Due temi tecnici importanti da questa giornata.
Il primo: abbiamo incrociato Mauro Gianetti stamattina a Porcari, alla partenza di tappa, la battuta ci è venuta: «Ma non è che con Yates fuori gioco per la UAE, alla fine, è diventata una fortuna, tanto Vingegaard mica l’avrebbe battuto Adam…?»
Lui si è fatto una risata e no, la battuta su Vingegaard dato per scontato rispetto a Yates non l’abbiamo fatta, ci siamo trattenuti, ma nella sua risata c’era qualcosa del genere.
«Certo che ho detto ai ragazzi che ora sono tutti liberi» Poi abbiamo parlato di altro (che presto vi racconteremo). Gianetti ha molte idee in testa.
Anche Narvaez, che è arrivato al Giro senza clamori e senza corse nelle gambe, sa bene come stanno le cose e se la ride, oggi per la terza volta.

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Secondo tema tecnico: ci è venuto chiaramente il dubbio che Vingegaard ieri se la sia presa scientemente comoda. Non è andato piano, ma tutto sommato quei 27 secondi di vantaggio lasciati a Eulalio in maglia rosa gli sono tornati proprio comodi a cominciare proprio da oggi. Da Porcari a Chiavari la tappa è stata un mal di testa tattico per buona parte della giornata.
Fuga che non partiva, ritmo pazzesco e, a un certo punto, chi è che deve mettere ordine nel caos se non la squadra della maglia rosa. Barhein davanti, quindi, a spendere energie. Visma Lease a Bike, di Vingegaard, ben al coperto, se non chirurgicamente davanti per proteggere li capitano in discesa.
Ecco allora che Jonas Vingegaard e i suoi strateghi se la ridono sotto il casco:
stanno facendo un Giro d’Italia vittorioso completamente gratis.
Jonas vince dove non può evitare e al minimo sindacale, per il resto lascia fare agli altri.
Lo avevamo scritto qualche giorno fa: Vingegaard si comporta come se avesse la maglia rosa e non sono certo qui 27 secondi di Eulalio, uno che – almeno sulla carta – nelle tappe di vera salita dovrebbe perdersi, a fare la differenza. Però lascia fare e la crono ne è la prova. In fondo non era neanche una cronometro adatta proprio a uno come Vingegaard. Tutta piatta come quasi non se ne vedono più nel ciclismo, Vingo è uno che vince, quando può, le crono più difficili di questi ciclismo moderno che sta annullando i cronoman (e quando lascia fare, vivaddio, si gode Top Ganna). Intanto gli fa comodo fare da miglior gregario di Eulalio. Se l’obiettivo è il Tour è perfettamente in orario.
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