L’avvicinamento al Trofeo Alfredo Binda entra nel vivo e, come da tradizione, non si limita alla dimensione agonistica. La prima presentazione ufficiale dell’edizione 2026, ospitata a Milano nella sede di Regione Lombardia, ha confermato come la corsa varesina sia diventata nel tempo un progetto continuativo, capace di coinvolgere istituzioni, scuole e comunità locali ben oltre il giorno della gara.
Domenica 15 marzo le strade della provincia di Varese ospiteranno il 27° Trofeo Alfredo Binda – Comune di Cittiglio, prova dell’UCI Women’s WorldTour, e il 13° Piccolo Trofeo Alfredo Binda – Valli del Verbano, inserito nella UCI Nations’ Cup Junior Women, con partenza da Luino e arrivo a Cittiglio. Ma il percorso che conduce a quella data è già iniziato da settimane e mette al centro soprattutto i giovani.
Durante l’incontro milanese è emersa con chiarezza la natura educativa dell’iniziativa. Regione Lombardia ha ribadito il proprio sostegno a un evento che unisce sport di alto livello, promozione del territorio e attenzione alla formazione. Il ciclismo viene proposto come strumento di crescita, di responsabilità e di cultura civica, in grado di parlare alle nuove generazioni e di creare legami stabili con il contesto in cui si svolge.
Gli organizzatori di Cycling Sport Promotion hanno ricordato come il Trofeo Binda sia nato nel 1974 e abbia mantenuto nel tempo una linea coerente: affiancare alla competizione un lavoro costante sul territorio. Un impegno che si traduce in progetti nelle scuole, incontri formativi e collaborazioni con associazioni e forze dell’ordine. Non a caso, protagonisti simbolici della presentazione sono stati 35 alunni delle scuole di Cittiglio, chiamati a raccontare le attività sviluppate nei mesi precedenti.

I ragazzi hanno illustrato progetti legati a sostenibilità ambientale, mobilità sostenibile e corretti stili di vita. Dalle proposte per incrementare le rastrelliere per biciclette ai percorsi legati al cosiddetto KM Green, fino alla realizzazione di podcast, il ciclismo diventa un linguaggio attraverso cui affrontare temi attuali e concreti. Un approccio che trova riscontro anche nel lavoro svolto con Anemos, impegnata nella prevenzione del bullismo e del cyberbullismo, e che utilizza lo sport come leva educativa.
Il calendario di avvicinamento alla gara prevede nuovi appuntamenti già nei prossimi giorni, con incontri nelle scuole primarie di Gemonio, Cuveglio e Besozzo. Al centro ci sarà il progetto “Pedala, Pedala… in Sicurezza”, realizzato insieme alla Polizia Stradale e alle Polizie Locali, per trasmettere ai più giovani le regole della strada e il valore del rispetto reciproco. Un passaggio considerato fondamentale in un territorio che vive quotidianamente la bicicletta, non solo come sport ma anche come mezzo di spostamento.

Accanto all’aspetto educativo resta centrale anche quello sportivo. Il Piccolo Trofeo Binda vedrà al via 30 squadre, di cui 13 nazionali, mentre la prova WorldTour schiererà 14 formazioni WorldTour e 6 Professional, confermando l’attrattività internazionale della corsa. La copertura televisiva garantirà visibilità all’evento e al territorio, rafforzando il legame tra competizione e promozione locale.
In questo quadro si inseriscono anche i momenti istituzionali che hanno portato il Trofeo Binda fino a Roma, con incontri al Ministero dell’Economia e delle Finanze e la presenza alla presentazione della Coppa Italia delle Regioni. Passaggi che testimoniano come la manifestazione sia ormai riconosciuta come modello di evento sportivo capace di generare valore sociale.

Il Trofeo Alfredo Binda continua così a costruire il proprio futuro partendo dai giovani. La gara resta il momento culminante, ma il senso più profondo del progetto vive nelle aule scolastiche, negli incontri formativi e nel dialogo quotidiano con le comunità. Un percorso che accompagna il territorio tutto l’anno e che trova nel ciclismo un filo conduttore semplice e condiviso.


































