Jarno Widar (Lotto) lo abbiamo iniziato a conoscere da Juniores quando sceso dal belgio portò a casa il Giro della Lunigiana. Neppure un anno fa. Nella prima tappa, il piccoletto (167 cm per 52 kg) sbaragliò la concorrenza vincendo in volata.
Il resto lo ha fatto poi in salita. Se ami l’Italia non si sa, ma nel suo programma stagionale ci sono stati il Giro Next Gen e il Giro della Valle d’Aosta, messi in cantiere con maglia rosa e gialla di leader. Compirà 19 anni a novembre questo “teen” che a distanza viene già messo a confronto dai media, sempre in cerca di nuovi protagonisti, con Pogacar.
Ci sarà tempo, quello vero, “signore” che le distanze le allunga e le accorcia a suo volere. Cinque tappe difficili come sempre e Widar si porta in Belgio il Giro della Valle d’Aosta per lui terra di allenamento (sembra impossibile) in vista del Tour de l’Avenir di agosto (e massima espressione del ciclismo U23 francese) e del successivo mondiale di Zurigo.
Widar ha dato prova di superiorità in ognuna delle cinque tappe, conquistando la maglia gialla con una squadra ridotta all’osso, partiti in cinque arrivati in due (fondamentale nell’ultima frazione l’apporto di Eeman Kamiel). Al secondo in classifica generale, il kazako Likhan Dostiyev (Astana; vera sorpresa del Giro) ha rifilato 4’30” e 19” in più a Ludovico Crescioli (Technipes #inEmiliaRomagna) il migliore dei nostri italiani e in giallo per un giorno. Al quarto posto il cileno Vicente Rojas Naranjo (VF Group – Bardiani) a 07’18”, mentre il quinto posto a 9’24” se lo è preso il biondo spagnolo Pablo Torres Arias (Uae) vincitore con una fuga partita da lontano dell’ultima tappa con la salita di venti km del Colle san Pantaleone e il non meno difficile arrivo ai 2000 metri di Cervinia.

Un termometro per il ciclismo Under 23
Con i suoi 13mila metri di dislivello in 559 km, il Valle d’Aosta è un termometro che misura la salute del ciclismo U23 mondiale (presenti 26 formazioni in rappresentanza di 12 Paesi tra cui Australia e Usa).
Rispetto a un quinquennio fa, la presenza delle formazioni development, vivai delle World Tour, ha fatto la differenza sulle società di club. Bene o male? Chissà.

Per quanto riguarda gli atleti italici, si sono comportati benino: un podio tutto italiano non si vedeva da tempo e nella volata di Borgofranco d’Ivrea (Il Valle d’Aosta espatria per una questione di amicizia con la Regione limitrofa) si è imposto Federico Biagini (VF Group Bardiani CS Faizanè) sul campione italiano Edoardo Zamperini (l’atleta della UC Trevigiani – Energiapura Marchiol ha corso con la maglia tricolore in forza alla Nazionale Italiana ed è risultato 23esimo in classifica generale) con il terzo posto al marchigiano Diego Bracalente (MBH Bank Colpack Ballan). In evidenza Simone Gualdi (Wanty – ReUz – Technord), Simone Roganti (Mg.K Vis – Colors for Peace, Nazionale Italia), Matteo Scalco e Filippo Turconi (Bardiani) mentre Tommaso Dati (Biesse Carrera) ha lasciato la Valle D’Aosta indossando la maglia rossa Haute Savoie destinata al leader degli sprint.



































