Gentile Direttore, sono un anziano motocilista e vivo in un borgo in Toscana, mi viene da ridere sulle nostre strade tutte curve e strette tenere una distanza di un 1,5 per il sorpasso (non per i motocilisti che hanno più spazio) ma per chi viaggia in macchina, quello che mi fa più arrabbiare e che la maggior parte dei ciclisti girano affiancati e non solo per due ma anche per tre chiaccherando e se ne fregano se suoni, anzi la maggior parte ti alza anche il dito, in più parlando con pattuglie dei carabinieri e polizia mi dicono che non possono fare niente perché la maggior parte dei ciclisti non portano documenti (vero o falso non so) ma come, noi motocicliste se non hai tutto in perfetto ordine anche i capelli ti legnano, bella giustizia come al solito nella mia adorata Itaglietta.
Una volta in moto affrontando una curva mi sono trovato davanti 6 ciclisti in 3 appaiati in fianco e altri due appaiati dietro,ho evitato uno srike,e non comprendo perché i ciclisti non pensano alla loro incolumità e quella dell’utente moto o macchina che sia.
Spero che la loro arroganza venga prima o poi punita.
Carlo Saltarelli
Gentile Redazione… buongiorno, vorrei che i ciclisti capissero che siamo arrivati al 2026, e che nelle nostre strade non è possibile dare 1.5 metri per superare, perché lo spazio non esiste, inoltre quando sono in gruppo prendono tutta la corsia di marcia, io 65 anni e sono arrivato ad oggi vivo perché mi guardo sempre da quelli che sono pericolosi per se e gli altri, in più con le piste ciclabili utilizzabili, e nessuno o in parte non le utilizzano ma vanno contromano sui marciapiedi sulle strisce pedonali, tutto sommato negli anni indietro c’era più civiltà, buongiorno a grazie
Marcello
Gentile Redazione… e se il o i ciclisti, spesso in gruppo , occupano metà della carreggiata la distanza del 1,5m da dove si considera? Grazie e saluti.
Matteo Moruzzi
La regola del metro e mezzo sta scaldando le tastiere, gli animi, e perdere la pazienza a molti.
Se non c’è spazio e non c’è linea tratteggiata, la legge dice che occorre aspettare. Il buon senso vorrebbe che chi è in bici, possa favorire il sorpasso quando si accorge di avere auto dietro. Inutile immaginare mille casi limite che non sono nemmeno tanto limite perché capitano spesso su strade tortuose e strette.
Io non posso che appellarmi al buon senso reciproco. È l’unico modo per superare un paradosso in cui va a incastrarsi una norma che resta sacrosanta.
Purtroppo sulle strade non si vedono utenti così preoccupati come questi lettori.
Piuttosto resto perplesso sulla risposta avuta dal lettore. Le forze dell’ordine dovrebbero essere in grado sempre di identificare una persona. E comunque hanno tutti i mezzi a disposizione per provvedere.






































Buonasera io essendo un cicloamatore/camionista/automobilista posso dire la mia noi sbagliamo sicuramente ma….sei viaggi da solo l.automobista ti sfiora il 80% delle volte mentre quando sei appaiato in 2 lui ti lascia sempre il 1.50 di distanza …fate voi le vostre valutazioni.
hai riassunto perfettamente
Non mi risulta, le impressioni soggettive non devono essere generalizzate, in giro non è così, ed i ciclisti appaiati creano pericolo ed aumentano il nervosismo degli automobilisti.
Quando pedalo, la mia bici resta prossima al margine, pur con attenzione a buche e pietrisco, e se la strada poco ampia costringe un mezzo grande a pazientarmi dietro, alla prima piazzola esco e faccio segno di passare . E mi ringraziano!
Non condivido nel modo più assoluto le teorie e le proposte di legge sulle bici affiancate nell’extraurbano.
L’articolo 148 del cds prevede che il metro e mezzo vada lasciato “ove le condizioni della strada lo consentano”. Per fortuna, quindi, non è sempre obbligatorio e si può derogare, ovviamente effettuando il sorpasso in condizioni di sicurezza.
Se c’è una macchina ferma su strada per guasto o un masso caduto o un ciclista che pedala qual’è la differenza, che fa l’automobilista?
Per conto mio la prima cosa da fare è far pagare una tassa sulla bicicletta con una targa di riconoscimento visto cosa costano le piste con annesso la manutenzioni.le autorità devono essere più rigorosi in merito . Perché coloro che hanno un cane deve pagare la tassa,non credo che il comune e cantone spenda milioni penso che non sia coerenza
La tassa sui cani non esiste più dal 1991. E questo commento non fa bella figura.
Ah ah ah, esempio perfetto dell’automobilista lamentoso, che commenta ad cazzum
Ieri ero in bici e a un semaforo di cantiere una signora che proveniva dall’altra parte è passata col rosso. Alle mie rimostranze mi ha suonato mandandomi letteralmente a fare in culo.
Morale: tutti gli automobilisti sono degli incoscienti maleducati che passano col rosso e a torto ti maledicono? No, la maggior parte sono rispettosi dei semafori. Quindi perché ogni volta che si parla di ciclisti si fa di tutta l’erba un fascio?
Perché tutto questo odio ingiustificato?
Buongiorno Fabrizio, purtroppo in questi casi bisogna generalizzare, e le statistiche purtroppo non sono a favore della categoria degli utilizzatori della bicicletta, la maggior parte sembra sentirsi al di sopra delle regole. Per lavoro guido gli autobus da turismo, e di categorie fastidiose sulla strada ce ne sono tante, il problema dei “ciclisti”, che sono considerati categoria debole, nella maggior parte dei casi, giocano su questa cosa e fanno come gli pare…
Bravo Marco, lei ha centrato il punto. Purtroppo oggi molti fautori della bici si sentono non dei normali utenti della strada come tutti gli altri (ognuno con le loro specificità, per cui è sacrosanto battersi per migliorare le infrastrutture ciclabili, come troveremmo assurdo abitare in città senza uno straccio di marciapiede per i pedoni) ma si sentono delle specie di supereroi al di sopra di tutto e di tutti, ai quali tutto è dovuto e niente è richiesto. Salvo poi, ironia della disonestà intellettuale, pestare i piedi per terra se vengono stigmatizzati e ne viene fatta di tutta l’erba un fascio. E ciò più di ogni altra cosa lede la categoria e le giuste richieste che facciamo. l’Internet è pieno di pagine su cattivi automobilisti/motociclisti e queste pagine sono frequentate da quelle stesse categorie, da persone che sono desiderose di fare autocritica mettendo al palo gli errori o i comportamentismo scorretti degli altri.
“…pestare i piedi se ne viene fatta di tutta l’erba un fascio. E ciò più di ogni altra cosa lede la categoria…”
Quindi lei ritiene sia addirittura controproducente far presente che esistono ciclisti che rispettano il codice e gli automobilisti? Perché?
Ma se una persona è corretta, perché dovrebbe tacere di fronte alle solite critiche: “passano col rosso, stanno in mezzo alla strada, sono arroganti, ecc ecc”?
Io non faccio di tutta l’erba un fascio sia quando parlo di ciclisti che quando parlo di automobilisti.
I maleducati sono presenti in ogni categoria.
Buona giornata
Quindi io che circolo da solo, sul margine destro della strada, con un bel RADAR lampeggiante dietro devo rientrare nella categoria di quelli che passano col rosso o viaggiano in mezzo alla strada. Da ormai più di un anno vado in bicicletta e praticamente mai ho visto auto incolonnate dietro gruppi di ciclisti, mentre quotidianamente vengo sfiorato dal coglione di turno in automobile. Pensate voi che fate di tutta l’erba un fascio che una volta sono dovuto saltare sull’erba della banchina per non essere falciato da un bilico. Certo, continuiamo su questa linea per la quale i ciclisti sono tutti delinquenti, non guardiamo che gli illeciti sono compiuti dalla minoranza. In ogni caso ricordo a tutti quanti che sopra quelle biciclette ci sono delle PERSONE, che meritano di vivere la loro passione e soprattutto la loro VITA, che voi ogni giorno sperate si uccidano. Quelle persone a casa hanno famiglia. La prossima volta che vedete un ciclista pensate ai bambini che lo aspettano a casa, non ai 30 secondi che perdete voi.
Guido auto, moto e ho due bici con le quali vado sia in strada che nel bosco . Per strada è diventato un dramma, la strada odia i ciclisti, questa è la verità. Mi sono trovato più volte a essere sffiorato da auto, furgoni e anche camion pur essendo solo e a destra. Una volta in salita eravamo in due in fila uno dietro l’altro, su una curva a destra scendeva il camion della nettezza urbana che aveva tagliato stringendo la curva , ci siamo letteralmente infilati nel fossetto a destra per evitare l’investimento. Con lo scooter vedo la stragrande maggioranza di chi guida usare il telefono distraendosi pericolosamente. Tutta questa storia contro i ciclisti va rivista al contrario, ma molto al contrario!!!
Caro Claudio, purtroppo è una battaglia persa. Noi ciclisti siamo odiati al pari delle SS, mentre gli automobilisti sono sempre ligi al codice della strada, mai distratti, mai sopra i limiti.
C’è una sottile differenza per chi usa la bici per gli spostamenti necessari e chi invece lo fa per puro divertimento personale invadendo strade principali a discapito di chi quelle strade le usa per spostamenti di servizio e lavori,un po’ di rispetto reciproco sarebbe auspicabile.
Spostamenti di servizio e lavoro… La domenica… Ma mi faccia il piacere!
La sottile differenza la vede solo lei, perchè a casa mia si chiama libertà e dal suo pensiero io dovrei restare a casa perchè lei deve andare al lavoro? E mi scusi, quanta strada deve fare per andare al lavoro? E quanti ciclisti trova ogni volta che si sposta per lavoro?
Perchè da come parlate, sembra che in giro ci siano solo ciclisti che vi intralciano dalla mattina alla sera, dal lunedì alla domenica e che voi lavoriate h24 – 7/7…. e che tutte le strade che percorrete siano larghe 2 metri in totale, di cui 1,90 occupata dai soliti 2 ciclisti appaiati
Io invece ripeto che normalmente i “piloti” che ci sono in giro non capiscono che se anche stanno dietro a 1 o 5 o 10 ciclisti per 30″, non gli cambia un beneamato cazzo, giusto per dirla come si deve, perchè questa è la realtà, ma che se ne toccate uno anche solo per sbaglio perchè non potete aspettare quei 30″ le conseguenze possono essere MORTALI (che vuol dire che qualcuno muore, se non le fosse chiaro) e di sicuro non è chi sta dentro l’auto!
Bravo!
Ma perché uno non può giocare a pallone sulla strada e invece i ciclisti per sport ci possono andare, senza targa,senza assicurazione,e senza pagare il bollo pardon tassa di proprietà, quando sono in gruppo arroganti e forte del numero occupano tutta la corsia e se ne fregano di chi è sulla strada magari per lavoro
Sulla prima domanda la risposta è nel Codice della Strada.
Sulle tasse che si vorrebbero affibbiare ai ciclisti per motivi forse non troppo oscuri, avevamo già scritto qui: https://cyclinside.it/perche-le-biciclette-non-pagano-bollo-e-assicurazione/
Scusate se ricordo un detto sardo e cioè “neghe o no’ neghe bi pianghe s’alveghe”, che tradotto significa ” colpa o non colpa chi viene sacrificata è la pecora”, in pratica i ciclisti vanno come vogliono, violando l’articolo 182 cds, però se succede l’incidente cosa si fa? in primis tolgono la patente all’automobista, poi si vedrà, come se la colpa, a prescindere sia dell’automobilista, per non parlare dell’attravarsamento dei ciclisti sulle strisce pedonali “in sella”, vietato dall’articolo 190 cds