Tredici chilometri si bevono in un soffio, ma a cronometro possono diventare una bevanda indigesta che non fa danni per la classifica finale ma può farli sulla classifica generale provvisoria del Giro d’Italia.
E allora giù a tutta, che una tappa del Giro, anche in terra albanese, vale tantissimo, una carriere o, almeno, un contratto più dignitoso. Ma anche una riscossa, come quella di Roglic che è sembrato pedalare pure più forte di Tarling, il favorito di giornata e provate a dirmi che sono vecchio. Il “vecchio” che arriva a un secondo dal giovane specialista dà un po’ di sale a questa cronometro tutt’altro che piatta. Roglic soffia la maglia rosa a Pedersen per un soffio. Domani potrebbe riprenderla.
Delusi di giornata? Probabilmente Ayuso, lontano da Roglic, ma forse sofferente dalla caduta di ieri. Meno preoccupato Giulio Ciccone per il suo ritardo oltre i 40 secondi, in fondo aveva detto di puntare “solo” alle tappe.
Intanto ci siamo goduti una bella cronometro, un percorso che, con la sua salita a metà gara, ha messo sullo stesso piano uomini di classifica e specialisti della cronometro.
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