditori.

Il terreno è scivoloso ed è importante essere sicuri di fare le cose per bene.

Indicativo in questo senso l’indagine portata avanti anche dalla rivista Bicitech: quasi metà delle rotture occorse (in questo caso non si parla solo di fibra di carbonio) sono imputabili ad un errore di montaggio. Un dato impressionante che lo diventa ancora di più se si considerano le rotture che avrebbero potuto essere state “prese per tempo” con un’analisi dell’oggetto rotto. Insomma: ok il fai da te, ma è indispensabile rispettare alla lettera le istruzioni di montaggio e utilizzare le chiavi adatte. Tanto per rimanere in tema la situazione appare ancora più desolante parlando di rotture di viti e filetti. L’incidenza dell’errore umano in questo caso è ancora maggiore.

Ulteriori informazioni sulla fibra di carbonio sono disponibili su questa pagina.

Si ringrazia ATR Group per le immagini che ha gentlmente fornito per le analisi sulla fibra di carbonio.

Un telaio in alluminio/carbonio nello stampo di lavorazione.
L’immagine risultante da una termografia. In questo caso si tratta di una testa forcella che appare assolutamente regolare e senza problemi interni che verrebbero evidenziati facilmente da questo tipo di indagine.
La preparazione della termografia.
Qui sopra, invece, un controllo ad ultrasuoni (si tratta di un pezzo automobilistico) che mette in evidenza le irregolarità della risposta della parte.
L’analisi di un elemento in carbonio ai Raggi X. In questo caso è il pezzo di un’automobile.
Tag: dubbifibra di carbonioraggi xriparazionirottureultrasuoniverifiche

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Commenti 5

  1. gaetano says:
    10 anni fa

    se così difficile stabilire
    la responsabilità della
    rottura di un telaio in
    carbonio forse sarebbe meglio
    tornare ai telai in alluminio
    o titanio e rivedere non ultimo
    anche in considerazione del costo

    Rispondi
    • Redazione Cyclinside says:
      10 anni fa

      La fibra di carbonio ha caratteristiche differenti rispetto ai metalli. Di questo occorre tenere conto anche nel normale utilizzo della bicicletta (ad esempio se la si trasporta agganciata e morsetti o con altre biciclette).
      Ma sapendo con cosa si ha a che fare i rischi di rotture non sono maggiori rispetto ad altri materiali. Piuttosto è complicato, a volte, rendersi conto dei motivi di alcune rotture. I protocolli delle aziende sono molto precisi e difficilmente sbagliano. Tra l’altro, va detto – anche se le aziende non lo dicono molto – chi produce i telai ne conosce molto bene tutte le caratteristiche ovviamente. Anche i punti deboli e se avviene una rottura insolita si sa già come orientarsi.

      Rispondi
  2. mario says:
    7 anni fa

    penso che un telaio prima di essere commercializzato dovrebbe avere un giusto compromesso
    fra peso e resistenza,anche per la sicurezza stessa dei ciclisti che la tengono per anni.magari qualche grammo in piu in certi punti non guasterebbe,..nella zona forcellini per esempio usare alluminio,piu spessori in zona mov centrale e sterzo.ecc
    la differenza di peso sarebbe minima.

    Rispondi
  3. Vincenzo says:
    5 anni fa

    Salve volevo porre alla vostra attenzione ciò che mi è successo la scorsa settimana durante una uscita con 2 amici . Sono possessore di una Tarmac S-WORKS top di gamma SL7 2021 , che inspiegabilmente alla fine si una discesa con notevoli buche e asperità, ho trovato rotta ( credo rotta perché onestamente non ne sono sicuro ) nella zona del carro posteriore. Il rivenditore a cui ho portato la bici , quello dove l’ho comprata a inizio Anno, appena l’ha vista ha detto un “sasso” , che onestamente a me pare difficile, perché prendere in quel punto senza fare altri segni nel telaio ( non vi è alcun che ) rende a me inverosimile questa ipotesi. Il rivenditore si è rivolto a Specialized inviandogli foto che io non ho visto e una spiegazione dell’accaduto sommaria a mio avviso e con poca convinzione per essere colui al quale ho dato 11500€.
    Comunque la risposta della casa madre è arrivata in un paio d’ore !!! E in modo freddo e sbrigativo hanno risposto che si è verificato per causa accidentale non avevo perciò intenzione di fare nulla a riguardo .
    Io sono sconcertato del fatto che pagando 11500€ una bici , questi signori, basandosi solo su alcune foto ( che io non ho visto ) che ha inviato il rivenditore , possano liquidare la questione in 2 righe su una mail.
    Ho detto loro che avrebbero almeno potuto visionare il telaio per verificare che non vi fosse altro , micro crepe o altro che sia invisibile a una prima occhiata .
    A questo punto mi chiedo a che serva il negoziante e se non sia meglio risparmiare soldi e acquistare direttamente su internet da costruttori tipo Canyon ai quali almeno non devi pagare altri costi commerciali.
    La loro presunzione nell’ attestare che sia stato accidentale è sconcertante, vi chiedo aiuto almeno per porre all’attenzione dei più di controllare i loro telai, della stessa casa o per divulgare ciò di cui vi ho messo a conoscenza. Vi allego alcune foto e se per caso crediate di volere altre informazioni non esitate a contattarmi.
    Naturalmente ho foto e documentazione dell’accaduto comprese testimoni che erano con me quel giorno.
    Saluti

    Rispondi
    • Redazione Cyclinside says:
      5 anni fa

      Salve Vincenzo, risposta approfondita qui:
      https://cyclinside.it/telai-top-di-gamma-garanzie-e-aziende/

      Rispondi

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