La storia del Mont Ventoux è epica del ciclismo oggi fatta dal pubblico ancora prima dei corridori. Un vero muro di gente sin dai primi metri di scalata, come se si fosse all’arrivo. Tantissima gente su tutto il percorso, a dire il vero. Come se il Ventoux spandesse il suo fascino ben oltre la salita stessa.
I grandi, invece, l’hanno presa con prudenza, lasciando alla fuga un dilagare di minuti. Mancato rispetto al monte calvo da parte dei grandi?
All’inizio della salita la Visma Lease a Bike ha messo in chiaro le cose.
Vingegaard deve dimostrare con le gambe e prima ancora con la tattica, la verità delle dichiarazioni che ha fatto ultimamente. Pensa davvero di poter ancora vincere il Tour de France? Che stia bene è vero, l’ha dimostrato e non fatevi ingannare da Pogacar, lui è Hors Categorie, come alcune salite, come il Mont Ventoux. E allora che si fa? Bisogna attaccare a tutta e forte.
Andatura forte nel gruppo che si è assottigliato subito, ma davanti è Enric Mas a mettere il suo timbro senza perdere neanche troppo dal gruppo maglia gialla in recupero da lontano. Ma non finisce mica con uno scatto solo il Ventoux.
Ottima corsa pure di Alaphilippe. Uno che si rimette a posto da solo una spalla slogata e prova a vincere (per lui aveva pure vinto, l’altro giorno, non avendo visto gli altri davanti) sta bene, c’è poco da fare. L’istinto animalesco di Alaphilippe si è sommato all’entusiasmo, al punto di farlo partire subito, a inizio salita. Anche troppo, ma lo sapeva. Non è roba sua il Ventoux, ma ben ritrovato campione.
Ben Healy non molla mai al punto da recuperare pure su Mas e restare da solo con Paret-Peintre in una bella gara di schiaffi a scatti continui. Un tira e molla che fa recuperare gli avanzi di fuga precedente. È rientrato anche Buitrago. Ma il finale è di Paret-Peintre che ha battuto Ben Healy in una volata lunghissima.
Fiammata Vingegaard
A sette chilometri dal traguardo il danese s’è mosso. Ha dato una botta davvero forte, da recuperare in un attimo un minuto sui primi. Vingegaard uno, Vingegaard due. Pogacar sempre dietro con l’aria seria e la bocca aperta e, forse, una smorfia. Vingegaard raccoglie gregari di fuga precedente.
Continuano a scatti la maglia gialla e il secondo, non c’è superiorità netta stavolta. Ma Pogacar non è in crisi come sembrava addirittura. Anzi, nel finale riparte e sull’arrivo batte pure Vingegaard di un secondo.
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