Che in fatto di interfaccia “ruota/copertura” le aziende abbiano fatto un po’ un dietrofront non è certo una notizia: ci riferiamo in particolare all’argomento tubeless, quello che fino a due, tre stagioni fa, sembrava essere la sola architettura tecnica possibile per il ciclismo road orientato alla performance.

Interfaccia cerchio-gomma in evoluzione
Gli ultimi due anni ci hanno invece restituito anche la copertura con camera d’aria come soluzione possibile per il ciclismo stradistico di vertice (e questa nostra inchiesta della scorsa estate 2024 lo documenta).
Ma oltre al tipo di interfaccia c’è molto, molto altro: c’è la sezione della gomma, c’è l’ampiezza della gola del cerchio, ci sono le pressioni usate e i ci sono nuovi materiali impiegati sia sulla ruota che sulla gomma.

Con questo vogliamo dire che il “sistema ruota” continua ad essere il più “caldo” tra i comparti della bicicletta da corsa, quello sul quale negli ultimi anni l’evoluzione e i cambiamenti sono stati più marcati.
Prima di tutto di riferiamo ad un discorso dimensionale, con sezioni e larghezze cresciuti tantissimo negli ultimi quattro, cinque anni.

L’esempio Parigi Roubaix
Non è un caso, allora, che alla Parigi-Roubaix, ovvero gara che “regina” lo è delle Classiche ma anche della tecnica, i corridori oggi usino gli stessi telai che adottano per tutte le altre gare dell’anno, diversamente da quel che accadeva fino a qualche anno fa, quando i telai erano tutti specifici per quella corsa.
Sì, a cambiare per la gara del pavé sono principalmente solo ruote e gomme, ovvero i principali (non certo gli unici, ci mancherebbe) responsabili del miglioramento prestazionale che il ciclismo agonistico ha conosciuto negli ultimi anni.
L’argomento è così “caldo” che neanche a un anno di distanza dalla nostra inchiesta dell’estete 2024 abbiamo voluto tornarci sopra, interpellando sull’argomento alcuni degli attori coinvolti in questa tematica: produttori di ruote e produttori di coperture.

Lo abbiamo fatto approfittando di un evento BCA, l’agenzia che mette efficacemente in contatto aziende e media, dove le aziende coinvolte in questo senso erano Campagnolo e Vision per le ruote, Pirelli per le coperture.
Abbiamo chiesto alle aziende
Le opinioni che sentirete in questo video rappresentano solo un piccolo spaccato di quella che può essere la strategia e la visione che l’intera bike-industry odierna ha rispetto a questo comparto fondamentale della bici da corsa.
A nostro avviso sono però estremamente interessanti, perché ci dicono che gli standard tecnici subiranno ancora importanti evoluzioni e modifiche rispetto a quel che si usa oggi, che a sua volta si scosta tantissimo rispetto a ciò che era in voga poco tempo fa…
Buona visione, allora.
































