Tra le storie che vale la pena raccontare, nel ciclismo, c’è quella del Vigorelli, un velodromo che è, a sua volta contenitore di storie. Storie circolari, storie oblique e mai a ritroso.
Come quella della sua nascita. Il Comitato Velodromo Vigorelli è nato quasi per caso, spinto dal desiderio di ciclisti urbani che si sono ritrovati a difendere il tempio dell’agonismo come non riusciva più a fare chi l’agonismo lo avrebbe dovuto avere nel sangue. Se alla fine è il risultato che conta, quello ottenuto dal CVV (Comitato Velodromo Vigorelli, appunto) vale come tante volate per i giri di pista in più che sono riusciti a fare a dispetto di chi lo voleva abbattere.
Spingendo avanti il velodromo sono andati anche indietro a ripescarne le fondamenta.
Il 28 ottobre è la data attribuita alla sua inaugurazione, fissata all’anno 1935. Ma, cercando a ritroso, gli appasisonati del Comitato hanno scoperto che l’inaugurazione fu, in realtà un anno prima. Sempre 28 ottobre, quindi, ma del 1934.
A conti fatti sono 90 anni tondi, come quelli che vengono celebrati oggi (al momento in cui pubblichiamo questo articolo) e che puntano direttamente ai 100, roba da arrivarci a cento all’ora, quasi come un giro di pista da stayer.
E allora si celebra. Alle 19.00. Si entra dall’ingresso in via Savonarola e ci saranno nomi da pista di legno e di inchiostro. Tra i primi ci sono Marino Vigna, Michele Scartezzini e Marco Pettenella (il figlio di Giovanni). Con loro Carola Gentili (Museo del Ghisallo), Giuseppe Ravasio, Aldo Galbiati, Paolo Tagliacarne e Stefano Rizzato.
A mettere tutti insieme ci penserà Gino Cervi.

Per saperne di più, ecco il link: https://www.vigorelli.eu/notizie/il-vigorelli-compie-90-anni-28-ottobre-1924-2024






































