Si può essere d’accordo su quello che dite, però attenzione che per esempio con l’automobile stanno distruggendo molto velocemente i marchi storici Europei… Volkswagen vuole tagliare 100.000 dipendenti entro 2/3 anni… E non hanno dovuto alzare i prezzi, delle automobili importante.. non vorrei che anche i marchi italoeuropei dovranno lasciare a casa dipendenti con rispettive famiglie, costano meno perché il governo cinese mette la differenza, il carbonio torayca per le bici esempio lo usano eccome.. e il costo della bicicletta è palesemente più basso di una Europea…Le cose vanno dette come sono a tutto tondo…
Daniele dal nostro video sui prezzi fatto a Eurobike.
Sì, non siamo stati a ripetere tutto se no veniva lunghissima. Ma il lettore ha ragione. La questione sarà quando finirà il “boost” (che è un po’ improprio dirlo così, in realtà) del governo cinese e vedremo chi si sarà strutturato adeguatamente. Intanto non sappiamo neanche con certezza quanto vorranno spingere.
È vero che molte aziende cinesi possono contare su economie di scala, una filiera molto integrata e anche su politiche pubbliche di sostegno. Allo stesso tempo, bisogna considerare che molti marchi europei producono da anni proprio in Cina o a Taiwan: quindi la differenza di prezzo non dipende solo dal costo del carbonio o della manodopera, ma anche dal modello di business, dalla rete commerciale, dal marketing, dall’assistenza e dal valore del marchio.
Sul paragone con l’automotive è un tema interessante e merita un approfondimento: il rischio per alcuni marchi europei esiste, ma il mercato della bicicletta ha dinamiche diverse e non è detto che l’evoluzione sia identica.
Sono argomenti che continueremo ad analizzare, perché vale la pena guardarli da tutti i punti di vista.

































