Il Movimento per un Ciclismo Credibile (MPCC) sto osservando con molta attenzione quanto sta avvenendo nel ciclismo per quanto riguarda l’eventuale uso di pratiche che possono nuocere alla salute. Proprio alla vigilia della presentazione del Tour de France 2025 c’è stata, a Parigi, la riunione annuale in cui si è discusso sui temi del momento.
Tra questi grande attenzione è stata data sugli argomenti più recenti: l’uso dei chetoni e la pratica che sfrutta il monossido di carbonio.
Entrambi gli elementi non sono ancora stati inclusi nella lista delle sostanze vietate dell’Agenzia Mondiale Antidoping (WADA), ma sollevano preoccupazioni significative per l’etica dello sport e la salute degli atleti.
In particolare, l’assemblea dell’associazione è stata critica verso l’UCI che si ripromette di terminare uno studio sugli effetti dei chetoni solo per la fina del 2025.
Ecco i temi su cui punta il dito l’MPCC.
Chetoni
Questi integratori sono utilizzati per migliorare la performance aumentando la disponibilità di energia durante le competizioni. Tuttavia, il loro effetto potenziale sul miglioramento delle prestazioni ha portato il MPCC a chiedere una regolamentazione più severa. L’uso dei chetoni è stato spesso considerato una “zona grigia” del doping, poiché può influenzare significativamente la resistenza fisica senza violare le regole esistenti. MPCC ha criticato l’assenza di provvedimenti da parte delle autorità internazionali, sottolineando il rischio di un utilizzo non controllato e quindi pericoloso per la salute degli atleti.
Monossido di Carbonio
Anche l’uso del monossido di carbonio come metodo per migliorare la prestazione è motivo di preoccupazione. Si è scoperto che in alcuni casi viene inalato deliberatamente per incrementare temporaneamente il trasporto di ossigeno nel sangue, migliorando così le prestazioni aerobiche. Tuttavia, questa pratica può comportare rischi per la salute, inclusi potenziali danni neurologici e respiratori. Il MPCC ha sollecitato WADA a intervenire, evidenziando l’urgenza di regolamentare l’uso di queste tecniche per proteggere gli atleti e preservare l’integrità dello sport
Il MPCC ha voluto mettere in evidenza la lentezza degli organi istituzionali che rischiano di portare a una risposta lenta verso eventuali pericoli.
a cura di GpR


































