Gentile Direttore,
ricordo che anni fa, in qualche articolo, Lei accennava a voci di corridoio secondo cui sarebbe stato introdotto qualcosa di nuovo a livello ruote, allo scopo di velocizzare i cambi ruota con disco freni.
Ad oggi assistiamo a scene tragicomiche nel gruppo pro, dove piuttosto che cambiare la ruota si dà al corridore un’altra bici.
A parte il sistema di Fasten Bike, che a mio avviso introduce problemi ben più importanti rispetto a quelli che vuole risolvere (tale sistema ha un mozzo troppo stretto a scapito di campanatura raggi e rigidità/robustezza ruota), siete a conoscenza di un prossimo grande cambiamento in tal senso da parte di qualche autorevole azienda?
Ho adocchiato in rete il sistema Project Dual della francese Legend Wheels, che lascia il disco vincolato al mozzo ma la cassetta vincolata al telaio anche a ruota rimossa, per una effettiva velocizzazione.
Sapete se in questa direzione sono in atto cambiamenti?
Grazie, chiedo scusa per il tempo rubatole.
Andrea Martini
Che memoria, caro Andrea,
è vero, le idee non mancano e il sistema Fasten Bike è solo l’ultimo. In passato avevamo parlato anche dell’idea avuta da un meccanico storico del ciclismo, Stefano Scarselli, che aveva ideato una soluzione interessante (eccola qui). Andando a scavare ancora in archivio, avevamo parlato di queste soluzioni (cliccare qui) antecedenti anche ai freni a disco in bicicletta. Insomma, le idee non mancano e, sono sicuro, non mancheranno ancora. Anche per risolvere i problemi di campanatura che possono venire fuori da soluzioni che riducono la soluzione del mozzo.
Ma soprattutto il problema è uno standard che dovrebbe diventare universale per poter funzionare davvero. Altrimenti sarebbe di difficile applicazione. Questo vuol dire che dovrebbe essere adottato, e spinto, da aziende importanti di settore. Difficile, praticamente impossibile, che una rivoluzione di questa portata possa partire da una piccola azienda se il resto del mondo e le gare professionistiche che lo trainano, sono su uno standard diverso.

































