Dopo avervene già iniziato a darne conto qui, torniamo sulle novità che si sono viste gli scorsi 4, 5, 6 settembre a Misano Adriatico, in occasione di International Bike festival 2026.
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Shimano e le nuove ruote
Iniziamo dallo stand Shimano, uno dei punti di maggiore interesse dell’International Bike Festival 2026 di Misano Adriatico. Molti visitatori erano probabilmente arrivati cercando informazioni sul nuovo gruppo Dura-Ace, già visto in gara dai corridori professionisti e destinato, con ogni probabilità, ad arrivare sul mercato.
Da questo punto di vista, però, le aspettative possono essere rimaste deluse: il nuovo Dura-Ace è ancora in fase di utilizzo da parte di alcuni “prof”, ma non è stato ancora presentato ufficialmente al mercato.
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Piuttosto, la ghiotta novità che il pubblico ha potuto vedere allo stand Shimano ad IBF riguarda la nuova famiglia di ruote Dura-Ace WH-R9370.
Si tratta di ruote che portano Shimano pienamente al passo con gli standard tecnologici più attuali: sono profondamente diverse rispetto alla generazione precedente, sia per caratteristiche dimensionali sia per gli aspetti più propriamente tecnici.
È un’evoluzione che permette a Shimano di confrontarsi sullo stesso piano con molte delle aziende che negli ultimi anni hanno fatto importanti passi avanti nel settore “ruote strada”, ma qui il punto chiave in più è un rapporto qualità/prezzo davvero appetibile, sopratutto se si considera anche il blasone del marchio in oggetto. Le ruote Dura-Ace costano “solo” 2.799 euro, comunque molto meno dei circa 4.000 euro che è facile e frequente trovare su coppie ruote di altre grandi “major” del settore, ce si avvalgono di architettura, peso e concetti tecnologici simili a quelli delle ruote del marchio giapponese.
Fasten, la bici ripensata
La seconda novità arriva da Fasten, marchio di Cuneo che già lo scorso anno, all’Italian Bike Festival, aveva mostrato per la prima volta la propria particolare architettura di bicicletta.
L’idea alla base del progetto è piuttosto radicale: ripensare il rapporto tra ruota e telaio eliminando alcuni degli elementi tradizionalmente integrati nella ruota. In particolare, il corpetto ruota libera sul quale viene montato il pacco pignoni, i cuscinetti e il disco del freno non sono più vincolati alla ruota, ma diventano parte integrante del telaio.
Una soluzione che richiede naturalmente ruote dedicate. E qui arriva un’altra particolarità del sistema Fasten: la ruota anteriore e quella posteriore sono identiche e quindi intercambiabili. Entrambe si innestano sul telaio attraverso un perno passante da 14 millimetri, quindi di diametro superiore rispetto allo standard normalmente utilizzato sulle bici da strada.
La vera novità vista all’International Bike Festival 2026 è però Aeris, primo telaio Fasten progettato espressamente per questa architettura.
Aeris è un telaio da strada che consente finalmente di trasformare il progetto Fasten in una bicicletta completa, pronta per essere commercializzata.
I tecnici del marchio piemontese ci hanno anticipato inoltre che a breve arriverà anche un telaio gravel, sempre sviluppato intorno alla stessa architettura.
I vantaggi dichiarati riguardano innanzitutto la semplicità del sistema, sia in relazione al fissaggio della ruota che della sua regolazione. Ma è soprattutto la rigidità complessiva a guadagnarci: in questa architettura, infatti, i cuscinetti non sono collocati all’interno del mozzo, come avviene normalmente, ma posizionati direttamente sul telaio, sulle estremità delle punte forcella e sulle estremità dei foderi posteriori.
Anche il particolare sistema di perno passante oversize (da 14 mm) contribuisce alla rigidità dell’insieme, mentre il telaio mantiene caratteristiche e standard che oggi ci si aspetta da una moderna bicicletta da strada, prima di tutto il forcellino UDH e il passaggio ruota generoso.
Fasten Aeris viene proposto in diversi allestimenti e quindi con prezzi differenti. La versione di ingresso parte da 5.990 euro: è il primo passo concreto verso la commercializzazione di un’architettura che, più che una semplice variante costruttiva, prova a ripensare il modo in cui ruota e telaio interagiscono tra loro.
Elite, il rullo smart di alta gamma
Passiamo in casa Elite, dove la novità dell’International Bike Festival è stata il Justo 2 Zwift Con&Click.
La particolarità di questa configurazione è il sistema di trasmissione sviluppato per l’utilizzo con Zwift: il pignone non è più quello della normale cassetta montata sulla bicicletta, ma è integrato nel sistema Cog&Click.
A questo si aggiungono i comandi Click, che vengono posizionati sul manubrio e permettono di cambiare rapporto direttamente da lì. Il risultato è una configurazione che non richiede l’utilizzo della normale cassetta pignoni della bicicletta sul rullo a trasmissione diretta.
È una soluzione della quale abbiamo già parlato in un articolo dedicato su Cyclinside, che vi lasciamo linkato qui.
All’International Bike Festival, però, abbiamo avuto l’occasione di vedere questo smart trainer dal vivo e osservarne più da vicino il funzionamento.
Wilier Triestina, tra novità “official” e “unofficial”
Le novità di “Wilier” riguardavano soprattutto due biciclette, molto diverse per filosofia e destinazione d’uso.
La prima è la nuova Filante SL ID2, una versione più accessibile della Filante SLR ID2 presentata da Wilier Triestina nel 2025: ne mantiene spirito e vocazione che sono quelle di una bicicletta “race” sviluppata espressamente per le prestazioni e per la competizione, ma con un posizionamento di prezzo più contenuto rispetto alla versione di vertice.
Accanto alla Filante, a IBF era esposta anche una novità che, ufficialmente, non è stata ancora presentata. Si tratta della Groove, e l’arrivo sul mercato è previsto per il 29 ottobre.
Per il momento le informazioni tecniche rese disponibili da Wilier Triestina sono ancora piuttosto essenziali, proprio perché la presentazione ufficiale deve ancora avvenire.
La Grove in ogni caso si colloca in una zona molto più trasversale del mercato. È una gravel pensata per chi si avvicina a quell’ampio spettro di utilizzi che oggi va dal gravel all’all-road, con la possibilità di essere facilmente convertita anche all’impiego stradale.
Non è quindi una bici pensata per occupare la fascia più alta del catalogo, piuttosto per rivolgersi a un pubblico ampio, interessato a una bicicletta versatile e capace di adattarsi a utilizzi differenti.
Thok, arriva la prima “muscolare”
Dalla Groove di Wilier Triestina passiamo alla Grow di Thok: è bici che fa notizia piò che altro perché si tratta della prima bici muscolare prodotta da questo marchio nato una decina di anni fa e specializzato espressamente (e fino a ieri unicamente) nelle e-bike.
L’incursione nel mondo delle “muscolari” avviene con questa gravel dallo spirito corniolo, che a ben vedere è il segmento di mercato che più ha riscosso successo negli ultimi tempi e forse proprio per questo i piemontesi di Thok hanno voluto puntare su questo segmento per fare questo ingresso.
Un percorso inverso invece lo ha fatto Fondriest: la Doyenne-E non è certo la prima “elettrica” del marchio di proprietà di Cickli Esperia, ma la versione a pedalata assistita della efficiente gravel omonima siglata Fondriest.
Ancora 32 pollici

La rassegna si chiude con una carrellata di bici cui abbiamo già dato parecchio spazio nei contenuti recenti dedicati a IBF 2026, le bici da 32 pollici.

Questa attenzione non è frutto di una nostra particolare predilezione per l’argomento, piuttosto è documentazione oggettiva di quella ce senza dubbio è stata la novità e tendenza tecnica più inedita e frequente vista in fiera.

Nel video che vi invitiamo a cliccare troverete dunque delle 32 pollici (sia gravel, sia mtb) cui ancora non avevamo dato spazio prima, senza dimenticare che a IBF abbiamo documentato (e anche provato) delle interessanti 32 pollici ancora sotto embargo, di cui ovviamente vi diremo e racconteremo appena lo potremo “ufficialmente” fare.

Non da ultimo, assieme ai telai è anche tutto il reparto componentistica a 32 pollici che sta facendo passi avanti significativi sul fronte della industrializzazione e commercializzazione, prima di tutto per quel che riguarda gomme e ruote dedicate a questo formato.






























