Gentile Direttore, le scrivo dopo l’arrivo della tappa di Milano. Trovo veramente vergognoso,la neutralizzazione a 16km dall’arrivo. Un conto se si parla di sicurezza dei ciclisti per condizioni pericolose ma da quanto visto e sentito al processo alla tappa alla fine non mi sembra che ci siano state condizioni di pericolo così elevate da portare alla direzione corsa ad una soluzione del genere. Anche perché poi la volata l’hanno fatta lo stesso e sono pure caduti con testate e spallate nelle retrovie. Ma allora di cosa stiamo parlando?
A me è sembrato che la protesta sia arrivata più dalla Visma e da Vinghegard che non vuole rischiare la sua presenza al Tour de France piu che la vittoria al Giro. Poi chissà perché quando sono al Tour hanno dagli arrivi ben più pericolosi ma la nessuno protesta anzi zitti e muti altrimenti poi non è gradita la presenza. Mi sembra un comportamento molto ipocrita anche perché abbiamo visto diverse volte al Tour situazioni pericolose ma mai contestazioni come al giro . Secondo me la direzione si è piegata alla volontà di Vinghegard ma non per motivi disicurezza.
Damiano Periti
La neutralizzazione dei circuiti nelle grandi città, le cime innevate troppo innevate, la pioggia troppo fredda… negli anni il Giro d’Italia ha subito le pressioni dei corridori in maniera esagerata. Così il Giro si ridimensiona ancora di più e i corridori perdono credibilità. E il ciclismo, tutto insieme, ne perde.
Vingegaard sta vincendo senza entusiasmare e ieri ha fatto una brutta figura, mandato avanti anche da altri che poi si nascondono. Almeno così è sembrato sentendo le sue dichiarazioni lasciate senza riscontro di altri corridori che hanno attribuito a lui tutta la responsabilità della decisione.
Insomma, brutte cose per il ciclismo che rischia di snaturarsi. E le critiche di tanti ex corridori parlano chiaro.
Martinello, all’ennesimo capriccio del gruppo al Giro d’Italia, disse una volta che le decisioni non le devono prendere i corridori, perché le prendono sbagliate. Ecco, il problema è qui. Ci sono i direttori sportivi, i procuratori (che spesso hanno anche più potere dei DS) che dovrebbero guidarli.
Anche ieri si sono dimenticati che il pubblico – bello e numeroso quello di Milano – merita rispetto.



































