17 mag 2017 – I corridori della Sky, stamattina, erano sui rulli. Visto l’andazzo anche altri hanno tirato fuori i rulli e giù a macinare, per arrivare sudati al via, come faceva Merckx con i suoi gregari quando c’era da fare la guerra.
È il Giro d’Italia che tira fuori il carattere dei corridori e anche dei direttori sportivi. L’augurio che ci eravamo fatti stamattina era proprio questo. Pensavamo alla Sky (si legga qui), ma a fare più male forse è stata la Movistar, la squadra di Nairo Quintana che ha mandato in avanti Andrey Amador, costringendo la Sunweb di Dumoulin, la Maglia Rosa, a non mollare la presa. Nessun colpo da ko, ma queste tappe servono anche a far spendere energie. I conti si fanno più avanti, ma così si deve correre per vincere: occorre anche rischiare di perdere, mandando in avanscoperta chi avrebbe una posizione da difendere in classifica. Che poi il capitano della Movistar resta Quintana. Che poi, allo stesso modo, ha corso Fraile, il tenacissimo corridore della Dimension Data che era partito all’attacco a inizio tappa con Mikel Landa, corridore Sky, che avevamo anche pensato volesse fare da trampolino ad un eventuale Thomas.
Il britannico, però, è rimasto in difesa e, invece che attaccare ha perso le ruote. Da applaudire comunque per la tenacia. Bene pure Nibali e Pinot, che hanno provato ad attaccare dimostrando una condizione più che buona. Nibali probabilmente è convinto più dell’anno scorso di poter far bene e probabilmente ha una condizione migliore rispetto allo stesso punto del Giro di un anno fa.
Applausi per Visconti e Rui Costa, il portoghese ha mancato la vittoria di poco, dopo aver corso da campione. L’italiano è in crescendo di forma. Manca una vittoria italiana al Giro? Non abbiate fretta, sta maturando. Il pubblico lo sa e oggi sul percorso ce n’era davvero tanto.
Pure se il più forte di tutti è stato Fraile. Tenace, furbo e forte. Ha vinto con merito.
Redazione Cyclinside


































