La ciliegina sulla torta è stata una domenica di metà ottobre che sembrava estate: ha incorniciato e mandato in archivio la prima edizione di una granfondo di quasi 140 chilometri (e 80 per chi sceglieva il “Medio”) svolta in un territorio splendido della nostra Italia.
In realtà, ciclisticamente parlando, quella del Montefeltro è area relativamente poco nota agli itinerari di pedalatori e cicloturisti. Ci ha pensato appunto la prima “Granfondo del Montefeltro Gubbio-Acqualagna-Gubbio” a fargli da ottimo spot. Partenza e arrivo erano previsti a Gubbio, poi via per un percorso che si è addentrato nell’appennino umbro-marchigiano su strade di grande bellezza sia dal punto di vista paesaggistico che naturalistico.
A schierarsi al via domenica 12 ottobre 2025 sono stati in settecento, numero record se si pensa che stiamo parlando di un evento cicloamatoriale alla prima edizione e soprattutto se si considera il tracollo partecipativo che il formato “granfondo” ha subito in Italia negli ultimi anni.

«Ci ha dato una grande mano il GAU, il Consorzio Gubbio Alta Umbria – ci spiega Leonardo Barbetti, presidente del Velo Club Gubbio, che ha curato la parte tecnica dell’evento –. Il GAU ci ha contattato un anno fa, perché volevano mettere in piedi un evento cicloturistico per promuovere la nostra area e appoggiarsi a una società che ne curasse il risvolto logistico».
Far quadrare i conti senza far gravare tutto sui partecipanti
In effetti è grazie al GAU che la Granfondo del Montefeltro ha trovato sponsor che hanno sovvenzionato l’evento e ha individuato le risorse per offrire, tra l’altro, un pacco gara raro a vedersi in una granfondo con tassa di iscrizione di appena 35 euro.
Perché al netto dell’avvento di discipline e formati nuovi, come ad esempio gli eventi gravel o le pedalate autogestite e unsupported che hanno eroso il bacino di utenza delle granfondo, quello dei costi è il nodo più dolente che ha condotto in questi anni al calo netto sia di partecipanti alle classiche granfondo, ma soprattutto di eventi offerti in calendario.
Andare alle granfondo costa se ci si mette nei panni dei partecipanti, ma costa anche organizzarle, se si considerano le incombenze normative che la direzione di corsa è tenuta a rispettare per mettere in piedi eventi amatoriali con carattere comunque agonistico: «Lo spirito e la natura della nostra ASD è soprattutto quella di associazione imperniata sulle gare su strada, per questo non potevamo che rispondere alla richiesta fattaci dal GAU proponendo il formato della granfondo. Ma per il prossimo anno stiamo già pensando di unire all’evento qualcos’altro. Perché no, magari anche una opzione gravel… ».

Di più a godere il percorso che a pensare al cronometro
Quel che è certo è che a Gubbio la stragrande maggioranza dei partecipanti alla classifica e al cronometro ha pensato poco: «Molti iscritti risultano non arrivati semplicemente perché hanno scelto di non noleggiare il chip per la rilevazione dei tempi, ma godersi semplicemente il percorso»: spiega ancora Barbetti. Sicuramente è il segno che natura e spirito del “classico” granfondista italiano sta progressivamente cambiando, sposando un approccio all’evento decisamente più rilassato e cicloturistico.
Di sicuro, a beneficio del boom di iscritti alla Montefeltro, e a beneficio di chi allenato lo era poco, c’era anche un percorso estremamente equilibrato dal punto di vista altimetrico: intendiamo dire che i 138 chilometri di “gara” sviluppavano poco più di 2000 metri di dislivello totale ed erano distribuiti su salite dalle pendenze quasi sempre dolce, mai “impossibili”. «Non da ultimo -. Precisa Barbetti – le condizioni dell’asfalto erano pressoché perfette su gran parte del tracciato, perché solo cinque mesi fa su queste strade è transitato il Giro d’Italia».
Anche una cicloturistica di 50 chilometri
Ad arricchire il programma “granfondo” anche una pedalata totalmente cicloturistica di 50 chilometri, svoltasi in concomitanza con la gara: i trenta partenti hanno pedalato senza fretta verso la Basilica di Sant’Ubaldo sul Colle Eletto per finire sulla piana di Gubbio.
Tra i partenti, anche Alessandra Sensini, Campionessa Olimpica del wind surf e Carmela Colaiacovo, CEO del Park Hotel ai Cappuccini, che oltre ad essere main sponsor della granfondo ha sostenuto e voluto tantissimo questo evento: «Per noi è basilare promuovere il nostro magnifico territorio – ha detto quest’ultima -. Ci sono bellezze inaspettate, che tanti ancora non conoscono».

La seconda edizione della Granfondo del Montefeltro è già in programma per l’11 ottobre 2026, con gli stessi due percorsi, lo stesso formato e forse anche con qualche novità che sarà resa nota in futuro.





































