Gentilissimi, sto seguendo il Tour de France e come mi è già capitato di vedere durante altre corse a tappe, vedo che i corridori, ormai, decidono sempre più spesso di sostituire la bicicletta invece che cambiare la ruota come si faceva una volta, evidentemente è una soluzione più veloce, ora, con i freni a disco. Al di là di questa considerazione, vedo che i ciclisti si preoccupano di recuperare il ciclocomputer sulla bicicletta che lasciano per metterlo, al volo, sulla bici di scorta.
Mi chiedo: come fanno a collegare al volo il misuratore di potenza sulla nuova bicicletta? Non ho visto i corridori utilizzare il ciclocomputer per collegarlo alla nuova bicicletta, avviene in automatico?
Grazie delle informazioni
Emiliano Posto – tramite il modulo di contatti
Gentile Emiliano,
è vero: alla fine dei conti per i corridori (e i loro meccanici) scelgono la via del cambio biciclette. Con buona pace di tanti cambi rapidi che abbiamo visto e dimostrato anche sulla nostre pagine. È certamente più laborioso.
Per quanto riguarda il cambio bici e la domanda sul ciclocomputer la situazione è piuttosto semplice: il ciclocomputer è stato in precedenza sul powermeter della bicicletta di scorta, così da ricollegarvisi appena viene attivato. Basta un movimento dei pedali perché il ciclocomputer lo “riconosca” e si connetta rapidamente. Ovviamente, c’è tutto il lavoro di configurazione da fare in precedenza, ma è la stessa cosa che si fa a casa quando si configura il ciclocomputer con due biciclette, ad esempio una bicicletta da corsa e una mountain bike, entrambe con misuratore di potenza. Possibilità prevista da chi progetta i ciclocomputer di fascia alta, come quelli utilizzati – quasi sempre – dai corridori.


































