Tappa da fuga, con selezione tra i più lontani della classifica generale. La tappa, oggi, si è giocata al momento di scegliere che potesse andare in fuga, il resto sarebbe stato quasi scontato per giocarsi la vittoria finale.
Ma non annoveratela come passeggiata: la media finale è stata molto alta.
Roba che quasi un Fiandre, roba da Bettiol che ha sfruttato proprio la salita finale per lasciare Leknessund che era stato il primo a scattare senza fare calcoli.
Tappa giusta per lui che ha risollevato la noia degli italiani. Dopo Ballerini e Ganna è lui il terzo italiano a firmare una tappa al Giro 2026.

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Il Giro d’Italia è ancora lungo ma possiamo dire, senza troppe possibilità di errore, che questa sarà probabilmente marchiata come la tappa più noiosa di questo Giro d’Italia. Una tappa dura domani, la Aosta Pila, uno zampellotto spaccagambe per i velocisti nel finale sono stati sufficienti per lasciar andare via la fuga senza che nessuno si preoccupasse di andare a recuperare.
Dieci minuti di vantaggio per la fuga, in una tappa così, diventano quasi scontati. Bettiol, però, ci mette tutti d’accordo. Almeno noi italiani.
E dopo la fuga, musica da ballo.

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