È una mountain bike con manubrio da corsa
Roberto Ganolio
Fatemi capire allora ruote piu larghe perche’ si guida meglio , ammortizzatore anteriore perche’ e piu’ polivalente ! Ma a sto punto diventa una mtb! Basta co ste baggianate
Manuel Zini
Si sta andando/tornando verso la classica “frontina”.
Roberto Bartali
La bici Gravel é stata progettata per strade bianche con poche buche, autostrade bianche diciamo, e strada. A mio avviso, se c’è bisogno di una forcella ammortizzata, è il tipo di strada sbagliata. Diventa MTB a quel punto. Si devono creare percorsi apposta per la Gravel e non adattare la Gravel a qualsiasi tipo di percorso montando sopra forcelle ammortizzate
Andrea Rossi
Questi alcuni dei commenti a corredo del nostro articolo di presentazione della forcella ammortizzata Invert di Cane Creek dedicata alle biciclette gravel. Vale la pena fare alcune precisazioni che abbiamo messo in questa risposta.
Dire che basta montare una forcella ammortizzata per trasformare una gravel in una mountain bike con manubrio da corsa è una semplificazione che non tiene conto del progetto di bicicletta completamente diverso.
Ne abbiamo parlato spesso su Cyclinside in proposito e possiamo riassumerla rapidamente così: una bicicletta non è la somma di singoli componenti, ma un sistema in cui geometrie, quote ciclistiche, ruote, pneumatici e distribuzione dei pesi lavorano insieme.
Rivediamo tutto per bene.

La geometria nasce per scopi diversi
Una gravel deriva dalla tradizione della bici da strada endurance. Ha angoli del telaio relativamente chiusi, un interasse più compatto e una posizione di guida che mantiene una certa efficienza nella pedalata.
Una mountain bike moderna, invece, è progettata per affrontare discese tecniche e terreni molto sconnessi: angolo di sterzo più aperto, carro più corto o più lungo a seconda della disciplina, reach più generoso e baricentro studiato per dare stabilità quando la velocità aumenta sullo sterrato.
Montare una forcella ammortizzata su una gravel non cambia queste caratteristiche di base. Anche il paragone con una mtb anni ’90, forse più vicina per alcuni punti di vista, rimane comunque difficile da sostenere. A cominciare dall’impostazione diverse per le ruote di diversa dimensione.
Escursione e cinematica sono molto diverse
Le forcelle pensate per gravel hanno escursioni limitate, spesso tra 30 e 40 millimetri, e una taratura che privilegia il comfort e il controllo sulle vibrazioni.
Una forcella da mountain bike lavora con escursioni molto più ampie, da 100 millimetri in su, ed è progettata per assorbire impatti importanti, radici, pietre e drop. Anche la rigidità strutturale e il modo in cui la sospensione reagisce alle sollecitazioni sono diversi.
Ruote e pneumatici cambiano il comportamento
Le gravel usano ruote e gomme che cercano il compromesso tra scorrevolezza e capacità di affrontare lo sterrato. Anche quando si montano coperture larghe, restano generalmente più strette e con carcasse meno robuste rispetto a quelle da mountain bike.
Questo incide sulla trazione, sul controllo e sulla capacità di assorbire gli urti.
La posizione di guida non è la stessa
Il manubrio da corsa permette più posizioni delle mani e una buona efficienza aerodinamica, ma non offre la stessa leva e il controllo di un manubrio largo da mountain bike quando il terreno diventa molto tecnico.
È uno dei motivi per cui, anche sulle gravel più spinte verso l’off-road, il comportamento resta diverso.
Il risultato è un’altra categoria
Negli ultimi anni sono nate bici che cercano di spingere la gravel verso l’off-road più impegnativo, con forcelle ammortizzate o sistemi di sospensione leggera. Sono evoluzioni interessanti, ma restano progetti con obiettivi diversi rispetto a una mountain bike. Insomma, una forcella ammortizzata può aumentare comfort e controllo su una gravel, ma non cambia il DNA della bici. Geometria, posizione di guida, ruote e filosofia progettuale continuano a distinguere nettamente una gravel da una mountain bike.
Ma in questo mondo di biciclette molto diverse che diventano scelte personali molto mirate, l’ultima parola, rimane sempre all’utente, ovviamente, che può scegliere in base alle proprie caratteristiche e predilezioni di guida.






































Su internet si trovano migliaia di questi discorsi fatti solo per fare cassa al settore ho fatti da invasati biciclettari,in realta’ cio’ che basta e’ la passione vera non influenzata dalle mode speculative atte a rovinare i pensieri e le scelte della gente per fare mera cassa.pensate alle vere epiche imprese dei nostri vecchi del ciclismo,non avevano tutto cio’ ma hanno fatto quello che noi oggi non saremmo in grado di ripetere in quelle stesse condizioni.meditate…..altro che carbonio o gravel o forcelle rovesciate o cambi elettronici.certo non bisogna essere contro l’ innovazione ma neanche accettare l’ assurdo.nello sport usate la vostra di testa non quella del business.
Si può dire di tutto e di più, ad ognuno il suo parere. Io ho cambiato la Gravel con una ammortizzata ,non tornerei più indietro. E sono ancora biker da 35 anni.😊