Si chiama Blackbird lo pneumatico “race” con cui la francese Hutchinson ha alzato ulteriormente la sua asticella prestazionale delle gomme destinate al ciclismo da strada,
È distribuito in Italia dalla Beltrami TSA di Reggio Emilia e con questa gomma, tra gli altri, gareggiano i professionisti della Intermarchè Wanty.
Pur se con gambe sicuramente meno allenate di quelle dei pro, con queste gomme abbiamo pedalato anche noi, montate su una Giant TCR Advanced SL e più precisamente con un paio di ruote Zipp 303 SW.
Questo articolo è per darvi i nostri feedback in merito, non prima di andare scoprire le particolari caratteristiche tecniche di questa copertura d’alta gamma.
Una gomma, due versioni
Blackbird è copertura proposta in due versioni: al top c’è la variante Race, subito sotto quella “standard” che abbiamo provato noi, che differisce dalla Race soltanto per la tipologia della mescola e per 55 grammi di peso (per la variante “30”); questo, se si considera la versione tubeless ready con cui è unicamente proposta la Race, visto che la Blackbird “standard” è disponibile sia nella variante tubeless ready che abbiamo testato noi, sia tube-type.
Ma per tutte le versioni possibili, l’architettura della carcassa non cambia: nasce da processo di costruzione molto particolare.
SwiftEasy Casing
Si chiama SwiftEasy il processo che forma la carcassa del Blackbird: è stato messo a punto per elevare le qualità generali dello pneumatico dal punto di vista della scorrevolezza, della resistenza sui fianchi, della leggerezza complessiva e della morbidezza generale.
Tutto prende corpo attraverso un processo di doppia sovrapposizione degli strati di carcassa attorno ai talloni che, diversamente da quel che accade di solito, lascia “libera” la porzione centrale: proprio in questa area va ad essere applicato un piccolo e sottile strato di protezione antiforatura in poliamide, che diversamente da quel che accade in genere, non viene incollato a caldo, ma piuttosto è tenuto fermo da un secondo strato di carcassa che copre il tutto da tallone a tallone, come mostra l’immagine sotto.
In pratica, gli strati di carcassa sovrapposta che si possono conteggiare in corrispondenza della parte centrale di battistrada sono due, mentre ai lati diventano tre: questo, lo ripetiamo, per elevare al meglio quel compromesso tra scorrevolezza, morbidità, leggerezza, resistenza ai tagli e tenuta.
Nello specifico, SwiftEasy ha permesso di ridurre del 10% la resistenza al rotolamento rispetto alle generazioni precedenti di pneumatici Hutchinson ed ha consentito di ridurre il peso del 22%, con uno spessore complessivo diminuito di ben il 23%.
Mescola tutta nuova
Le novità della mescola sono riferite al doppio fronte della composizione chimica e della architettura: iniziamo da quest’ultima, perché è molto particolare rispetto ai canoni tradizionali. Sul Blackbird, infatti, la banda di battistrada si spinge a interfacciare il 15% di larghezza in più rispetto a quel che di solito accade su uno pneumatico “bici da corsa”.
Questo, evidentemente, significa un grip superiore e maggiore confidenza garantita quando ci si spinge in piega ad affrontare le curve in discesa in velocità
La mescola si chiama Mach Tread 3.0, con una formulazione chimica che le garantisce proprietà superiori di rimbalzo. Hutchinson ci dice che la restituzione di energia arriva fino al +25% rispetto al passato ed è ulteriore fattore che agevola la variazione di ritmo e lo scatto.
Infine, Mach Tread 3.0 vanta un notevole miglioramento (+75%) nelle prestazioni del test di strappo: questo assicura allo pneumatico prestazioni ottimali nel lungo periodo, gli consente di performare anche dal punto di vista della durevolezza.
Versioni, pesi, prezzi
Il Blackbird è disponibile nelle tre sezioni da 26, 28 e 30 millimetri, in tutti e tre i casi sia in versione tube-type (per copertoncino) che tubeless-ready; in quest’ultimo caso la gomma è perfettamente compatibile con cerchi hookless, esattamente come quello che abbiamo usato noi.
Colori: oltre al nero/marrone (Tan Wall) c’è anche la colorazione tutto nero.
Prezzo al pubblico indicato dal distributore ufficiale Beltrami TSA? 70 euro.
In prova
Abbiamo testato le Blackbird nella sezione 30 millimetri delle tre disponibili e nella variante tubeless ready; è stata la versione perfetta per la gola hookless del cerchio tubeless ready delle Zipp 303 SW che abbiamo usato per il test.
Cominciamo allora con il dire che è impensabile dare dei feedback su una gomma, senza considerare il tipo di ruota sulla quale la si va a montare.
Diciamo allora che le 303 SW sono ruote che Zipp ha lanciato meno di due mesi fa, ruote polivalenti, adatte sia all’uso road, ma anche al gravel.
Oltre che per il cerchio con canale da ben 25 millimetri, si caratterizzano per l’adozione del sensore integrato di pressione Zipp AXS, che è stato prezioso alleato per monitorare il livello di pressione reale del set e di conseguenza dare maggiore oggettività ai nostri personali feedback percepiti.
Il sensore ti aiuta a tenere facilmente sotto controllo la pressione in tempo reale, e lo fa sia grazie al led che ti informa se la pressione rientra nel range di gonfiaggio che hai impostato, sia grazie al valore preciso di bar che potevamo verificare sul ciclocomputer Hammeread Karoo o sulla applicazione proprietaria Srma AXS.
Ma al sensore di pressione di Zipp e alle 303 SW dedicheremo a breve un contenuto specifico.
Tornando alle “nostre” Blackbird, chi scrive, che pesa 66 chili, ha gonfiato a 3.4 bar l’anteriore, 3.6 bar la posteriore, ovvero esattamente ciò che l’indicatore di pressione Zipp Pressure Guide gli consigliava.
A questa pressione e con questo cerchio lo sviluppo reale della gomma è stato di 31 millimetri, quindi anche qualche cosa in più della sezione nominale, ma comunque qualcosa in meno dei 34 millimetri “esterno/esterno” che fa rilevare il cerchio delle 303 SW.
Ma veniamo alle sensazioni percepite in corsa: di sicuro, il canale da 25 ha assegnato a questa Blackbird da 30 un appoggio sicuro, perfetto per darti confidenza in curva.
Con questa gomma, con questa sezione, e con questa gola, l’effetto di forma “a pera” è inesistente e questo ti da molta confidenza nell’approccio in curva, ti fa sentire stabile e “ferma” la copertura nella gola, ti aiuta insomma ad affrontare le curve in modo aggressivo.
È anche vero che con una sezione nominale da 30 e con pressioni di questo livello forse ci saremmo aspettati anche un po’ di comfort in più, più che altro nel passaggio sulle biche, e invece la risposta è stata relativamente “secca”, o meglio più secca e dura di quello che ci potevamo attendere.
Ma è bastato abbassare la pressione di 0.2 bar per avere un feeling diverso in questo senso, anche se in questo caso la ruota (e la bici nel suo insieme) hanno perso un poco quella reattività e quell’elevato carattere race che aveva con il primo set up.
È l’ulteriore dimostrazione, questa, di quanto la pressione d’esercizio sia oggi parametro essenziale per determinare le caratteristiche della bici che stai usando: con l’aumento delle sezioni in gioco delle gomme, della larghezza dei cerchi e delle pressioni in grado di incamerare le coperture, anche soli 0,2 bar in più o in meno possono cambiare il carattere della bici che stai usando. Sbagliare pressione significa compromettere non solo le caratteristiche della copertura che stai usando, ma più in generale di tutta la bici.
Infine, una nota sul battistrada: non possiamo darvi feedback sulla guida sul bagnato perché in questo periodo estivo non abbiamo avuto occasione di provare le gomme sul bagnato, ma l’impressione che ti da questo Blackbird è proprio di avere uno strato estremamente sottile che interfaccia l’asfalto, per questo reattivo e pronto; quando pieghi ti trasmette quella piacevole percezione di sicurezza, di controllo e di padronanza durante l’esecuzione della curva.
Infine una nota tecnica: abbiamo tublessizzato le Blackbird con 30 cc di sigillante Finish Line FiberLink e la perdita di pressione riportata è stata quasi assente (0,3 bar dopo tre giorni).
Ulteriori informazioni: Hutchinson




































