Alcuni passavano composti, tranquilli, con un passo che ti veniva da dire che “avrei potuto tenerlo anche io. Sì, magari.
Il fatto è che una cronometro di 42 chilometri non interessa a tutti, certo, c’è il tempo massimo, ma se sai che domani c’è da faticare è meglio fartela piano, tanto hai dietro l’auto che sa dirti il ritmo migliore. E si porta la bicicletta all’arrivo.
>>> Speciale Giro d’Italia 2026
Poi è partito Filippo Ganna. Sul lungomare assolato di Viareggio, che ha finalmente soffiato via i nuvoloni neri della mattina e al pioggia della notte, il nostro Filippo nazionale e tricolore (è campione in carica della crono, chi altri se non lui?) ha fatto capire la differenza tra correre una tappa a cronometro e andare a vincere una tappa, o almeno provarci. Una ventata di un attimo e il pubblico di tutte le età si è già ripagato di almeno metà di questa giornata in Versilia che ha fatto domenica di martedì. Gli ombrelloni sono pure aperti, ma le persone sono tutte lì sulle transenne, a scuoterle e applaudire. C’è il Giro.
Filippo Ganna ha fatto il “Pac-Man” lungo il budello del percorso disegnato vicino al mare, mangiando uno dopo l’altro quelli partiti prima di lui. Al punto che, a un certo punto si è perduto pure il conto. Ne ha superati sei o sette? Di più? L’ultimo gli è sfuggito proprio a una manciata di metri dal traguardo. Un corridore della Bardiani che si faceva la sua corsa tranquillo e chissà se ha capito al volo che gli stava per piombare addosso Top-Ganna. L’ha lasciato dietro per qualche metro e gli è sfilato a sinistra mentre fermava il ciclocomputer.
Intanto anche Eulalio festeggia per aver tenuto una maglia rosa insperata.
Results powered by FirstCycling.com



































