La nostra idea al riguardo? No, non dovrebbe proprio stare lì davanti Tadej Pogacar. Abbiamo detto spesso che il personaggio è difficile da gestire, e parte della sua forza è proprio nella “testa matta”, ma oggi nell’arrivo di Francavilla ha veramente rischiato tanto. Passare da sicuro vincitore a ritirato è un attimo.
Il vantaggio del rispetto
Pogacar riesce a risalire più facilmente la testa del gruppo. Questo perché in gruppo c’è sempre un po’ di timore reverenziale nei confronti della maglia rosa. Se poi la maglia è sulle spalle di uno che viene spesso paragonato a Merckx, la reverenza è doppia. E nessuno si sogna di andare a dare una spallata alla maglia rosa in 40^ posizione. Ma il suo compagno di squadra a ruota di lui la spallata l’ha presa, e bella forte, perché a lui non sono stati applicati gli stessi sconti. Quando poi si arriva su nei primi 20, i corridori guardano solo il pacco pignoni di quello davanti, e non fanno sconti a nessuno. E lì è arrivata anche a Pogacar la spallata. Si è rialzato appena in tempo, perché lì è avvenuta una caduta dove poteva lasciare il Giro. È questione di attimi.
La tecnica della caduta (per farsi meno male)
La caduta è avvenuta proprio per una spallata, nel più classico nei modi delle cadute ini volata: il corridore sulla sinistra ti dà una spallata, tu sei molto vicino a quello davanti a te e a causa della spallata ti sposti di pochi centimetri e tocchi la ruota di quello davanti. La classica “arruotata”. La ruota di quello davanti ti gira il manubrio e sei totalmente impotente. Capisci che stai per picchiare per terra ma non hai più il controllo della bicicletta. L’unica cosa che puoi fare è iniziare a gestire la caduta mettendo avanti le mani e cercando di rotolare via. Non bisogna fermarsi. Prima ci si ferma e più ci si fa male: l’ideale sarebbe buttare avanti le mani e poi cercare di rotolare su spalle e schiena in modo da rallentare gradatamente, ruotando almeno 3 – 4 volte. Facile a dirsi, difficile da realizzarsi. Ma quando vedete corridori che sono caduti a 65 all’ora e non si sono rotti nulla, in qualche modo sono riusciti a gestire la caduta. Questione di riflessi e di “allenamento”, con le cadute collezionate nelle categorie giovanili.
Sinceramente non capisco questa smania di stare davanti nelle tappe di pianura di Pogacar. La buona gestione direbbe di stare tra la 60^ e l’80^ posizione e guardare cosa succede davanti. In quella posizione di solito si ha il tempo di evitare eventuali cadute. Così stanno facendo gli altri che puntano alla classifica. E forse gli altri stanno vedendo in queste follie di Pogacar l’unica opportunità di portarsi a casa il giro.

































