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Gravel: Shimano GRX, Campagnolo Ekar, Sram XPLR a confronto

Facciamo il punto per vedere cosa offrono, quanto pesano e costano le tre piattaforme di gruppi dedicati al gravel

Maurizio Coccia di Maurizio Coccia
3 Novembre 2021
in Componenti, Gravel, TechNews
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Gravel: Shimano GRX, Campagnolo Ekar, Sram XPLR a confronto
di Maurizio Coccia

Nei fatti si è formato un terzetto di big che propongono i loro rispettivi “reparti” specificamente dedicati alle bici a metà strada tra la mtb e la strada, quelle che stanno letteralmente dominando il mercato di questi tempi.

Vale la pena allora soffermarsi sulle differenze tra le varie piattaforme, confrontarle sul piano tecnico, dei pesi, delle rapportature, dei prezzi e soprattutto delle diverse filosofie tecniche che sottendono questi tre gruppi e quali posizioni vanno a occupare sul mercato.

Cosa c’è sul mercato

Shimano: La famiglia GRX – la cui sigla rimanda alla trasversalità del gravel biking – è declinata in tre serie con architettura tecnologica identica, ma diverso tipo di gestione (meccanica/elettronica) e differente livello qualitativo. Si parte dalla base della serie GRX 600 (a 10v), si passa alla variante di serie 800 (a 11v) e all’apice c’è la variante 810 Di2, con 11 velocità e gestione elettronica.

Tutte le serie prevedono una guarnitura declinata sia in versione mono, che doppia.


Oltre alle parti destinate alla trasmissione e alla frenata, la componentistica di classe GRX include anche una robusta coppia di ruote in alluminio progettata specificamente per il gravel biking, le WH-RX570-TL, ovvero tubeless-ready.


 

Altri componenti dedicati? Sono assenti solo dal punto di vista nominale: con il marchio di proprietà Pro il colosso nipponico offre infatti ben tre reggisella (di cui uno telescopico), tre attacchi (di cui uno regolabile) e cinque curve manubrio pensate specificamente per il gravel, specialità cui Pro dedica anche una linea completa di borse da bikepacking per tutti i gusti.

Le RX8, scarpe specifiche per il gravel: leggerissime, solo 530 grammi al paio

Se non bastasse, siglate Shimano si possono acquistare anche un paio di scarpe “pronto gravel”.

Sram: Con la XPLR – contrazione lessicale di “EXPLORER” – Sram propone un “pacchetto” davvero vasto di componenti gravel, con le parti di trasmissione a “12v” e con i freni, tutti quanti declinati in tre livelli qualitativi (Red, Force e Rival). Le pareti di trasmissione e freno sono poi arricchite con componentistica dedicata, non strettamente brandizzata con i marchi di proprietà della grande azienda con sede a Chicago.


La famiglia XPLR include infatti il reggisella telescopico Rock Shox Reverb AXS XPLR, una forcella Rock Shox XPLR con 40 mm di travel (disponibile anche in versione Ultimate, con lock-out dell’escursione), un paio di ruote in carbonio Zipp 101 XPLR, un manubrio in alluminio Zipp SL-70 XPLR e un paio di coperture Zipp G40 XPLR da 40 mm.


I componenti trasmissione sono tutti dei “12v”, prevedono solo una guarnitura monocorona e una gestione elettronica wireless, con il protocollo collaudato AXS, utilizzato su tutti i tre livelli qualitativi proposti.

Campagnolo: Una sola tipologia di prodotto, un solo livello qualitativo (di altissima gamma) e un primato che ha spesso contraddistinto la Casa di Vicenza: il gruppo Campagnolo Ekar – il cui nome ricorda una cima dell’altopiano di Asiago – si distingue da tutti gli altri soprattutto per l’impiego di un pacco pignoni a 13 velocità, unito a una guarnitura a una sola corona.

La piattaforma Ekar è gestita solo in modo meccanico.

Oltre a quelli di trasmissione l’azienda italiana non ha componenti specifiche per l’utilizzo gravel: perfettamente adattabili alla disciplina sono però le ruote di altissima gamma Shamal Carbon, con cerchio il cui canale è abbastanza ampio (21 mm) per adattarsi alle coperture più spesso utilizzate in questa disciplina e con tipologia 2Way Fit, ovvero compatibile anche con le coperture tubeless che sono una costante del gravel biking.

Focus su dentature e moltipliche

Shimano Campagnolo Sram
Guarnitura Monocorona

Dentature disponibili: 42-40

Doppia

Dentature disponibili: 48-31

Monocorona

Dentature disponibili: 38, 40, 42, 44)

Monocorona

Dentature disponibili: 36, 38, 40, 42, 44, 46, 48, 50 (Red);

36, 38, 40, 42, 44, 46 (Force);

40, 46 (Rival)

Pacco pignoni 11 velocità

Scale disponibili*: 11-13-15-17-19-21-24-27-31-35-40;

11-13-15-17-19-21-24-28-32-37-42;

11-13-15-17-19-21-24-28-32-37;

11-12-13-14-15-16-17-19-21-23-25;

11-12-13-14-15-17-19-21-23-25-28;

11-12-13-14-15-17-19-21-24-27-30;

12-13-14-15-16-17-18-19-21-23-25;

14-15-16-17-18-19-20-21-23-25-28;

11-12-13-14-16-18-20-22-25-28-32;

11-13-15-17-19-21-23-25-27-30-34.

*Tutte le cassette di serie Deore XT, di serie Ultegra 8000 e la cassetta “non-series” CS-HG800

 

10 velocità

Dentature disponibili:

11-13-15-17-19-21-24-28-32-36;

11-12-13-14-15-17-19-21-23-25;

12-13-14-15-17-19-21-23-25-28;

11-12-14-16-18-20-22-25-28-32;

11-13-15-17-19-21-23-26-30-34.

13 velocità

Scale disponibili:

9-10-11-12-13-14-16-18-20-23-27-31-36;

9-10-11-12-13-14-16-18-21-25-30-36-42;

10-11-12-13-14-15-17-19-22-26-32-38-44.

12 velocità

Scale disponibili:

10,11,13,15,17,19,21,24,28,32,38,44.

 

Il primo “colpo” di Shimano

Shimano è stata la prima a lanciare componentistica specifica per il gravel biking: questo primato temporale del GRX (il gruppo fu lanciato nella primavera 2019 e già nell’autunno di quell’anno erano sul mercato molte bici montate “GRX”) significa anche un periodo relativamente lungo durante il quale le parti potevano essere affinate e collaudate. In realtà, la componentistica GRX in commercio oggi ha le medesime caratteristiche e specifiche di quella che esordì più di tre anni orsono, a testimonianza di quanto affidabile fossero quelle parti già in origine.

Se si tiene conto della gestione sia meccanica che elettronica e se si pensa all’opzione guarnitura sia “mono” che “doppia”, possiamo senza dubbio considerare l’offerta gravel di Shimano non tanto la più ricca in assoluto, ma di sicuro la più eterogenea, quella in grado di coprire diverse esigenze di utilizzo e diversi budget, che compongono un’offerta di prezzo identificabile con la media gamma per la serie 600, la fascia medio-alta per la 800 e la alta/altissima gamma per la 810 Di2. Formalmente, fino all’uscita dell’Ekar di Campagnolo (oltre un anno dopo), il GRX è stato il protagonista quasi assoluto del mondo gravel, quasi monopolista, addirittura in grado di fare concorrenza a se stesso, se si considera che molti modelli fino a quel giorno equipaggiati Ultegra sono poi passati a montare il GRX…

Sul versante opposto, è proprio la grande versatilità della famiglia GRX che ha consentito di diritto a questo reparto di trovare posto nell’allestimento di bici non destinate espressamente al gravel biking, ma anche all’asfalto “soft”; ad esempio al cicloturismo o ai lunghi raid su asfalto.

 

Prezzi: a confronto i top di gamma “1X” (Shimano GRX Di2, Campagnolo olo Ekar, Sram Red XPLR)

Shimano Campagnolo Sram
Cambio 336 e 288 e 685 e
Cassetta pignoni 117 e 270 e 225 e
Guarnitura 294 e 354 e 700 e
Comandi + pinze freno 760 e 311 e (sx), 389 e (dx) 970 euro
Rotori  110 e 74 e  148 e
Catena  43 e 47 e  47 e
Movimento centrale 36 e 33 e 44 e
Totale 1696 e 1766 e 2819 e
Ruote 508 e (WH-RX570)

 

1840 e (Zipp 101 XPLR)

Sram, tutto fuorché in ritardo

Sram? Sarebbe del tutto errato considerare tardivo il suo ingresso nel gravel biking. Tutt’altro: in fondo la Casa Usa è stata la prima a fare breccia in un mondo che poi è stato codificato come gravel biking, prima a credere nel monocorona oltre il mountain biking puro. La componentistica Sram di matrice mista – “road/off road” – è arrivata molti anni prima dell’XPLR, andando a “pescare” e poi ibridare parti che provenivano dal segmento road a parti della linea Sram mtb mtb. Fino a ieri per avere componentistica adatta al gravel bastava infatti unire i comandi da strada di generazione AXS con i rispettivi cambi AXS di generazione Eagle, da mtb, e i relativi pacchi pignoni con rapporti superdemoltiplicati.

L’arrivo dell’XPLR ha solo codificato componentistica espressamente dedicata alla specialità, con rapportature che rispondono ancora meglio di prima alle esigenze tecniche di questo tipo di ciclismo e soprattutto con un solo cambio posteriore davvero eclettico (declinato poi in tre livelli qualitativi), capace di lavorare su un’amplissimo range di moltipliche. La presenza di due “chicche” come il reggisella telescopico e soprattutto della forcella ammortizzata vota poi l’XPLR (anche) ad un gravel che strizza l’occhio al mountain biking; in realtà, con configurazioni diverse, questa interessante famiglia di componenti è capace di fascinare anche quel segmento che sta formandosi con una certa celerità, quello dei “gravel recer”. Insomma, anche per Sram la proposta gravel è quanto mai poliedrica e versatile, come del resto non può che essere per componentistica destinata ad una disciplina che di queste due caratteristiche fa i suoi elementi fondanti.

Quel che è certo è per la guarnitura la scelta di Sram non poteva che essere unicamente “mono”, come era logico fosse per una Casa che per prima, quasi dieci anni fa, ha creduto alla corona singola per l’utilizzo stradistico non agonistico, e lo ha fatto anche molto prima che la Casa di Chigago portasse a dodici le velocità alla ruota.

 

Pesi: i top di gamma monocorona a confronto

Shimano Grx Di2 Campagnolo Ekar Sram XPLR Red
Guarnitura 644 g (40 denti)

 

615 g (38 denti) 462 g (40 denti)
Cambio posteriore 318 g (RD-RX817, per pignoni fino a 34 denti)

 

275 g 293 + 24 g
Cassetta pignoni

(considerando le cassette più simili per sviluppo metrico)

437 g (11-46)

 

390 g (9-42) 373 g (10-44)
Comandi 373 g 420 g 476 g
Pinze freno 148 g ant. + 138 g post. 110 g ant. + 95 g post. 332 g
Rotore 160 mm 128 g 157 g 117 g
Catena 257 g 242 g 260 g
Movimento centrale press-fit 69 g 50 g 73 g
Totale trasmissione 2512 g 2354 g 2410 g
Ruote 2485 g (GRX 700 C)  1585 g (Shamal Carbon DB) 1620 g (101 XPLR)

 

Campagnolo, primato dei numeri e dei grammi

Come si posizione l’Ekar di Campagnolo? La novità più importante apportata dall’Ekar è senza dubbio quella della delle tredici velocità, che naturalmente sono la base di un pacco pignoni di grande ampiezza e con scarti di dentature relativamente contenuti; a sua volta il “pacco” dialoga con una guarnitura che non può che essere soltanto “mono”. Il corollario di una trasmissione così capace è un cambio che è senza dubbio un esercizio tecnico e di stile, anche questo proposto in una sola versione, come accade per il concorrente Sram.

Altro elemento che la Casa madre ha sempre tenuto a mettere in risalto è l’estrema leggerezza di tutto il reparto, non a caso il più leggero gruppo gravel presente sul mercato. Elemento distintivo e peculiare in questo senso è la guarnitura in fibra di carbonio, unica del terzetto sotto esame a impiegare questo materiale pregiato per la componentistica destinata al gravel biking. A differenza egli altri due competitor, però, l’Ekar è proposto solo in versione meccanica, non elettronica. A chi leggesse questo elemento come un difetto si potrebbe per altro verso addure le considerazioni dei tanti che il mondo gravel lo interpretano soprattutto in una espressione adventure e di grandi raid, contesti nei quali la garanzia di durata di un sistema meccanico è oggettivamente maggiore rispetto ad un sistema che necessita di essere ricaricato.

Riproduzione riservata – Cyclinside

Tag: Campagnolocomponentigravelsceltashimanosram

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