11 mag 2016 – Nella tappa di oggi Daniel Oss è rimasto vittima di una scivolata mentre era in fuga. Una curva presa male, perdita di aderenza della ruota anteriore e giù. Tra controllo delle ferite e sostituzione della bicicletta quando Oss è ripartito aveva circa un minuto e mezzo dagli ex compagni di fuga. “Però rientra senza problemi” erano sicuri i commentatori e tutti gli altri. E così è stato.
Ha fatto un numero da fenomeno Oss? Sicuramente il corridore è forte, ma in questi casi ci sta anche un aiuto esterno con i giudici che chiudono un occhio.
L’ammiraglia che si avvicina con la scusa di controllare, una borraccia data al corridore con un passaggio un po’ più lungo (la retropoussette, avete presente?), qualche scia… ci sta tutto. Si recupera solo una sfortuna e nessuno si lamenta. È un codice non scritto nel manuale del ciclismo che conoscono i corridori, i mezzi in strada e pure i giudici e va bene così.
Nessuno scandalo insomma a meno di non esagerare come capitò a Nibali alla Vuelta che fu pizzicato in maniera probabilmente inconsapevole, dalla telecamera sull’elicottero in un’operazione di traino troppo plateale. La squalifica, in quel caso, fu sacrosanta. Ma se nessuno avesse visto sarebbe stato lo stesso? Probabilmente no. Certe cose capitano anche più spesso di quel che si dice, ovviamente.
Redazione Cyclinside


































