La fiera non serve più alle biciclette, tanto meno quella di Milano dove, ormai, girano tutti alla larga. Visitarla costa troppo. Grazie del vostro articolo.
Antonio
Grazie Antonio, l’impressione che ho avuto è che sia sempre più una fiera di cultori – delle moto in questo caso. Il calo notevole di elettriche anche tra le moto è un segnale importante. Sono sempre più convinto che le uniche elettriche che funzionino davvero, per ora, siano le biciclette. Moto e auto alla fine hanno ancora troppi compromessi. Non ne faccio neanche una questione di costi. Se una cosa conviene davvero il costo diventa sostenibile entro certi limiti.
La fiera e le bici? Negli anni scorsi c’erano e-bike anche in stand motociclistici, evidentemente non ne è valsa la pena. Il nostro mercato, al momento, sembra focalizzato su altro.
Serve una fiera delle biciclette? L’Italian Bike Festival, meno istituzionale, funziona. Milano non raccoglie più interesse per tanti motivi e non solo per i costi (i grandi marchi non ci vengono più neanche con gli spazi regalati). Il motivo è la risposta alla domanda: “A cosa serve una fiera istituzionale a un’azienda?”.
La risposta, evidentemente, è nei canali di comunicazione alternativi che ci sono e nell’abbandono definitivo alla presentazione di nuovi prodotti a cadenza annuale e sempre nello stesso periodo.


































Devo concordare… la concorrenza di BikeUp (in piccolo) e IBF che sono focalizzate sulla bicicletta rende quella dell’Eicma quasi incomprensibile. Si tratta a mio parere di due settori (moto e bici) talmente differenti che i visitatori potrebbero sentirsi spaesati. Aggiungiamo una discreta diffusione di altre “piccole” manifestazioni durante l’arco dell’anno dedicate esclusivamente alle biciclette a 360 gradi e il quadro è completo.