Il mercato oggi è più freddo, più lucido e gli acquisti avvengono in maniera diversa. Chi acquista non lo fa di impulso, ma valuta con attenzione e si è creata una frattura: tra il livello raggiunto dai prodotti e la percezione del loro valore. Ne abbiamo parlato diverse volte su Cyclinside analizzando il mercato.
È importante ragionare su un posizionamento preciso, ed è la strategia scelta da CBT Italia. Nessuna rivoluzione, solo tornare parlare di qualificazione del prodotto riportandolo in linea con le aspettative di prestazioni e di prezzo attese dal pubblico.

Un esempio virtuoso: Mystero
Il punto di partenza in casa CBT è la Mystero. Non un modello di bicicletta, ma una piattaforma. Una base unica su cui costruire diversi allestimenti, senza disperdere lo sviluppo in una gamma troppo frammentata.
È una scelta che dice molto più di quanto sembri. Perché significa ridurre complessità, tenere sotto controllo i costi e mantenere coerenza tra le versioni. In un mercato che per anni ha moltiplicato tutto, modelli, sigle, varianti, questa è una direzione più razionale e, in definitiva, più facile da leggere anche per l’utente finale troppo spesso confuso da una quantità di sigle che, tradotte su strada, sono difficili da valutare.

Poi ci sono i numeri. Che, volenti o nolenti, sono tornati centrali e la costruzione del prezzo (i nostri lettori spesso ce ne scrivono direttamente) rischia di spiazzare un pubblico pure abituato a misurare la qualità del prodotto partendo proprio dal prezzo. Salvo, poi, lamentarsene.
Ne abbiamo parlato con Bruno e Fabio Tadivo, titolari del marchio cuneese.
Una visione del mercato
Il mercato oggi è più lento, più riflessivo. Lo vedete anche voi?
Sì, è evidente. Il cliente non è sparito, ma è cambiato. Oggi si prende più tempo, confronta, vuole capire. Non compra più per impulso, o almeno lo fa molto meno. Questo significa che il valore non è più qualcosa che puoi dare per scontato: devi spiegarlo, devi renderlo chiaro.
In questo scenario, dove si colloca CBT?
In una posizione precisa: quella dell’equilibrio. La nostra idea è offrire un prodotto tecnicamente evoluto, aggiornato, ma che mantenga un rapporto coerente con il prezzo. È una fascia che negli ultimi anni si è un po’ persa, ma che oggi sta tornando centrale.
La piattaforma Mystero è il cuore di questa strategia
Esatto. Mystero non è solo un modello, è una base progettuale. Abbiamo scelto di lavorare su una piattaforma unica, da declinare su più allestimenti. Questo ci permette di essere più efficienti nello sviluppo, di controllare meglio i costi e di mantenere coerenza nella gamma.
In un mercato che ha moltiplicato modelli e varianti, noi abbiamo fatto una scelta diversa. Più razionale.
Quanto conta oggi il prezzo?
Conta molto più di prima e non è una questione semplice, perché ha a che fare con la percezione stessa del prodotto che viene legata alla cifra. Il cliente mette in relazione quello che paga con quello che riceve. E se questa relazione non è chiara, si ferma.

Il valore del prezzo
Entriamo nel concreto: come si traduce questa filosofia nella gamma?
La Mystero con Shimano Dura-Ace Di2, ruote Newmen e un peso sotto i 7 kg è proposta a 4.770 euro. Salendo, con un allestimento più evoluto, si arriva a 5.590 euro.
Poi scendiamo con Ultegra Di2 a 3.771 euro e 105 Di2 a 3.399 euro, fino alla gravel sotto i 3.000 euro.
Ma il punto non è solo il listino. È come ci arrivi.
Cosa intendete?
Che il prezzo è il risultato di una struttura Noi lavoriamo per ottimizzare alcune voci di costo tipiche del settore aumentando le risorse a disposizione del prodotto quali progettazione, materiali sviluppo e visibilità del marchio.
La produzione oggi è globale per tutti, non è quello il tema. Il tema è cosa fai prima, come progetti, e come costruisci il valore.

Anche la trasparenza sembra diventata centrale…
Lo è. Il cliente oggi vuole capire. Dichiarare i materiali, spiegare le scelte tecniche, non è più un dettaglio: è parte del prodotto. È un modo per costruire fiducia.
Come nasce il telaio Mystero, e dove?
È una progettazione che realizziamo con attenzione qui, in Italia. Facciamo le nostre valutazioni, sperimentiamo, e poi facciamo costruire dove riusciamo ad avere un prodoti di altissima qualità a costi che riusciamo a gestire direttamente. Nella globalizzazione del mercato, ormai, non è più importante dove si lavora fisicamente, ma come si arriva alla qualità desiderata.
La sfida e la storia
È una sfida ai grandi marchi?
Sì. Chi cerca una una marca o un brand specifico continuerà a sceglierlo, ed è giusto così. Ci sono storia, identità, appartenenza.
Noi ci rivolgiamo a un altro tipo di cliente. Più razionale, forse, ma comunque esigente. Uno che guarda al prodotto e al suo valore complessivo.
Ma anche voi, in quanto a storia, non siete nati ieri
Ah no. Abbiamo alle spalle un’esperienza di mercato di oltre 75 anni con un fatturato export di oltre il 95 per cento; nel 2026 l’Italia entra a pieno titolo nella strategia del brand, diventando un ulteriore tassello del suo percorso di espansione: un mercato in cui mettere a valore tutta l’esperienza maturata, rendendola finalmente accessibile a una comunità sempre più ampia di appassionati.
Se doveste riassumere il momento attuale del mercato?
Non è una crisi nel senso classico. È un riallineamento.
Il cliente è più consapevole, e questo cambia tutto: cambia come si costruisce una gamma, come si gestisce il negozio, come si racconta un prodotto.
Alla fine la domanda non è più “quanto costa?”
È “ha senso quello che costa?”. E oggi, più che mai, la risposta passa da lì.
Il segreto? Ottimizzazione
CBT ITALIA lavora su una struttura che razionalizza alcune dinamiche tipiche del settore per concentrare risorse sul prodotto: una scelta contro corrente per tenere sotto controllo il valore finale, quello che molti faticano a trovare nei prezzi altalenanti di una logica che rischia di sminuire il mercato stesso.
«La coerenza con i clienti è fondamentale – spiegano da CBT Italia – fa parte del concetto di fiducia, e un cliente che vede svilire il valore del proprio acquisto con politiche di prezzo che non seguono la percezione del prodotto, smette di acquistare e si ferma. Ha ragione»
E poi si è tornati alla possibilità di acquistare una bicicletta da far evolvere, senza sostituirla
Uno dei punti è proprio questo: con la base top di gamma del telaio Mystero si può scegliere un allestimento piuttosto che un altro in base al proprio budget avendo sempre componenti Premium e senza un salasso economico.
Non è poco.







































Secondo me, ancora non è finita, la crisi è iniziata quando gli aumenti hanno incominciato a salire, salire e ancora oggi salgono, certo per chi non ha problemi, non gli importa che ciò accada. Ma partiamo da quella schiera di futuri ciclisti, che vogliono avvicinarsi a questo sport, senza grandi risorse. E’ una situazione di frustrazione continua, perché vedono ogni giorno allontanarsi la possibilità dell’acquisto del loro desiderio. Ecco però, all’orizzonte si presenta una nuova situazione che può aiutare il futuro ciclista, cioè: l’ingresso diretto dei costruttori Cinesi nel mercato globale a prezzi veramente interessanti, cioè: a prezzi molto inferiori. Questo farà sì, che le vendite dei produttori ( non Cinesi ) cioè per la maggior parte di essi si fermeranno ancora di più, portando inevitabilmente alla chiusura di alcune aziende, ritornando così, a produrre pochi esemplari e tornando a quei piccoli costruttori artigianali, di un tempo che fu.
Salve Claudio, rispondiamo qui: https://cyclinside.it/la-bici-si-divide-in-due-economica-o-premium-e-il-resto/