Gentile Direttore, leggo con interesse questa rubrica e vorrei portare alla vostra attenzione le mie esperienze.
Vivo in provincia di Reggio Emilia, in collina e quotidianamente mi trovo a incrociare ciclisti.
Non vorrei passare per il solito automobilista che ce l’ha con le due ruote ma vi assicuro che imbattersi in gruppi più o meno numerosi che occupano completamente la carreggiata è all’ordine del giorno.
Purtroppo l’effetto “branco” ha sempre il sopravvento e apriti cielo se provi a dare un colpetto di clacson.Mi domando se non sia espressamente vietato dal codice della strada il viaggiare in gruppi così numerosi al punto tale dal rallentare pericolosamente la circolazione (credo che inerpicarsi su una salita a 15/20 km H e occupare l’intera corsia sia obiettivamente pericoloso, lo stesso dicasi quando in discesa si comportano come fosse una strada chiusa al traffico).
Vorrei sapere se esistono limiti in tal senso, fermo restando che in nessun modo voglio difendere gli automobilisti beceri che indubbiamente circolano nella strada.Al riguardo sono quasi sicuro che ciclisti e automobilisti maleducati e incauti siano, in momenti alterni,gli stessi personaggi.
Grazie per l’attenzione.
Fabrizio De Lisio
Quando ho imparato ad andare in bicicletta con altre persone, il contesto era Roma e i suoi dintorni, traffico abbondante, si andava pure affiancati e magari non si rispettavano alla lettera le indicazioni del codice della strada, ma ci si arrabbiava molto se, all’arrivo di un veicolo a motore, non lo si favoriva nel sorpasso. Era una semplice questione di buon senso e di sicurezza. L’ultimo del gruppo urlava “macchina” e automaticamente ci si accostava un po’ di più per favorire il sorpasso. Non mi pare di ricordare alcun problema con gli automobilisti.
Oggi, se esco con qualcuno – lo ammetto – si pedala affiancati dove si può, non dove ci sono curve e appena si sente arrivare un veicolo più veloce ci si sfila e si fa passare. Ci sono anche i radar, ormai, ad avvisarci. Insomma, col buon senso si può fare tutto. Con l’arroganza non si va da nessuna parte e i gruppi che pedalano malamente e in mezzo alla strada ovunque, commettono un doppio peccato: il primo è al Codice della Strada, il secondo verso tutti i ciclisti.



































