A 6,6 chilometri dalla vetta Jonas Vingegaard ha dimostrato che la sua condizione sta crescendo bene. Se vinceva quando era un bel po’ di punti percentuali in meno di forma oggi ha dimostrato che la forma sale. La maglia rosa si aggiudica il quarto arrivo in salita in maniera inesorabile.
Vingegaard è tornato a essere quello dei giorni migliori e a sottolineare le differenza col resto del mondo, in assenza dell’avversario storico.
Dietro non ce n’è per nessuno, neanche per Gall che ha rischiato il fuorigiri per una risposta d’istinto, prima di lasciare di nuovo alla ragione.
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Una tappa di 113 chilometri te la bevi in un sorso unico. Giulio Ciccone ha fatto una sorsata unica dei primi quattro gran premi della montagna, forte e nervoso nel caldo svizzero in questa tappa di oltreconfine da Bellinzona a Carì.
Tattica curiosa della Bora che ha affrontato forte l’inizio dell’ultima salita facendo, come prima vittima, proprio Giulio Pellizzari. Curioso, quanto meno e gradi di capitano della squadra definitivamente a Hindley.
L’ultima settimana è iniziata con un si salvi chi può e una Visma Lease a Bike granitica e in perfetto controllo. In gruppo c’è tanta fatica che non è sparita certo con il giorno di riposo.
Se Pellizzari è crollato noi possiamo sorridere, comunque, per Piganzoli, ultimo luogotenente di Vingegaard ormai in odore di maglia bianca.
La nota che ci piace? Egan Bernal in crescita. Non serve per la classifica, non serve per vincere, ma vederlo bene fa bene a tutti.
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