È finita come al solito. In salita Vingegaard ha preso il suo ritmo senza strafare e ha vinto da solo al termine dalla seconda scalata di Piancavallo. Davanti il Giro che finisce, dietro le posizioni che si vanno a definire.
Finisce così, con la maglia rosa che ringrazia e saluta. Jonas non ha nemmeno sudato, all’apparenza.
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Poco dopo le 15.40 al Giro d’Italia è iniziata l’ultima salita. Davanti gli ultimi tre, Crescioli e Arrieta, Leknessund a prendere acqua cercando di pescare energie ormai finite. Dietro Pellizzari a fare ormai il conto alla rovescia dei chilometri dal traguardo. Crescioli spinto da pubblico ed entusiasmo a cercare gloria prima di essere risucchiati dal gruppo di una Visma con precisione da orologeria. Vingegaard è partito quando ha visto che Piganzoli non ne aveva più. La maglia rosa, oggi, avrebbe voluto portare alla maglia bianca il suo compagno di squadra, ma quando ha visto che non avrebbe avuto più si è messo davanti e ha accelerato. Poi Piganzoli ha anche recuperato su Eulalio, ma il capitano era già lontano.
Dietro scomposto per posizione e fatica solo Gall, ma giusto un attimo, prima di lasciarlo ancora andare.
Questo Giro d’Italia, pian piano, diventa storia da raccontare, forse senza troppa voglia, con l’epilogo domani a Roma. Punto finale della corsa nella Città Eterna che -speriamo – non sarà costretta a inchinarsi davanti ai capricci del gruppo. Il circuito romano ormai è collaudato, conosciuto, e spianato.
I corridori sono avvisati.
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