Nella stagione delle granfondo che va verso l’autunno si è parlato molto del settore e di una crisi che sembra non risparmiare nessuno. Poche eccezioni che pur si guardano intorno per capire come migliorare o, comunque, evitare di perdere. La formula “arrivo, partecipo alla granfondo, vado via, sono contento” è sempre meno apprezzata e l’ultima parte finisce per non essere più giustificata per via delle spese sostenute.
Non è diminuita la voglia di pedalare insieme, perché gli eventi sono, anzi, in crescita e non necessariamente con l’ordine d’arrivo, quindi eventi cicloturistici e di aggregazione.
E la voglia di agonismo?
Si è finiti, erroneamente, per colpevolizzarla e attribuendole i problemi del settore e anche i comportamenti di chi, per primeggiare, è disposto a qualsiasi scorciatoia.
Ci sono state, in questi anni, sempre più formule ibride, base turistica ma con tratti agonistici, cronometrati e non necessariamente in salita. Un po’ come avviene, da tempo, negli eventi molto frequentati in nord Europa e che spesso accompagnano gare ciclistiche di grande spessore come le Classiche del Nord. Lì crisi sembra non essercene e il fascino delle gare professionistiche ne luoghi storici del ciclismo attira tantissimi e sembra non conoscere crisi.
Che fare quindi? Cambiare tutti verso la nuova formula non attira; quanto meno si procede con prudenza per paura di rompere un giocattolo che comunque continua a funzionare in maniera giudicata, evidentemente, accettabile. E se la nuova formula facesse perdere utenti già acquisiti?
Abbiamo parlato di questa situazione con Emiliano Borgna, responsabile della sezione ciclistica di ACSI, ente che ha molto a cuore il mondo ciclistico amatoriale e che diventa riferimento per un numero sempre crescente di eventi. Tra questi Nova Eroica, antesignana di molti eventi gravel e promotrice della formula che unisce tratti agonistici a quelli turistici.
Nel video la nostra chiacchierata con Borgna che mette in evidenza le problematicità del settore e dà diversi spunti sia per i partecipanti ma, ancora di più, per gli organizzatori.
































