Finisce com’era iniziata e previsto: Mads Pedersen ha fatto la selezione perfetta con la sua Lidl Trek per togliere tutti i velocisti più pericolosi (e anche van Aert). Un ordine di arrivo che parla pure parecchio italiano.
Ottima la condizione anche di Roglic.
Una tappa interlocutoria segna il saluto del Giro d’Italia all’Albania. Presto per fare valutazioni, è indubbio che in Albania il Giro non abbia trovato l’entusiasmo di altre partenze estere. Anche i corridori non sono parsi molto felici, diciamo così, per una condizione delle strade non sempre da “giroditalia”. A rendere più avvincente la corsa ha premiato la scelta di mettere due tappe nervose, oltre la cronometro, che hanno combattuto la noia piatta di una volata scontata.

Dopo il giorno di riposo la corsa torna in patria, ma a partire da martedì, visto che il lunedì servirà a far assestare le squadre per i trasporti necessari. È il primo dei trasferimenti che frastagliano questo Giro.
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