Negli ultimi anni il mondo del ciclismo su strada ha guardato con curiosità alla tecnologia hookless, nata nel fuoristrada e proposta come la nuova frontiera anche per le ruote da corsa.
Cerchi più semplici da produrre, più leggeri e con una forma più moderna erano stati indicati come i principali vantaggi.
Oggi però l’entusiasmo iniziale si è raffreddato. L’industria continua a sperimentare, ma il dibattito è ancora aperto e alcuni marchi stanno rivedendo le proprie scelte progettuali.
Dal fuoristrada alla strada: un passaggio complesso
Nel mondo della mountain bike e del gravel il design hookless funziona bene. Le pressioni sono basse, le sezioni degli pneumatici sono ampie e il rischio di stallonamento è ridotto.
Su strada la situazione cambia.
Le pressioni sono più elevate, le velocità più alte e il margine di errore più ridotto. Per questo motivo l’adozione della tecnologia è stata accompagnata da regole sempre più precise su compatibilità e pressioni di utilizzo.
Il nodo centrale è sempre lo stesso: senza il gancio interno del cerchio, la tenuta dello pneumatico dipende interamente dalla precisione dimensionale tra copertone e cerchio.

Gli standard tecnici diventano più rigidi (e fanno chiarezza)
Negli ultimi anni la questione ha portato a un aggiornamento degli standard tecnici.
ISO ed ETRTO hanno armonizzato le norme di riferimento stabilendo che la misura reale dello pneumatico non può discostarsi di oltre 2 millimetri da quella indicata sul fianco.
Questo ha avuto conseguenze concrete: molte coperture da 28 millimetri, montate su cerchi moderni con canali interni molto larghi (spesso 25 millimetri), finiscono per superare i limiti dimensionali previsti dalle norme. In pratica significa che alcune combinazioni un tempo considerate normali oggi non rientrano più nelle raccomandazioni tecniche.
La questione della pressione
Un altro limite riguarda la pressione massima.
Sui sistemi hookless stradali il limite è generalmente intorno ai 5 bar, circa 72 psi, valori più bassi rispetto ai cerchi tradizionali con gancio.
Questo non è necessariamente un problema per chi utilizza coperture larghe da 30 millimetri o più, ormai diffuse nel ciclismo moderno. Tuttavia può diventarlo per ciclisti più pesanti o per chi preferisce pressioni più elevate.
Per questo motivo i produttori pubblicano liste dettagliate di pneumatici compatibili e raccomandano di rispettare con precisione le indicazioni di montaggio.

I produttori divisi
Il settore oggi appare diviso. Alcuni marchi continuano a investire nella tecnologia hookless, ritenendo che il sistema possa offrire vantaggi in termini di struttura del cerchio e qualità costruttiva. Altri stanno invece adottando soluzioni più prudenti. In alcuni casi si è tornati a introdurre una piccola sporgenza interna – un cosiddetto “mini hook” – che migliora la ritenzione del copertone pur mantenendo molte caratteristiche del design hookless.
Questa scelta ha riaperto il dibattito su quale sia il compromesso migliore tra innovazione e sicurezza.
Un dibattito tecnico ancora aperto
La discussione non riguarda solo i produttori di ruote, ma anche ingegneri e tecnici del settore.
Secondo alcuni specialisti, l’hookless può funzionare bene su MTB e gravel ma resta più difficile da ottimizzare su strada, dove pressioni e velocità sono superiori.
Allo stesso tempo l’evoluzione delle bici da strada – con coperture sempre più larghe e pressioni più basse – rende la tecnologia più compatibile rispetto al passato.
L’evoluzione del sistema ruota-pneumatico
Nel frattempo l’industria continua a lavorare sull’intero sistema ruota-copertone.
Alcuni marchi stanno sviluppando pneumatici progettati specificamente per cerchi hookless e sezioni più larghe, mentre altri introducono sensori di pressione integrati nelle ruote per monitorare il comportamento degli pneumatici durante la pedalata.
L’obiettivo è ridurre i margini di errore e rendere il sistema più prevedibile.
Una tecnologia ancora in fase di assestamento
A distanza di qualche anno dalle prime applicazioni su strada, l’hookless non è scomparso ma neppure ha sostituito il cerchio tradizionale.
Oggi rappresenta una soluzione tecnica valida in alcuni contesti, soprattutto con pneumatici larghi e pressioni contenute, ma richiede ancora grande attenzione nella scelta delle componenti.
Finché standard, coperture e cerchi non convergeranno in modo definitivo, il cerchio con gancio resta per molti ciclisti la soluzione più semplice e universale.
La rivoluzione, almeno sulla strada, non è ancora conclusa.






































