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Home Bikepacking

IP365, un progetto cicloturistico che si è trasformato in una community

Dopo dodici mesi di social ride, IP365 - Un anno in gravel, è arrivato il momento di tirare le somme. E ciò che emerge è un risultato che supera ogni aspettativa

Redazione di Redazione
14 Dicembre 2025
in Bikepacking, Cicloturismo, Gravel, Varie
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IP365, un progetto cicloturistico che si è trasformato in una community

Quando a dicembre 2024 era stato presentato il format di IP365 – Un anno in gravel, il concetto era chiaro: dodici mesi, dodici uscite, un intero territorio da scoprire in sella ad una gravel bike. Una formula semplice, quasi essenziale quella pattuita tra organizzatori e partecipanti: incontrarsi una volta al mese, per esplorare insieme la provincia di Vicenza.
Col passare del tempo però, quel semplice “ritrovarsi” si è trasformato in qualcosa di più profondo. IP365 non è stato solo una serie di pedalate, ma un’esperienza collettiva capace di lasciare un segno. Un anno vissuto tra sentieri, colline, e fiumi, ma soprattutto un anno vissuto insieme.
Ne è nata una comunità autentica, fatta di persone diverse, ma unite dalla stessa passione. Ed è proprio questa comunità, più di ogni numero o percorso, ad aver reso IP365 un progetto speciale.

Il valore dell’esperienza, cos’ha funzionato davvero

Tra i tanti elementi che hanno reso IP365 un progetto riuscito, il primo è senza dubbio la costanza. Uscita dopo uscita, anche quando il freddo pungeva, la pioggia non dava tregua e le strade si trasformavano in fango, i partecipanti hanno continuato a presentarsi alla partenza con lo stesso entusiasmo. Una presenza viva, mese dopo mese, che ha dimostrato quanto forte fosse il legame creato dal progetto.
Determinante anche la varietà dei percorsi: fiumi, laghi, colline, malghe, boschi e borghi si sono alternati in un mosaico di luoghi capaci di offrire ogni volta un’esperienza diversa. Ma il vero valore aggiunto è stato quello umano: gruppi che nascevano spontanei, persone che tornavano uscita dopo uscita, relazioni che crescevano naturalmente.
A tutto questo si è aggiunta l’accoglienza dei ristori di Campagna Amica e Coldiretti Vicenza e il contatto con territori sempre diversi, elementi che hanno reso ogni tappa non solo una pedalata, ma un momento di scoperta e condivisione.



I numeri dell’edizione 2025

Oltre all’aspetto emozionale, l’edizione 2025 di IP365 ha mostrato numeri solidi, capaci di raccontare la forza del progetto. In dodici mesi si sono contate circa 600 presenze, con alcuni eventi che hanno raggiunto rapidamente il sold out.
I partecipanti sono arrivati da tutte le province venete, con presenze anche da fuori regione, segno di un interesse che supera i confini locali. La fascia d’età più rappresentata è stata quella tra i 35 e i 60 anni, a conferma del gravel come disciplina matura ma ancora capace di appassionare generazioni diverse.
Il dato più significativo, però, è un altro: questi numeri sono stati generati interamente da una rete di privati, senza strutture pubbliche alle spalle. Un segnale importante di quanto il cicloturismo esperienziale possa crescere anche dal basso, quando trova un progetto credibile e un territorio pronto ad accoglierlo.



Un modello che funziona e replicabile

Uno degli aspetti più rilevanti di IP365 è stato il suo impatto cicloturistico. Ogni uscita ha contribuito a valorizzare il territorio vicentino, portando i partecipanti a pedalare in luoghi dal valore storico, culturale e naturalistico importante.
A questo si è aggiunta la scoperta dei prodotti locali, grazie anche ai ristori e ai punti di accoglienza che hanno coinvolto realtà locali, creando un piccolo ma significativo indotto economico. Aziende agricole prima di tutto, ma anche bar, ristoranti e attività locali di vario genere, hanno beneficiato del passaggio dei gruppi, a conferma di quanto il cicloturismo possa generare valore diffuso.
Il gravel, con il suo passo lento, si è confermato uno strumento ideale per raccontare e vivere il territorio senza filtri, permettendo a chi pedala di entrare davvero in relazione con l’ambiente che attraversa. In questo senso, IP365 rappresenta un esempio replicabile: un modello semplice ma efficace, capace di coniugare sport, scoperta e promozione locale.

Le difficoltà incontrate

Nonostante il successo, IP365 non è stato privo di difficoltà, e raccontarle permette di capire ancora meglio il valore del progetto. L’inverno e parte della primavera hanno imposto condizioni meteorologiche impegnative: freddo, pioggia, nebbia, fango e giornate incerte hanno messo alla prova sia l’organizzazione che i partecipanti.
A questo si è aggiunta la complessità della gestione mensile degli eventi: definire il percorso, testarlo, produrre contenuti, aprire le iscrizioni, comunicare e coordinare ogni dettaglio, ga richiesto un lavoro costante e preciso da non sottovalutare.
Non è stato semplice nemmeno mantenere il giusto equilibrio tra sicurezza e lato avventuroso, due elementi fondamentali per non snaturare l’esperienza gravel e allo stesso tempo garantire un evento piacevole e divertente.
Eppure, proprio queste sfide hanno reso il progetto più solido. Hanno portato a migliorare la qualità dei percorsi, affinare la comunicazione e strutturare meglio l’organizzazione interna. Ostacoli che, di fatto, hanno contribuito a rendere l’esperienza complessiva ancora più curata, autentica e apprezzata.



Uno sguardo al 2026: evoluzione, non ripetizione

Conclusa l’edizione 2025, lo sguardo si sposta naturalmente a quella del 2026. Ciò che emerge sin da subito è la volontà di non ripetere semplicemente quanto fatto, ma di evolvere il progetto in modo graduale e intelligente. Le anticipazioni sono ancora parziali, ma lasciano intravedere un anno ricco di novità: una comunicazione più strutturata, nuove collaborazioni con realtà del territorio, l’ipotesi di riproporre un evento di due giorni che possa diventare uno dei momenti clou della stagione, e una produzione di contenuti video più narrativi, capaci di raccontare non solo i percorsi, ma anche le storie delle persone che li vivono.
L’obiettivo è chiaro: far crescere IP365, renderlo un progetto consolidato, riconosciuto e sempre più incisivo nella promozione della provincia di Vicenza. Un’evoluzione naturale per un format che ha dimostrato di avere solide basi e un grande potenziale.


Con la chiusura di IP365 edizione 2025, si chiude un anno intero vissuto sulle strade sterrate della provincia di Vicenza. I protagonisti di questo magnifico viaggio sono stati senza dubbio tutti quelli che hanno deciso di partecipare prima e di tornare poi. Grazie alla loro determinazione è stato possibile far nascere una vera comunità di appassionati e dare visibilità ad un territorio che ha tanto da offrire anche sotto l’aspetto cicloturistico. Ma mentre l’edizione 2025 entra nei ricordi, quella del 2026 è già in fase di costruzione.
L’invito da parte degli organizzatori è semplice: “continuate a credere in noi e al progetto IP365, abbiamo ancora un lungo viaggio davanti a noi e un territorio che ha ancora tanto da raccontare”.
Un invito che suona come una promessa: quella di un percorso che non si limita ad un elenco di date, ma che continua a crescere e ad evolversi, uscita dopo uscita, insieme a chi sceglierà di farne parte.

Ulteriori informazioni: www.intoprealps.com

Tag: bikepackingcicloturismogravelip365

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