C’è chi è arrivato una settimana prima, chi è arrivato in traghetto a Palermo e poi è andato fino a Marina di Ragusa in bicicletta. C’è chi la Sicilia la conosceva già e chi era la prima volta che ci andava.
Decisamente, La Barocca Ciclostorica Iblea che si è svolta nell’assolato e ventoso weekend del 17 e 18 Maggio, è stata un’ottima scusa per molti “del continente” per andare in Sicilia, e, per giunta nella parte più lontana, quella meridionale, in una stagione non di punta, e scoprire così un territorio meraviglioso, ricco di fascino, suggestioni, bellezze naturali e tesori barocchi, come il nome suggerisce.
Un’organizzazione corale che cura i dettagli
La Barocca è un’iniziativa privata – gli organizzatori sono infatti Carmelo Rizza e Francesco Massari, titolare del negozio Bespoke Cicli a Marina, proprio di fronte al Porto Turistico – al servizio della comunità. Cittadini che s’impegnano (e tanto!) per dare impulso a un turismo sano, quello che la sa godersi il bello e buono di ogni posto, non “mordi e fuggi”, ma il modo di visitare lento e contento delle due ruote, e in particolare delle due ruote d’epoca, che la lentezza ce l’hanno nello statuto, visto che le manifestazioni ciclostoriche non sono mai competitive.
Carmelo e Francesco ci mettono tutti loro stessi per organizzare, accogliere, far stare tutti bene. Sono solo loro due, ma sembrano un esercito per quante cose fanno, pensano, organizzano e nei giorni dell’evento, un esercito lo diventano proprio. Infatti, a dar loro man forte arrivano le famiglie – mogli, compagne, figlie – gli amici, i volontari.
Non è soltanto una pedalata rievocativa, per appassionati La Barocca, è un evento studiato per coinvolgere la cittadinanza, i turisti, i curiosi e soprattutto i bambini.

Perchè questo Movimento Ciclostorico e l’idea di turismo che vuole diffondere, per crescere hanno bisogno dei giovani.
Il villaggio barocco
E così, il giorno prima, davanti al mare e di fronte a Bespoke dove è stato allestito il “Villaggio Barocco” con le bancarelle e l’immancabile Carube che è arrivato fino qui dalla sua Lucca, c’è stata la gara ciclistica “1° Trofeo Piccoli Eroi”, organizzata in collaborazione con l’ASD Pedale Ibleo per le categorie “Giovanissimi”, dai bimbetti di 6 ai ragazzini di 12 anni, che in un sabato di sole e vento ha attirato centinaia di persone venute a fare tifo e che si sono ritrovate davanti questo strano ciclismo. Un ciclismo che non sgomita, in cui non si corre per arrivare primi, che si pratica su biciclette d’epoca, con le maglie proprio come quelle dei nonni, meglio se un po’ tarmate; che va in posti belli e senza traffico, dove le strade sono spesso ancora sterrate, e dove si mangia e si beve bene. Un ciclismo che non consuma, non vende e non compra, non inquina, e si immerge ad ogni uscita nella bellezza e nell’amicizia. E magari, qualcuno di loro – anche uno solo – sarà tentato di tirare fuori dal garage quella vecchia bicicletta arrugginita e provare a farci un giro.
La pedalata Iblea
La domenica invece, complice un tempo estivo ma non troppo – sole caldo e venticello fresco – l’allegra compagine di cigolanti e colorati ciclostorici si è sparpagliata per tutti i saliscendi di questa terra aspra e gentile che non conosce pianura, tra profumi mediterranei e viste incredibili e hanno faticato non poco, spinti dall’unico doping innocente e benefico: quello della bellezza che distrae dalla fatica, e delle delizie eno-gastronomiche in agguato ad ogni sosta nei ristori nel ruolo di “carota”.

Cittadine barocche
Le cittadine barocche si sono alternate a paesaggi naturali unici: Scicli, Modica, Ibla e infine per i più eroici Ragusa a cui arrivare senza fiato sapendo che poi da lì sarebbe stata tutta discesa. Tanto che al castello di Donnafugata ci si è potuto concedere anche un bicchiere in più di una piccola degustazione. E poi ci lascia andare nel vento dolce e salato, felici come bambini, filando verso Puntasecca per una foto di gruppo davanti alla casa del Commissario Montalbano.


Tappa del Giro d’Italia d’Epoca
La Barocca Ciclostorica Iblea, quarta tappa del Giro d’Italia d’Epoca, conferma questa collezione di Ciclostoriche sparse per tutta Italia come una grande destinazione cicloturistica diffusa. E l’auspicio è che ogni tappa serva come invito a visitare tutti i posti belli e ancora non assaltati dal turismo di massa in sella a colorate, eleganti, sgangherate, fiammanti, arrugginite cigolanti vecchie biciclette da corsa, lentamente, chiacchierando e assaporando tutto quello che di bello e di buono c’è nel nostro paese, anche la polvere delle strade bianche che scricchiola sotto i denti.
E che questo diventi un nuovo modo di visitare, che vada oltre le manifestazioni.



































