Si è appena concluso l’Italian Bike Festival di Misano Adriatico ed è già tempo di bilanci. Quelli degli organizzatori sono rosei e parlano di oltre cinquemila presenze in più rispetto allo scorso anno che, a sua volta, aveva fatto registrare un +7,5 per cento rispetto all’edizione di due anni fa. Totale, oltre 63 mila presenze quest’anno. Anche facendo un po’ di tara, gli organizzatori brillano sempre di grande ottimismo sul loro evento – ci sta – è innegabile che la formula dell’Italian Bike Festival abbia preso piede. Tantissimi visitatori anche direttamente in bicicletta, soprattutto nell’ultima giornata, dopo aver partecipato a La Gialla Cycling, l’evento collegato a IBF che quest’anno è diventato “social ride”. Insomma: meno agonismo e più divertimento era pure l’aria che si respirava tra gli stand assieme al caldo di un’estate per niente alla fine, almeno per quanto riguardava quella parte d’Italia. L’aver anticipato l’evento di una settimana rispetto agli scorsi anni ha messo provvidenzialmente al riparo dagli scherzi del meteo.
Tanto pubblico competente: il massimo che possano chiedere gli espositori di un evento del genere. D’altra parte, a Misano non si arriva per caso, ci si deve andare di proposito e questo ovviamente ha filtrato la qualità dei visitatori interessanti che hanno anche potuto provare le biciclette sul Misano World Circuit Marco Simoncelli. Ok, saranno stati test veloci, erano stati allestiti anche percorsi per mountain bike, ma pedalare su quell’asfalto, per una volta “scippato” alle motociclette, è stata una bella emozione per grandi e piccoli.

Cos’abbiamo visto
Si dice, da anni ormai, che le fiere non abbiano più il peso della novità tecnologica che veniva cadenzata proprio pensando agli eventi espositivi per pubblico e operatori, ma la soddisfazione per i visitatori c’è stata. Toccare con mano e provare attrae inevitabilmente e magari è la spinta per il passo definitivo verso un acquisto.
La bicicletta da corsa si trasforma
Si tratta di una tendenza già intercettata da tempo. Ne parliamo nel nostro commento video che invitiamo i lettori a visionare e poi, magari, a dirci anche la loro (iscrivetevi al nostro canale Youtube dove abbiamo ancora tanto da farvi mostrarvi!). Rispetto al segmento “road/gravel”, possiamo dire con certezza che la bicicletta da corsa ha imboccato definitivamente la doppia via del mezzo “da gara” che si distingue dall’oggetto più sportivo, ugualmente dedicato all’agonismo, ma meno spinto tecnologicamente e, soprattutto, meno costoso. Col progredire della tecnologia è stato inevitabile arrivare a questo punto, ma in fiera abbiamo visto anche diverse proposte decisamente più economiche rispetto ai “top” di gamma, senza sminuire la fame tecnologica degli appassionati più incalliti e agonisti.

Lo “standard” gravel
La conferma della crescita della bici gravel è palpabile guardando al materiale che abbiamo raccolto: scovare una bicicletta da corsa, spesso, è stata cosa difficile e anche i marchi storicamente legati alla bicicletta da corsa non trascurano un settore che sta diventando il nuovo standard: che siano “gravel race” o modelli più in linea con lo spirito iniziale del mondo gravel ce n’è davvero per tutti i gusti. Proprio l’aumento del settore “race” tende a prendere spazio alla bicicletta da corsa: una gravel race montata con ruote stradali e coperture filanti, non è altro – semplificando un po’ – che una bicicletta da corsa che già conosciamo, col vantaggio di una geometria più accessibile.
Accessori e tutto il resto
Tanti modi di pedalare portano a tantissime esigenze diverse di cui, a volte, non sapevamo nemmeno di avere bisogno. È la fantasia del mercato (e del marketing) che ci porta a scoprire soluzioni o, se preferite “sottosegmenti”, che allargano l’uso della bicicletta in tutti i settori: dall’urbano all’avventura, passando, naturalmente, per quello agonistico che cerca di rendere la bicicletta, anche la più spinta, comunque comoda. Perché più il ciclista è in una situazione di comfort (dall’abbigliamento all’interfaccia col mezzo) e più rende dal punto di vista atletico.
A chiudere il cerchio anche alcune proposte turistiche per cui a IBF non mancano mai gli stand. Perché con tante biciclette e tante tecnologie, occorre pure trovare posti che meritino di essere visitati e pedalati. E l’Italia, in questo senso, cresce sempre di più. Se n’è parlato nei diversi convegni che si sono susseguiti nei tre giorni di Italian Bike Festival 2025.

































BRAVI TUTTI.