Il Giro d’Italia non sarà soltanto il passaggio della corsa rosa. In provincia di Alessandria il percorso verso la tappa del 22 maggio si sta trasformando in un progetto più ampio che punta a legare ciclismo, promozione del territorio e cicloturismo.
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La partenza della tappa Alessandria-Verbania, inserita nell’edizione 2026 del Giro, sarà infatti accompagnata da un calendario di appuntamenti che coinvolgerà città, colline e borghi del Sud Piemonte. L’idea è quella di sfruttare la visibilità della corsa per valorizzare un’area che ha un legame storico con il ciclismo, da Costante Girardengo a Fausto Coppi, passando per una tradizione industriale e artigianale legata alla bicicletta.
Il programma degli eventi si svilupperà tra sport, cultura, enogastronomia e iniziative per famiglie. Non soltanto quindi la giornata della tappa, ma un percorso diffuso che accompagnerà il territorio per settimane. Secondo quanto presentato dagli enti locali e dagli operatori turistici, l’obiettivo è intercettare non solo gli appassionati del Giro, ma anche il pubblico del cicloturismo, settore che continua a crescere e che vede nel Piemonte meridionale un’area sempre più attiva.

La provincia di Alessandria avrà un ruolo centrale nell’edizione 2026 del Giro con due giornate consecutive. Il 21 maggio è previsto l’arrivo della tappa Imperia-Novi Ligure, mentre il giorno successivo partirà la frazione Alessandria-Verbania. Una doppia presenza che rafforza il legame tra il territorio e il grande ciclismo.
Intorno alla corsa nasceranno iniziative diffuse nei centri storici, appuntamenti culturali e manifestazioni legate alla mobilità sostenibile. Tra gli eventi annunciati figurano anche pedalate urbane, attività dedicate alle famiglie e manifestazioni gravel e bikepacking come Monferrando, pensate per lasciare un’eredità anche oltre il passaggio del Giro.
Il progetto punta molto anche sul racconto del territorio. Dalle colline del Monferrato ai percorsi tra pianura e vigneti, il Giro diventa un’occasione per mostrare luoghi, prodotti locali e tradizioni. Non a caso, nei materiali promozionali viene richiamata la vocazione ciclistica dell’area e la presenza di musei dedicati ai grandi campioni del passato.
Anche il turismo guarda con attenzione all’evento. La prospettiva è quella di utilizzare la corsa rosa come volano per attrarre visitatori interessati a un’esperienza che unisca bicicletta, paesaggio e cultura locale. Un modello già visto in altri territori italiani e che ora Alessandria prova a sviluppare in maniera strutturata.
Dal punto di vista tecnico, la tappa del 22 maggio sarà lunga 189 chilometri. Una frazione che si annuncia prevalentemente pianeggiante nella prima parte, prima di movimentarsi negli ultimi chilometri verso Verbania.
Il Giro, dunque, diventa il centro di un progetto più ampio. Non soltanto una giornata di corsa, ma una vetrina per costruire identità territoriale e promozione turistica attraverso la bicicletta.



































