La prima settimana di un Giro d’Italia normalmente è noiosa. Anzi no, perché se nella media è così, negli ultimi anni il Giro d’Italia ci ha abituati a uno spettacolo coinvolgente sin dai primi giorni. Forse, con il Giro 2022, siamo un po’ sotto la media per ora, ma è presto per andare a conclusioni. Ci va bene così e se non c’è il campione che ha calamitato la nostra attenzione (gli ultimi grandi giri ci hanno un po’ viziati) il protagonista atteso ed esaltante è il pubblico.
Prendete la replica di una tappa qualsiasi e puntate a caso nel cursore della barra temporale: trovate pubblico sin dai primi chilometri in quasi tutte le tappe. E se è normale trovare il pubblico in salita, altrettanto ne troverete in discesa, dove i corridori passano più forte che mai.
C’è così voglia di Giro d’Italia che si va ovunque ad applaudire. Voglia di fare festa, anche accalcarsi, girare il collo velocemente per vederli arrivare e salutarli andare via. Il ciclismo è un presente tra attesa e ricordo, è fatto di un attimo preziosissimo e unico, diverso per tutti, da raccontare per giorni.
Andiamo sulle strade a salutare Nibali che ci ha concesso questo giro d’onore speciale. Un Giro d’Italia invece che un giro di campo: ci possiamo arrivare davvero tutti a salutare lui e gli altri protagonisti. E sei ci sentiamo un po’ smarriti, orfani di protagonisti che ci avevano abituati a combattimenti e sorprese, godiamoci il pubblico che fa grande il Giro e i suoi corridori.
C’è un pubblico che attende di essere conquistato che mette a disposizione piccole aspettative che possono diventare grandi ricordi. Dai corridori, sono tutti per voi.
14 mag 2022 – Riproduzione riservata – Cyclinside


































