La domanda era un po’ che mi girava nella testa. Nulla da togliere a mirrorless e reflex, ci mancherebbe, ma sono parecchi anni, ormai, che Canon attenta alla mia schiena. Complici passione e lavoro e, alla fine, anche l’osteopata me l’ha detto chiaramente: alleggerisci lo zaino.
È da qui che nasce l’idea di usare Insta360 Ace Pro 2 non come “semplice” action cam, ma come strumento da reportage giornalistico, da intervista, da diario quotidiano di viaggio. Un cambio di prospettiva che, dopo l’uso sul campo, ha molto più senso di quanto sembri.
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Se siete di quelli che hanno tremato leggendo il titolo, ve lo dico subito: avete ragione. Quel che può fare una mirrorless o una compatta di alto livello (e prezzo) vanno oltre le capacità di questa action cam. Ma, ovviamente, possono integrarsi nel lavoro. Man mano che si prenderà confidenza con la Ace Pro 2, però, ci si renderà conto di come compatta e mirrorless si finirà con usarle sempre di meno. Non è una bestemmia e, ovviamente, ci sono tutti i limiti ottici di poter utilizzare obiettivi in cui si possa giocare con profondità di campo e personalizzazioni pratiche e rapide. Ma per il resto…
Una action cam che esce dal recinto delle action cam
Ace Pro 2 è, tecnicamente, una action cam. Nei fatti, però, prova a sconfinare nel mondo delle videocamere vere, quelle da racconto, non solo da azione pura. Il sensore da 1/1,3” con risoluzione 8K, il doppio chip con elaborazione AI e l’ottica Leica sono il punto di partenza, ma è l’esperienza d’uso a fare la differenza.
Nel reportage, soprattutto giornalistico, contano tre cose: rapidità, affidabilità, qualità costante. Qui Ace Pro 2 gioca una partita sorprendentemente seria.

Interni, esterni, luce difficile: non ci si pensa più
Uno dei grandi limiti delle action cam, storicamente, è sempre stato il comportamento in scarsa luminosità. Con Ace Pro 2 la situazione cambia nettamente.
Ecco, questa è la prima cosa che ho raccontato al collega che mi ha fatto la classica domanda “allora, come va?”. Ed è il collo di bottiglia di tanti strumenti da lavoro che, alla fine, fanno mettere nello zaino la mirrorless. Perché non si sa mai, mi sono sempre detto.
Ecco, questa videocamera (posso chiamarla così senza che nessuno si senta offeso), mi ha fatto fare quel salto importante. A casa tutto il resto, giusto la compatta considerata “d’emergenza” e qualche supporto, percentuali a una cifra, da un cellulare di vertice.
La modalità PureVideo sfrutta l’intelligenza artificiale per ridurre il rumore e recuperare dettagli che, in condizioni normali, andrebbero persi. Interviste in ambienti chiusi, sale conferenze con luci miste, bar, officine, palazzetti: la resa è pulita, leggibile, con un livello di dettaglio più che sufficiente anche per un utilizzo editoriale.
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Bilanciamento del bianco formidabile
A questo si aggiunge un bilanciamento del bianco sorprendentemente reattivo: ci si sposta da una stanza all’altra, da luce naturale a neon o LED, e la camera si adatta quasi istantaneamente. Stesso discorso per l’anti-flickering automatico, che riconosce la frequenza delle luci e corregge da solo eventuali sfarfallii. In situazioni dinamiche, dove non c’è tempo di entrare nei menu, è un vantaggio enorme: è la differenza tra avere la ripresa buona o doverla rifare. Poco male se si tratta di qualcosa di ripetibile, decisamente peggio nel caso di un’intervista (ad esempio).
Alcune prove fotografiche
Ecco alcuni scatti fotografici, effettuati con diverse condizioni di luce, effettuati durante i servizi fatti per Cyclinside. In alcuni casi è stata corretta leggermente la distorsione, che inevitabilmente c’è su una lunghezza focale di questo tipo.
Audio: finalmente non è più un compromesso
Nel lavoro giornalistico l’audio non è un dettaglio, è la priorità. Più in generale lo è per chiunque voglia portare a casa riprese dove l’audio non richieda interventi, a volte disperati, di filtri e lavorazioni. Ace Pro 2 fa un salto netto anche rispetto al modello precedente (mi dice chi l’ha utilizzato).
Il microfono integrato restituisce una voce pulita, con una protezione antivento notevole. A piedi funziona molto bene, in bici il vento un po’ si sente (inevitabile), ma nulla che non si risolva con un microfono esterno classico con opportuna protezione.

Microfono esterno? Fine delle complicazioni
Qui Ace Pro 2 convince davvero: la connessione Bluetooth diretta.
Il microfono dedicato Insta360 Mic Air ha grande autonomia, qualità stabile e può essere usato anche come telecomando per accendere la camera e far partire la registrazione. Un dettaglio praticissimo nelle interviste e nel vlogging. Nella confezione del microfono è presente anche un adattore usb-c per collegare, ad esempio, il microfono a un cellulare.
Ancora.
Ace Pro 2 può collegarsi anche a microfoni Bluetooth di altri marchi, e, cosa non scontata, può registrare insieme al microfono integrato, offrendo una doppia traccia utile in post-produzione.
Il vantaggio pratico è enorme: niente cavi, niente adattatori, niente sportelli aperti che compromettono l’impermeabilità della camera.
Zoom, foto e versatilità reale
Grazie all’8K, lo zoom 2x è realmente utilizzabile, sia in foto sia in video. Non serve solo ad avvicinarsi al soggetto: aiuta anche a ridurre le deformazioni tipiche del grandangolo, rendendo le inquadrature più “televisive” quando serve.
Anche sul piano fotografico Ace Pro 2 si difende bene: non sostituisce una mirrorless, ma per documentazione, backstage, social e appunti visivi è più che adeguata.
L’unico vero limite è la mancanza di riprese macro ravvicinate. Si può risolvere con lenti aggiuntive di terze parti o con l’obiettivo dedicato, ma resta una nota da segnalare. L’iperfocale parte da circa 30 centimetri.

Schermo, agganci e lavoro sul campo
Lo schermo orientabile è uno di quegli elementi che, una volta provati, diventano indispensabili. Riprese dal basso, dall’alto, selfie, interviste improvvisate: tutto è più semplice, più rapido, più controllabile.
Il sistema di aggancio magnetico a incastro è un altro alleato del reportage. In bici, ad esempio, si può spostare la camera dal manubrio all’imbragatura sul petto, oppure a un cavalletto esterno portatile in pochi secondi. Senza viti, senza perdere tempo, senza interrompere il racconto.
La batteria è un altro punto forte: l’autonomia è notevole e permette di coprire tranquillamente una giornata di lavoro leggero o un’intera uscita di viaggio. Una batteria di ricambio, tuttavia, mi sento di consigliarla sempre. Soprattutto se si sta fuori una giornata. Va segnalato, pure, che la ricarica, a patto di avere un po’ di tempo e una presa a disposizione, è piuttosto veloce.
Il sistema di aggancio è immediato grazie alla guida magnetica e ai ganci meccanici che assicurano un bloccaggio sicuro anche con forti sollecitazioni (l’abbiamo provata su un percorso gravel).
Qualche compromesso c’è, ma è dichiarato
La doppia presenza di sportelli, uno per la batteria e uno per USB-C e microSD, rende il sistema potenzialmente più delicato e, sulla carta, più a rischio rispetto a soluzioni più monolitiche. Non è un problema reale nell’uso quotidiano, ma è una scelta progettuale che va citata.
Gli accessori in dotazione
Ace Pro 2 arriva con una dotazione concreta:
- batteria da 1800 mAh
- supporto standard
- sistema di montaggio magnetico
- cover antivento removibile
- protezione per il microfono
- protezioni per la lente
Accessori che, già così, permettono di coprire gran parte degli scenari di utilizzo senza acquisti immediati.
Non solo azione: uno strumento di racconto
Ace Pro 2 è leggera, pratica, immediata. Ma soprattutto è una action cam che supera il concetto di action cam. Gli accessori, le funzioni video, l’attenzione all’audio e alla gestione della luce la spingono verso un uso più narrativo: interviste, reportage, vlogging di viaggio, sport documentato “da dentro”, situazioni dove una videocamera tradizionale sarebbe ingombrante o semplicemente impossibile da usare.
Alla fine, la domanda resta la stessa: posso lasciare a casa la mirrorless?
Forse non sempre. Ma sempre più spesso, sì. E la schiena ringrazia.
Cosa abbiamo sfruttato nella prova
- Bike Bundle
- Xpolrer Grip Kit
- Mic Adapter
Ecco il nostro commento sugli accessori
Il Bike bundle, nomen omen, è obbligatorio averlo per chi va in bicicletta. Comprende il supporto snodato per il fissaggio della camera alla bicicletta, è adatto a vari diametri: non solo il manubrio, si può fissare anche ai pendenti posteriori e il riduttore in gomma conviene portarlo dietro per riprese particolari. Nella confezione è compreso anche il supporto da mettere sul petto. Proprio grazie all’aggancio a incastro magnetico è possibile passare rapidamente la camera da una posizione all’altra con punti di vista differenti. Un passo avanti significativo per chi viene da altri sistemi più macchinosi.
L’Xplorer Grip Kit trasforma, letteralmente, la action cam in una macchina fotografica, almeno nelle apparenze. Intanto la protegge. È una struttura in alluminio che la contiene completamente costruendole attorno un’impugnatura che facilita la presa per le foto, ma anche per le riprese. È costituita da due parti: la gabbia e l’impugnatura. La prima è utile come protezione e offre un aggancio supplementare per le riprese in verticale (la videocamera può fare riprese in verticale semplicemente ruotandola dopo aver abilitato la funzione nel menu intuitivo), la seconda si applica tramite innesto a vite con un miniattrezzo che scompare in un’apposita tasca magnetica nell’impugnatura. Il pulsante di “scatto” è una leva che si innesta nella parte superiore della gabbia. L’azionamento è evidenziato da un clic meccanico evidente. Un po’ macchinoso, con questa sovrastruttura, sostituire la batteria perché per far aprire la parte destra della gabbia e accedere al comparto batteria, è necessario rimuovere la leva di scatto.
È indispensabile avere l’Xplorer Grip Kit? Prima di averlo e guardando il prezzo (oltre i cento eruo) ci si convince di poterne fare a meno. Una volta a disposizione, si usa sempre e torna pure comodo in tante situazioni. Oltre a proteggere la videocamera risulta davvero molto pratico.
Il costo può essere un deterrente e se è vero che online ci sono molte alternative davvero a tutti i prezzi è anche sacrosanto che i componenti “certificati” offrono maggiore sicurezza. Per esperienza, prodotti pure affascinanti che non passano per i marchi ufficiali si sono spesso rivelati forieri di disastri.
Personalmente è risultato molto comodo anche il legaccio da polso.
Un’alternativa all’Xplorer Grip Kit è l’impugnatura Xplorer pro che trasforma ancora di più la action cam in una macchina fotografica spostano all’esterno, quindi ancora più raggiungibili, alcuni comandi e, in più, è dotato di batteria supplementare nell’impugnatura. Quest’ultimo strumento non lo abbiamo provato ma valeva la pena segnalarlo ai lettori.
Il Mic Adapter serve unicamente a collegare un microfono esterno tramite un jack 3,5. È dotato anche di una porta usb-c per la ricarica della camera (ma non per il trasferimento dati). Si aggancia a incastro al posto dello sportellino (che quindi va tolto dall’incastro della cerniera) sulla sinistra.
Conclusioni
Abbiamo già provato diversi prodotti Insta360, in particolare le camere a 360 gradi (trovate tutto seguendo questo link) e questa Ace Pro 2 ci pare come il completamento perfetto di una gamma che permette di fare davvero di tutto. Ci siamo naturalmente concentrati sull’aspetto “bici”, ma gli accessori permettono di usare la camera in un’enormità di contesti. La camera semplice, così come esce dalla confezione, in fondo è solo il nucleo attorno cui ruota un ecosistema che si fa crescere come si vuole e si va ad arricchire sempre di più.
La Instra360 Ace Pro 2 è disponibile in diverse versioni e con “pack” contenenti diversi accessori. Quello base, camera, una batteria, cavo di connessione, supporto e protezione microfono, parte da 449,99 euro.
Per le altre configurazioni si può vedere direttamente sul sito del produttore: https://store.insta360.com/it/product/ace-pro-2

Differenze tra Insta360 Ace Pro e Insta360 Ace Pro 2
La Insta360 Ace Pro 2 rappresenta un’evoluzione significativa rispetto alla precedente Ace Pro, introducendo miglioramenti sostanziali in termini di qualità d’immagine, prestazioni in scarsa luminosità, potenza di elaborazione e funzioni professionali. Il nuovo modello adotta un sensore 1/1.3” di nuova generazione abbinato a ottiche Leica SUMMARIT, capace di registrare video fino a 8K a 30 fps, contro gli 8K a 24 fps della Ace Pro. Anche l’Active HDRfa un salto di qualità, passando da 4K 30 fps a 4K 60 fps, mentre la modalità PureVideo per le riprese notturne arriva ora a 4K 60 fps, offrendo immagini più luminose e con meno rumore.
Dal punto di vista hardware, Ace Pro 2 è la prima action cam Insta360 dotata di doppio chip: uno dedicato all’elaborazione dell’immagine e uno AI da 5 nm, che, assicura il produttore garantiscono una potenza di calcolo superiore del 100 per cento rispetto alla Ace Pro. Questo si traduce in una migliore riduzione del rumore, maggiore efficienza energetica e file video più ottimizzati. Sul fronte colore, Ace Pro 2 introduce i profili colore Leica e il nuovo profilo I-Log, pensato per chi desidera maggiore flessibilità in post-produzione.
Anche audio, autonomia e usabilità sono stati migliorati: la nuova cover antivento rimovibile, l’audio Bluetooth a doppia traccia, la batteria da 1800 mAh con ricarica rapida e il touchscreen orientabile da 2,5” rendono Ace Pro 2 più adatta a vlog, sport d’azione e utilizzi professionali. Restano compatibili molti accessori della Ace Pro, inclusa la batteria.
| Caratteristica | Insta360 Ace Pro | Insta360 Ace Pro 2 |
|---|---|---|
| Sensore | 1/1.3″ | 1/1.3″ nuova generazione |
| Video massimo | 8K 24fps | 8K 30fps |
| Active HDR | 4K 30fps | 4K 60fps |
| PureVideo (low light) | 4K 30fps | 4K 60fps |
| Foto | 48 MP | 50 MP |
| Chip | 1 chip AI | Doppio chip (imaging + AI) |
| Profili colore | Flat | Leica + I-Log |
| Audio | Standard | Cover antivento + doppia traccia BT |
| Impermeabilità | 10 m | 12 m |
| Batteria | Inferiore | 1800 mAh + ricarica rapida |
| Schermo | 2,4″ | 2,5″ più luminoso |























































